Il lodo marameo


Il lodo Alfano: se la legge è uguale per tutti salvo le eccezioni di legge.
lunedì 27 aprile 2009, di Gianluca Gurrieri - 346 letture

Boccacce beffarde ai giudici, una linguaccia a Di Pietro, poi il Premier birichino gira i tacchi e guadagna l’uscita con piroette gioconde. Sarebbe stato, questo, un resoconto rifinito nel minimo dettaglio della prestazione del Premier se questi si fosse presentato all’udienza preliminare che lo vedeva imputato per diffamazione (aggravata, sarebbe dovuta essere stata, dall’uso del mezzo televisivo): il 10 Aprile 2008, in casa del maggiordomo Vespa, il Premier definì Di Pietro un “emerito bugiardo che non ha nemmeno una laurea valida. Non ha mai presentato un diploma di laurea originale, ma sempre certificati diversi uno dall’altro, sia per data sia per voti assegnati”. Il leader dell’Idv sporse querela sfidandolo a dimostrare per tabulas quanto affermato, ma il Premier, sbugiardato, ha preferito evitare la performance boccaccesca di cui sopra. Prontamente delegato l’onorevole compito all’avvocato Ghedini, onorevole anch’egli, il quale dilungandosi in una sonora pernacchia al motto repubblicano sull’uguaglianza ha comunicato la volontà del Premier di avvalersi della non imputabilità garantita alle prime quattro cariche dello Stato. Anche questa udienza, dunque, dopo quella del processo Mills, rinviata in attesa di risposta sulla costituzionalità del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale. La quale, se dovesse respingere la sublime porcata, sarà per forza di cose incostituzionale e pure comunista. Intanto, Di Pietro risponde ai cronisti che chiedono un commento: “Berlusconi è davvero un bugiardo perché, dopo avermi diffamato gravemente, anziché venire a difendersi in tribunale ha preferito farsi scudo con il lodo Alfano. È evidente che le sue erano tutte bugie. E pensare” ha poi continuato, “che se chiedesse scusa io ritirerei la querela“. Ma a conti fatti, il Premier preferisce evitare le scuse esclusive: sarebbe un oltraggio al principio d’uguaglianza del popolo italiano.

Gianluca Gurrieri

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