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Il lavoro che uccide


Distratti dalle bagarre politiche, sfioriamo le tragedie che il lavoro, precario, sottopagato e "assassino" miete con cadenza quasi quotidiana.
mercoledì 15 febbraio 2017 , Inviato da Piero Buscemi - 1303 letture

Che fosse un problema mai seriamente affrontato, è facile intuirlo seguendo una qualsiasi parziale cronologia sugli eventi mortali registrati nelle ultime settimane. Morire di lavoro, come abbiamo più volte sottolineato nelle pagine del nostro giornale, rientra tra gli effetti collaterali per coloro che, sempre con più difficoltà, provano a trovare una continuità ed una tranquillità economica che, nel nostro paese, sembra sia diventata un’utopia.

Le ultime riforme, varate o proposte, dai nostri governi hanno fatto soltanto deviare l’attenzione della cittadinanza sui veri problemi che stanno rendendo il cardine principale sul quale dovrebbe poggiarsi anche la nostra Costituzione, in mero elemento propagandistico da spiattellare alle masse quando qualsiasi altro argomento di distrazione è già stato esaurito.

Nessuno mette in dubbio che la correttezza e il rispetto delle regole, anche in campo lavorativo, debbano essere imprescindibili dai diritti e doveri di ogni lavoratore. Aggiungiamo noi, con nessuna differenza sostanziale tra le categorie pubbliche e private. Un’arma a doppio taglio che, sapientemente, i vari ministri del settore hanno utilizzato negli anni per lasciare la propria impronta indelebile su questo nuovo mondo del precariato che ha, inevitabilmente o volontariamente, sostituito la semplice parola "lavoro".

In quest’epoca caratterizzata da uno spostamento in avanti dell’età per l’accesso al primo impiego, da un ulteriore passo avanti per quanto riguarda i requisiti minimi, anagrafici e contributivi, per accedere alla pensione, da un selvaggio o, quanto meno anomalo, ricorso a forme contrattuali che assomigliano sempre più a legittimazioni astruse di occultati rapporti di lavoro in nero, il dramma di una costante cronologia di eventi drammatici che spezzano vite, sia di giovani alla loro prima esperienza lavorativa, sia di anziani che inspiegabilmente cadono da impalcature sulle quali non sarebbero mai dovuti salire vista l’età, è diventato inaccettabile.

Si ha la sensazione che si presti maggiore attenzione a quei "privilegi", tutti da verificare, che certe categorie di lavoratori possano rivendicare, rispetto ai doveri, spesso anche etici, che dovrebbero mantenere i datori di lavoro nei confronti degli operai. Le norme promulgate negli ultimi tempi, sono state indirizzate a ridurre sostanzialmente questo carico di doveri di chi dalla forza lavoro ha sicuramente dei vantaggi. L’opera prestata dai lavoratori, in qualsiasi settore vogliamo collocarli, non si può ridurre a semplice elemosina legata allo spirito di beneficienza di chi assume.

Abbiamo assistito passivamente allo smantellamento della carta dei lavoratori, conquistata con dure lotte da parte delle generazioni che ci hanno preceduti. Potremo dilungarci su argomenti inerenti all’articolo 18, all’utilizzo sproporzionato dei voucher, all’invenzione della garanzia giovani, senza dimenticare le condizioni vissute da coloro che con l’apprendistato hanno dovuto fare i conti per molti anni, anche quando la propria età anagrafica non giustificava più questo genere di qualifica.

Potremo anche soffermarci sulle riforme a catena che si sono verificate in campo di ammortizzatori sociali. La disoccupazione ordinaria che lasciava spazio alla neonata Aspi, la scomparsa di fatto della disoccupazione con requisiti ridotti, l’avvento pochi mesi dopo della Naspi che ha davvero tagliato le gambe ai lavoratori stagionali, considerando il dimezzamento medio del periodo di riconoscimento.

In questo marasma, tra lavoro "elastico" e una popolazione sempre più anziana e sempre più lontana dalla pensione, abbiamo creato una società appoggiata sulle cessioni del quinto della pensione, fenomeno esploso da una decina di anni che, sull’unica fonte di entrata delle famiglie italiane, spesso una o più pensioni intestate al nonno o alla nonna di famiglia, in molte realtà del sud, rappresenta la società finanziaria per figli lavoratori precari e nipoti con la voglia di accasarsi. Il tutto ad incrementare il mercato dei piccoli prestiti e delle innumerevoli società finanziarie sparse per il paese.

Se con una certa remissività, siamo costretti a subire questa involuzione del mondo del lavoro, e di cosa ha sempre rappresentato per la vita di un essere umano, diventa difficile accettare ancora che si possa morire con attività che occupano almeno il 70% della propria vita. Ci permettiamo di riassumere di seguito una breve cronologia degli ultimi eventi tragici registrati in varie località italiane, dalla quale si evincono la certezza che sia soggetta, purtroppo, a continui aggiornamenti, e l’evidente interessamento del fenomeno in tutta Italia.

13 Febbraio 2017

Un operaio 51enne di un’azienda di lattoneria, Antonio Ilariuzzi, è morto questa mattina dopo essere precipitato dal tetto di un magazzino, dove si trovava per alcuni lavori di riqualificazione.

Incidente mortale sul lavoro nel Napoletano. L’episodio è accaduto in mattina lungo la Circumvallazione esterna in località Qualiano. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, in base al racconto dei due colleghi che lo hanno trasportato all’ospedale San Giugliano, di Giugliano, dove e e’ giunto privo di vita, un operaio di 56 anni sarebbe stato colto da malore mentre lavorava in un cantiere edile privato.

Cento. Infortunio sul lavoro questa mattina, alle 12 circa, alla Vm Motori di Cento. Vittima dell’incidente è un artigiano di 45 anni, dipendente di una ditta esterna, che si era recato allo stabilimento centese per collaudare un macchinario.

12 Febbraio 2017

Incidente sul lavoro allo stabilimento Alenia-Leonardo di Grottaglie. Un operaio 42enne tarantino ha riportato varie lesioni in seguito a una caduta, nel pomeriggio. Le ferite per il volo da un’altezza di circa due metri hanno imposto il ricovero in ospedale.

11 Febbraio 2017

E’ morto all’ospedale Cto di Torino, dove era ricoverato dallo scorso 31 gennaio, uno dei due operai feriti in un incidente sul lavoro nello stabilimento Ferrero di Alba. Dipendente di una ditta esterna, 49 anni, l’uomo aveva riportato ustioni di secondo e terzo grado sull’80% del corpo a causa di una esplosione all’interno della cabina elettrica in cui stava operando.

10 Febbraio 2017

Si ribalta su un fianco, per cause da accertare, una betoniera mentre stava percorrendo la strada di Itri con un carico di asfalto e calcestruzzo e muore il conducente del mezzo, schiacciato nella cabina. La vittima aveva 57 anni.

6 Febbraio 2017

Imperia - Giuseppe Campagna, un operatore ecologico ventimigliese di 63 anni, è morto poco prima delle 7 sul cavalcavia di Roverino a causa di un incidente stradale dalla dinamica ancora incerta. Il mezzo della ditta Docks Lanterna del quale era alla guida, un camioncino addetto alla raccolta dei rifiuti, si è ribaltato dopo aver urtato il guardrail.

È stato travolto dal trattore con rimorchio, sul quale aveva caricato la terra scavata con l’escavatore, per la sistemazione della strada di accesso all’azienda l’operaio rimasto ferito questa mattina, alle 11, mentre lavorava in un’azienda nel comune di Castiglione della Pescaia.


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