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Il mondo dei Rom - intervista a Alexian Santino Spinelli


Sono giorni difficili per la comunità Rom italiana alle prese con esagerati provvedimenti legislativi avversi e con un diffuso quanto odioso rigurgito xenofobo
venerdì 30 maggio 2008, di Emanuele G. - 1648 letture

BREVE SCHEDA BIOGRAFICA DI ALEXIAN SANTINO SPINELLI

Santino Spinelli in arte Alexian é un Rom abruzzese nato a Pietrasanta (LU) il 21.07.1964. È musicista compositore, cantautore, poeta, saggista. Docente di Lingua e cultura romaní all’Univerità di Trieste. Nel corso della sua carriera di musicista ha tenuto numerosi concerti in Italia e all’estero. Dirige la sezione d Lanciano del Centro Didattico Musicale Italiano. Ha inciso quattro originali Long Plaing strumentali e cantati interamente in romanés (la lingua zingara); un CD nel 1996 dal titolo "Gijem Gijem", uscito in Francia e distribuito a livello internazionale da Al Sur Mediaset.

È membro del Gruppo Pedagogico che si occupa della scolarizzazione dei bambini zingari e viaggianti nell’ambito del Programma Interface sostenuto dal Centro di Ricerche Zingare dell’Università la Sorbonne (Parigi) e della Commissione delle Comunità Europee.

Fondatore e principale animatore, insieme alla moglie Daniela, dell’Associazione culturale "Thèm romanó" che pubblica l’omonimo giornale ed organizza il Concorso Artistico Internazionale "Amico Rom", giunto alla 7° edizione. Il Premio si realizza con il supporto della Commissione delle Comunità Europee, del Centro di Ricerche Zingare Università La Sorbonne di Parigi, della Regione Abruzzo e con il patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana e del Ministero della Pubblica istruzione. Nel 1992 con il sostegno della Commissione delle Comunità Europee e il Centro di Ricerche Zingare dell’Università di Parigi e in collaborazione con Paco Suarez (Musicista-compositore gitano spagnolo) ha realizzato un lavoro di ricerca sul tema "Gli zingari e la musica. Storia, evoluzione, creazione, interpretazione" (inedito). Con l’attore Daniele Ruzzier ha realizzato il lavoro teatrale bilingue "Due volte morto" (Duj furatte mulò) di cui è coautore. L’opera ha ottenuto una segnalazione dalla qualificatissima Giuria del XXI Premio Flaiano (1994), ed è stata messa in scena nel 1995 (debutto luglio ’95 a Volterra nell’ambito della Rassegna internazionale "Volterra Teatro") dal Drammateatro di Popoli (PE).

Ha fondato e dirige il gruppo musicale "Alexian Group" che esegue canti e musiche zingare originali, con cui tiene concerti in Italia e all’estero.

INTERVISTA

Chi è Alexian Santino Spinelli?

Sono un Rom Abruzzese musicista e docente universitario a Trieste, Torino e Chieti. E’ fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale Nazionale Thèm Romano, dal 2002 è il rappresentante italiano della International Romani Union (che rappresenta i Rom all’ONU) e da 2007 è il rappresentante italiano dell’European Roma and Travellers Forum, che rappresenta i Rom al Consiglio d’Europa a Strasburgo.

Cosa significa essere rom?

Significa appartenere alla popolazione Romanì, avere ancestrali origini indiane, avere in comune con altri 13 milioni di persone nel mondo la lingua romanì, usi, costumi, tradizioni.

Come mai questo razzismo latente nei confronti del popolo rom?

Da sempre quando un governo (che sia in epoca rinascimentale o sotto il regime Nazista o al giorno d’oggi) ha bisogno di un capro espiatorio per mascherare ben più gravi situazioni di disagio nel paese, la popolazione romanì viene scelta per assolvere a questo compito.

Come risolvere queste criticità? Non crede che ci dovrebbe essere un’iniziativa dell’Unione Europea che definisca meglio le politiche di cittadinanza nei confronti di quei popoli non stanziali?

Mai come ora questo argomento è attuale. La comunità Europea ha già da tempo varato leggi a tutela della Popolazione Romanì che in Italia vengono puntualmente disattese. L’unico modo per uscire da questa situazione di stallo è quella di dare la possibilità alla Popolazione Romanì di avere un confronto diretto con le istituzioni italiane per stabilire regole, diritti e doveri. E poi non bisogna dimenticare che l’80% della popolazione Romanì in Italia è arrivato qui nel 1400, per cui ora sono stanziali e sostanzialmente integrati. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio.

Popolo rom o etnia rom?

La popolazione Rom è una vera e propria etnia con origini indiane comuni. Provengono tutti dalla zona a nord ovest dell’India.

Ci può fare una sintesi della storia del popolo rom?

