Sei all'interno di >> GiroBlog | Centro Studi Est Europa |

Il funerale di Alia fa tornare la paura dei morti


Da Manfred Bushi

Per gentile concessione di AlbaniaNews


lunedì 10 ottobre 2011, di Emanuele G. - 93 letture

Forse non tutti ricorderanno, ma la prima cosa “utile” che fece Berisha dopo avere preso il potere è stato quello di riesumare il corpo di Hoxha dal cimitero dei martiri della nazione e seppellirlo in un cimitero cittadino all’uscita di Tirana. Profanare le tombe non è un buon gesto e non solo in Albania. Il buon mattino della democrazia albanese cominciò così.

Ci fu quella occasione di guardare avanti ma si preferì guardare indietro e fermarsi lì. Il movimento degli studenti si concluse in una semplice guerra per il potere e finì per alimentare il deliro di onnipotenza. La guerra contro i morti suonò come un ammonimento: state attenti perché io controllo anche l’aldilà! E vero che ci fu anche una ridicola guerra contro i vivi, i capi del partito comunista.

Il sistema giudiziario berishiano si trovò in difficoltà e fallì clamorosamente. Coloro che avevano avuto il potere si erano "blindati" perché avevano fatto tutto, rispettando legge (che avevano fatto loro). I PM dovettero inventare accuse di corruzione dopo aver spulciato tra le carte per trovare qualche caffè bevuto in più di quello che diceva il protocollo. Si chiama tutt’ora "il processo dei caffè". Infatti tutto quello fu simbolico perché Berisha non aveva paura di loro in quanto erano vivi e gli aveva in pugno.

E poi erano anche vecchi, sarebbero morti comunque. La vera ossessione sono i morti. Loro facevano paura persino ad un uomo come Hoxha. Non a caso coloro che venivano fucilati venivamo sepolti, nei luoghi più strani e segreti in fretta e furia. Non vedergli era meglio perche i morti suscitano risentimento e diventano un pericolo. Ma i morti di cui ha paura Berisha sono coloro che sono simboli, perche oscurano la sua immagine.

Prima Hoxha ora Ramiz Alia. Girano voci che il governo non sia intenzionato a concedere ad Alia i funerali di stato. Una vicenda di cui molti perferiscono non parlare per paura di essere etichettati come comunisti. Sembra una cosa di poca rilevanza ma in realtà così non è. Lo stato, come la religione ha bisogno di riti, di celebrazione e autocelebrazioni. Quale momento migliore per autocelebrarsi se non con la morte di un ex capo di stato? Ma in Albania pare che ci sia un po’ di confusione. Si va avanti con l’idea che lo stato non possa sopravvivere a chi ha il potere momentaneo.

E allora giù, ad autocelebrarsi fintantoché il potente di turno sia in vita perché dopo nessuno avrà voglia di occuparsene. Tanto qualcosa nella vita avranno sbagliato. Mai nessuno che dice " qualcosa di buono ha fatto". Forse anche Berisha ha capito la sua sorte e cerca di autocelebrasi mentre è vivo. Non a caso si trova a tagliare nastri ad ogni occasione per inaugurare le stradine di qualche paese sperduto, seguito dalle telecamere dei media che gli gravitano attorno. Mentre potrebbe semplicemente onorare chi lo ha preceduto, e cercare di non fare i suoi errori, per potere essere onorato da chi li succederà. Qui si sta parlando di ciò che Alia è stato e non di ciò che ha fatto. Ma se fosse proprio necessario possiamo anche parlarne e nulla andrebbe a favore di Berisha.

E’un po’ presto parlare di Hoxha perchè le ferite non sono state ancora chiuse. Mi toccherà deludere Berisha nel dirgli che ad un altra persona gli sono state portate via le ossa, e quello è Scanderbeg. Perciò non porta tanto male. Quando saranno stati dimenticati i crimini di Hoxha, ciò che rimarrà di lui sarà: "Riuscì a perfezionare l’identità dello stato albanese". Infatti solo sotto il comunismo di Hoxha gli albanesi si sono conosciuti tra loro. Matrimoni interreligiosi, volontariato obbligato, soldati mandati ad ogni angolo dell’Albania, la repressione sanguinaria della regione di Mirdite, ebbero come conseguenza ciò che l’Albania è oggi. A nessun albanese viene in mente di alzare altre bandiere se non quella di Scanderbeg . Tutto pagato con enormi sacrifici. Lui morì ed ebbe il funerale di stato.

Alia è rimasto molto in ombra nonostante fosse un tassello importante del sistema. E per riuscire ad incriminarlo bisognerebbe risalire alla frase di Berisha poco prima delle elezioni del ’92: "tutti siamo vittime e carnefici del sistema passato". Forse si era dimenticato dei perseguitati politici. Ciò di cui può essere accusato oggi e che non riuscì a rovesciare il sistema di cui lui era a capo. Un po’ .. come dire ai tacchini di pregare che il natale arrivi al più presto. In realtà fu un popolo intero che non ebbe il coraggio del cambiamento, ma quando ciò successe, Alia fu pronto e guidò la transizione alla perfezione. Forse non avrà i funerali di stato perché ha fatto un piccolo errore: permise a Berisha di arrivare al potere.

Ed infine Berisha. E’ lì che sta combattendo ancora il comunismo. Infatti ha distrutto tutto ciò che di buono era stato fatto. Dalla scuola alla sanità, e persino i frutteti che ora promette di rifarli. Ha conservato solo l’anima nera del potere. E intanto, con la sua politica ha fatto più morti di Alia. Ciò che non fece Alia lo fece lui. Pur di mantenere il potere mandò al ’97 il paese al baratro. E poi sta distruggendo anche ciò che Hoxha involontariamente aveva realizzato: l’identità e l’integrità.

Berisha come se nulla fosse tratta la questione delle acque territoriali, e quelle del censimento, arrivando a minare le fondamenta dello stato laico, con una mentalità più arretrata di Pashko Vasa. E tanti dei suoi sostenitori, non acconsentano ma tacciono.

Lui ha paura dei morti, ma i vivi hanno paura di lui. Infatti gli oppositori veri, coloro che erano all’ interno del partito se ne sono andati. Siamo tornati negli anni venti quando Zog e Noli non si sopportavano e finirono entrambi in esilio. Là, capirono che avrebbero potuto fare qualcosa di meglio, anche da oppositori, ma era già tardi. Siamo sempre gli stessi e non riusciamo a guardare avanti.

Io non ho trovato nulla di buono in ciò che ha fatto Berisha e forse anche tanti altri, ma quando verrà la sua ora inventeremo qualcosa. Pur di dire che lo stato c’è.

Link diretto all’ARTICOLO

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.