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Il dramma della scuola italiana

Secondo una ricerca della CISL Scuola dell’Emilia Romagna ben l’85% degli insegnanti soffre di problemi psicologici

di Emanuele G. - venerdì 31 marzo 2017 - 3358 letture

Ma che sta succedendo alla scuola italiana? Oramai da anni si avvertono sinistri scricchiolii provenienti da quel mondo. Come se fosse pervasa - intendo dire la scuola - da un male sottile e carsico. Un "mal de vivre"? Forse...

Cerchiamo di riepilogare i fatti.

L’anno scorso sia Ocse che l’Unione Europea hanno diffuso dati non proprio confortanti sulla nostra scuola. In particolar modo, l’Ocse ha rilevato che una sparutissima percentuale di alunni in Italia intende diventare insegnante.

Ora è il turno di ricerche portate a termine dall’Aran e dalla Cisl Scuola Emilia Romagna.

La prima ha stabilito che fra i dipendenti pubblici gli insegnanti sono i più vecchi e fra i più poveri. Fra l’altro sono i maggiormente anziani in tutta l’Europa.

Mentre la seconda ha rilevato che l’85% degli insegnanti italiani ha problemi psicologici e, di conseguenza, inadatti all’insegnamento. Un dato sconvolgente!

Ma com’è possibile che la scuola italiana si trovi in tale situazione di gravissima ambascia?

La prima ragione è che la scuola non è più, da tempo oramai, al centro degli interessi nazionali. Appare come una nobile decaduta. Evidentemente ha perso il senso della sua missione in quanto è sintomo di una società, quella italiana, che ha distratto il proprio essere e la sua identità.

Certamente ha contribuito - ammettiamolo - il fatto che è venuto meno il senso di autorevolezza del ceto insegnante nel nostro paese. Questo perché non si è pensato minimamente a tutelare la fondamentale missione educativa dell’insegnante. I colpevoli? Una politica per la quale la scuola è un mero serbatoio di voti. I sindacati che hanno potuto costruire un sistema di potere dentro le scuole italiane. Infine, i genitori per i quali gli insegnanti hanno un solo obiettivo: promuovere i figli. Una scuola, dunque, vittima di indifferenza ed ipocrisia.

Poi vogliamo raccontare le schizofreniche e strampalate riforme che in questi anni hanno martoriato la scuola. Si è iniziati con la "Berlinguer-De Mauro". Si è proseguiti con la "Moratti". Inde, la mini riforma "Fioroni". Poscia quella ideata dalla Gelmini. Infine, la c.d. "Buona Scuola" di Renzi. Riforme che hanno avuto il merito di rendere confusa e ancora più precaria una scuola che avrebbe necessitato di una vera riforma complessiva e non di una gara a chi facesse più riforme. A forza di riforme la scuola è bella e morta.

Quindi, non stupiamoci del dato drammatico della ricerca della Cisl Scuola dell’Emilia Romagna. E’ solo il punto di arrivo di un disastro chiamato scuola. E a me pare che nessuno capisca il dramma che sta vivendo la nostra scuola. Un dramma che dovrebbe riguardare tutti, ma che è vissuto quasi con fastidio ed indifferenza.

Povera scuola che dovrebbe essere uno dei volani strategici del nostro paese e che invece...langue...

- Link all’articolo di OggiScuola.it (cliccare sul link):

Burn-out docenti, la Cisl Emilia Romagna lancia l’allarme

- Photo credits:

La foto di copertina è presa dal sito http://www.ilsussidiario.net


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