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Il futuro è un girotondo

L’economia del Girotondo : dalla plastica ai satelliti: il futuro è nei rifiuti / Luca Dal Fabbro ; prefazione di Lorenzo Cagnoni. - Milano : Tecniche nuove, 2017. - X, 181 p., [I], br. ; 21 cm. - ISBN 978-88-481-3663-1.
di Sergej - giovedì 3 gennaio 2019 - 1652 letture

Rispetto al futuro immediato vi possono essere due approcci: catastrofistico, per generare la paura del futuro e spingere le persone come greggi da una parte o dall’altra a seconda delle convenienze politiche; oppure favolistico, dare per scontato le "naturali sorti e progressive" e veder tutto roseo nascondendo i problemi sotto il tappeto. Una terza via è possibile, ed è quella che pondera i problemi e cerca di dare risposte razionali e concrete. E’ l’approccio scelto da Luca Dal Fabbro nel suo libro L’economia del Girotondo : dalla plastica ai satelliti: il futuro è nei rifiuti.

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La copertina del libro di Luca Dal Fabbro: L’economia del Girotondo

Diciamo subito che ha fatto benissimo l’editore Tecniche Nuove a pubblicarlo, confermandosi casa editrice seria ed attenta; e anche il titolo del libro è azzeccato perché invita a leggere un titolo "leggero" e che volutamente vuole contrapporre la leggerezza del gioco e dell’infanzia alla pesantezza e alla serietà dei problemi affrontati.

Sul’’economia, e sull’economia basata su ambiente ed ecologia, rispetto ambientale, economia circolare, si giocherà il futuro immediato dell’umanità e non basteranno i "no" dei potenti della terra a cambiare le cose. Dal Fabbro proviene dal mondo non dell’ecologia e della militanza "minoritaria" delle cassandre che da decenni cercano di svegliare le coscienze addormentate dei tradizionalisti. Viene dal mondo dell’economia, è un imprenditore, ed è un imprenditore che ha capito che se ci sarà sviluppo questo sarà determinato dalla capacità che avremo di rimettere mano alle nostre abitudini e all’industria "pesante" - quella nata un paio di secoli fa grazie allo sfruttamento delle risorse del Terzo Mondo e alla manodopera a basso prezzo proveniente dalle campagne (e dal Sud dell’Italia). L’industria, anche quella di Paesi come l’Italia che avevano poche risorse naturali da sfruttare, è stata un sistema asimmetrico che ha creato la ricchezza (per pochi) operando una rapina sistematica delle risorse di altri Paesi, e della forza lavoro interna. E producendo inquinamento.

Non è più possibile, per l’attuale sistema economico, continuare a produrre come si è fatto finora. Le risorse stanno finendo, l’inquinamento ci sta distruggendo. L’economia non può essere asimmetrica. Occorre una nuova economia. Ed è quello che alcuni Paesi europei (nel nord Europa) stanno provando con successo a mettere in campo. E per un Paese povero di risorse naturali, e con salari che non si vogliono più "da fame", è l’unica chance che abbiamo. L’economia circolare, l’economia del "girotondo", è l’unica economia possibile.

E’ un "paradigma" che investe tutti e tutte, a tutti i livelli. Dal Fabbro non a caso dedica un capitolo anche al settore militare. Che riguarda la vita quotidiana ma anche il mondo del lavoro e il rapporto tra Stati. Quello di Dal Fabbro è un libro da leggere e da tenere caro nella biblioteca di ciascuno.


Sinossi del libro

Stiamo vedendo scomparire il ghiaccio al Polo Nord; gli uragani producono conseguenze sempre più drammatiche; le siccità prolungate causano roghi che durano intere stagioni e che bruciano luoghi come la Napa Valley; nel 2050, secondo la Ellen McArthur Foundation, il peso della plastica negli oceani supererà quello di tutti i pesci; perfino lo spazio si sta trasformando in un’enorme pattumiera che crea problemi di sicurezza aerospaziale. L’impatto di questi fenomeni sta diventando sempre più evidente. Però anche la tecnologia accelera: ci sta sorprendendo e ci sorprenderà. Parlo di nuovi sistemi per l’efficienza energetica, di crescita delle fonti rinnovabili, di led, di Storage avanzato, di materiali fortemente innovativi, di smart city, di 3D, di Internet of Things, di edifici a consumo zero, di recupero della plastica attraverso la pirolisi (che è la scommessa a cui ho dedicato le mie energie nel corso degli ultimi due anni). Questo è il futuro del business: l’industria e le imprese non vanno condannate o colpevolizzate ma riorientate al nuovo paradigma dell’economia sostenibile e circolare; non sono le nemiche ma possono diventare le alleate più importanti dell’ambiente.


