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"Il mio nuovo strano fidanzato"


Madrid, una sera d’estate... in una famiglia "normale"...
mercoledì 1 giugno 2005, di calogero - 1818 letture

L’accostamento potrà sembrare temerario ed ardito ma l’associazione scatta spontanea e poi non così priva di fondamento. La divertente commedia “Il mio nuovo strano fidanzato”, diretto dai coniugi Teresa De Pelegrì e Dominic Harari , è l’altra faccia - buffa, ironica e spassosa - del drammatico “Private” di Saverio Costanzo che abbiamo apprezzato quest’inverno nelle nostre sale.

In entrambi si racconta della difficile convivenza sotto lo stesso tetto di un nucleo israeliano ed uno palestinese e sia che i toni siano drammatici o comici sono fortemente sottolineate le difficoltà quotidiane di una convivenza politica/sociale che riproposta su scala ridotta rimbomba con maggior rumore e potenza.

Inglese lui, spagnola lei, i due registi costruiscono un perfetto meccanismo ad orologeria di battute e gag che ci rendono immediatamente simpatici i protagonisti di questa scombiccherata pochade: Leni, ragazza ebrea, torna a casa per presentare alla famiglia il suo fidanzato palestinese (Guillermo Crimen Perfecto Toledo) che, maldestro, fa volare fuori dalla finestra la zuppa surgelata colpendo così in testa un pedone che somiglia tanto al padre della sua ragazza. Da questo incipit si sviluppano una serie di esilaranti situazioni e strambi personaggi (il nonno cieco, la sorella danzatrice del ventre e ragazza madre, la più piccola che gira per casa con un cuscino sotto i vestiti per sembrare incinta e Gloria, la patriarca, che sospetta un tradimento del marito) che ci accompagnano per un’ora e mezza di sano intrattenimento e sottile riflessione su un tema politico attuale ed incalzante che ci costringe a fare i conti con le ombre di un presente storico in pericoloso fieri.

E se la commedia, i sorrisi aiutano a liberarci - temporaneamente - da angosce e situazioni geopolitiche di pesante gravità, “Il mio nuovo strano fidanzato” è di ulteriore aiuto nel farci riflettere sui quotidiani screzi che accadono in ogni famiglia dove la libertà di pensiero e d’opinione diventano beni preziosi da preservare gelosamente.

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