La popolazione romanì si distingue in 5 grandi gruppi con innumerevoli comunità: Rom,Sinti, Kalè, Manouches e Romanichels. Fra loro questi etnonimi (la maniera in cui un popolo definisce se stesso) sono sinonimi e significano “uomo”, da distinguere l’eteronimo (il modo in cui una popolazione viene definita da altri) “zingari” che ha un’accezione negativa. E’ la differenza che c’è tra “italiano” e “mafioso”. E’ una popolazione indo-ariana che trae origine dalle regioni a Nord-Ovest dell’India: regione del Sind, Pakistan,Punjab,Rajastan. Per motivi politici ed economici iniziò un esodo a più ondate che portò queste comunità attraverso la Persia, l’Armenia, l’Impero Bizantino. In seguito alla repressione dei turchi ottomani molte comunità romanès arrivarono in Europa dai balcani e con le deportazioni attuate dagli inglesi, francesi e spagnoli arrivarono in America, in Africa e in Australia. Oggi la popolazione romanì è presente con oltre 12 milioni di persone in tutti i Continenti e in Europa con 8 milioni di individui in tutti gli Stati dell’Unione Europea con cittadinanza nei Paesi di residenza. In Italia i Rom e Sinti sono circa 130 mila di cui 80% in possesso della cittadinanza italiana perché di antico insediamento (XV secolo) e con un tenore di vita più che accettabile in quanto stanziali in case proprie. Solo il 20% sono stranieri di recente e recentissima immigrazione con un tenore di vita precario nei campi nomadi. Tutte le comunità parlano la stessa lingua, la lingua romanì, attraverso svariati dialetti. La romanì chib o romanès è una lingua neo-indiana affine all’Hindi, al Kasmiri, al Sindh, al Rajastani e deriva dal Sànscrito. Si è arrichita degli imprestiti linguistici dei popoli incontrati.

Molti fanno la relazione rom = Romania, credo che sia un errore...vero?

Si, il termine Rom significa "Uomo" ed è l’etnonimo con cui la popolazione Romanì si definisce, Romeno è un aggettivo riferito a persone o cose provenienti dalla Romania. La confusione si è generata soprattutto da quando i mass media usano l’aggettivo "rOmeno" invece di "rUmeno". Come vede l’allitterazione con il termine Rom è molto forte e porta ai fraintendimenti. Sia chiaro sono fraintendimenti voluti dai mass media per generare e mantenere viva la paura.

C’è parecchia confusione sul termine rom in quanto esistono termini come Roma, romani, rom, Romania, rumeni... Vogliamo provare a mettere ordine?

Seppure in Romania ci sia una delle più grandi comunità di Rom in Europa, non è la stessa cosa dire Rom e dire Rumeno. Rumeno è chi vive in Romania e ne ha la cittadinanza. Rom è chi appartiene all’etnia Rom, che fa parte di questo popolo senza patria che si riconosce uno perché ha comuni origini, storia, lingua, usi e tradizioni. A partire dalla seconda metà del 20° secolo sono anche rappresentati all’ONU ed al Parlamento Europeo.

Il popolo rom per via del suo essere popolazione in parte non stanziale ha contribuito, e non poco, a mettere in comunicazione fra di loro zone e aree del nostro continente. Quale il contributo del popolo rom alla cultura europea?

Fin dal Rinascimento i Rom girando di piazza in piazza e di castello in castello hanno influenzato i cosiddetti musicisti colti apportando novità ritmiche e musicali oltre che strumentali. Ma è soprattutto in epoca Romantica, nel momento in cui si affermano i concetti di: nazione, radici culturali, folklore locale, libertà etc. che i grandi compositori come Listz, Brahms, Schubert e più tardi Dvorak, Mussoskj, Ravel, Debussy, Bartok, Stravinskj, oggi Goran Bregovic hanno attinto a piene mani dalla tradizione musicale romanì. Grande valorizzazione ma non riconoscimento ai Rom di questo grande apporto. I Rom hanno avuto il merito di introdurre in Europa due strumenti: il cymbalom ad imagine e somiglianza del santur persiano e la zurna. Dal cymbalom deriva il clavicembalo e dalla zurna o zurla l’oboe e la ciaramella. In molti paesi la cultura romanì è entrata a far parte del folklore locale, spesso il folklore di quei paesi si identifica con la cultura o l’arte romanì: il flamenco in Spagna, i violinisti ungheresi, I cymbalisti romeni, la musica in Russia e nei Paesi della ex Jugoslavia. Alcuni generi musicali derivano dai Rom come la Czardas e Verbunkos, ma anche flamenco e tanta musica balcanica oltre che il jazz manouches. Grande valorizzazione ma non riconoscimento ai Rom di questo grande apporto. Molti fanno camping senza sapere di imitare i Rom stessi. Molti vanno alle giostre o al circo dei Rom e Sinti. Molti applaudono artisti che appartengono al nostro popolo: Joaquin Cortès, Moira Orfei, Gipsy Kings, Charlie Chaplin (nonna kalderasha), Toni Gatlif, Yul Brinner e tantissimi altri senza considerare i calciatori famosissimi.

Quali i futuri progetti a cui sta lavorando?

Il mio nuovo lavoro discografico che uscirà alla fine di maggio 2008 si intitola "Me pase ko Murdevele, Io acCanto a Dio" edito dalla Compagnia Nuove Indie. Si tratta di un CD di ispirazione prettamente religiosa che segue il CD "Romano Thèm orizzonte Rom", il doppio CD di "Andre miro romano gi" Viaggio nella mia anima rom: dall’India al jazz, e il cofanetto So me Sinom, Ciò che sono. Insieme al mio gruppo, ho compiuto un viaggio verticale nella cultura del mio popolo e presenta simultaneamente tutte le espressioni musicali delle varie aree di provenienza dei rom. In ogni brano ci sono momenti nei quali ogni rom, qualunque sia la sua provenienza, può riconoscersi e identificarsi.

Un modo di dire rom che le piace sempre ricordare in quanto testimone dell’essenza della cultura rom?

Il mio preferito è anche quello con cui vorrei salutarvi: But Baxt ta Sastipé che in lingua romanì significa "che possiate essere sani e fortunati". E’ l’augurio che si rivolge a chi intraprende un viaggio, un po’ come voi che vi imbarcate nel viaggio della conoscenza del Popolo Rom.

Per maggiori informazioni:

Alexian Santino Spinelli

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Il mondo dei Rom - intervista a Alexian Santino Spinelli
1 giugno 2008, di : Silvio

Mandateli tutti a casa, sono comunisti!
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