L’autore

Luca Dal Fabbro, amministratore delegato di Grt Group (azienda svizzera di tecnologie per la circular economy), è stato eletto vicepresidente del Circular Economy Network, l’osservatorio della circolarità in Italia creato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile nato per promuovere lo sviluppo dell’economia circolare in Italia. Dal 2014 è membro del cda di Terna e dal 2015 del cda della società Tamini. Ha iniziato la sua carriera in Procter & Gamble, è stato Ceo in E.On Italia, presidente della holding di Electro Power System, Ceo in Enel Energia.


Documenti: L’economia del girotondo, il futuro è nei rifiuti

Se i cambiamenti climatici accelerano, così come lo sfruttamento delle risorse, accelera anche la tecnologia e con questa la coscienza ambientale dei cittadini. E si fanno strada le " disruptive technologies", tecnologie grazie alle quali diventerà possibile cambiare in modo radicale le modalità con cui utilizziamo le risorse naturali del nostro pianeta, abbattendo le emissioni di CO2.

Nel libro "L’economia del girotondo - Dalla plastica ai satelliti: il futuro è nei rifiuti" (Tecniche Nuove) l’autore, Luca Dal Fabbro, non racconta solo i problemi del pianeta, fornendo dati e previsioni, ma prospetta soluzioni concrete: nuovi sistemi per l’efficienza energetica, crescita delle fonti rinnovabili, sistemi di storage avanzati, recupero della plastica non riciclabile.

Una panoramica su come l’industria e i consumatori dovranno passare dal paradigma dell’usa e getta a quello dell’economia circolare, attraverso soluzioni a vari livelli.

"Questo è il futuro del business - scrive Dal Fabbro nell’introduzione al testo - l’industria e le imprese non vanno condannate o colpevolizzate ma ri-orientate al nuovo paradigma dell’economia sostenibile e circolare; non sono le nemiche ma possono diventare le alleate più importanti dell’ambiente". Anche la finanza sta facendo la sua parte e sarà chiamata ad essere sempre più protagonista: lo dimostrano gli esempi virtuosi dei fondi etici, del microcredito e del prestito d’onore per i giovani, della finanza islamica.

Il libro dedica un’ampia riflessione anche a settori a cui normalmente non pensiamo quando parliamo di impatto ambientale. Un esempio tra tutti, le attività militari. Perché tra le vittime silenziose dei conflitti c’è anche l’ambiente. "Gli eserciti e le esplorazioni spaziali potranno a lungo ignorare l’impatto ambientale che producono?", si chiede Dal Fabbro, per il quale esiste un movimento in controtendenza che sta crescendo modificando gli equilibri sia in campo militare sia in quello aerospaziali.

Il Pentagono ha puntato sull’energia solare: le forze armate hanno deciso che almeno il 25% di energia venga da fonti rinnovabili entro il 2025 (scelta non solo ecologica visto che la Us Navy dipende per l’80% dal petrolio, fattore che rappresenta un elemento di rischio dal punto di vista economico, logistico e dunque della sicurezza). Gli aerei F/a-18 Hornets della pattuglia acrobatica dei Blue Angels funzionano già oggi con un 50% di biocombustibile.

E lo spazio? Qui il testo si concentra sul fenomeno degli "Space Debris", i detriti nello spazio: ad oggi si contano 23mila oggetti di diametro superiore ai 10 cm a cui vanno aggiunti 750mila oggetti di diametro compreso tra 1 e 10 cm e ben 166 milioni di piccolissimi detriti di dimensioni inferiori.

Immancabili poi i grandi cavalli di battaglia della nuova coscienza ambientale: dallo spreco alimentare a quello, sempre più attuale e preoccupante, dell’inquinamento da plastica.

fonte: GoGreen newsletter



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