Il dottore è fuori stanza...


Su di un noto quotidiano nazionale è apparso un articolo dedicato all’assenteismo nel pubblico impiego...
domenica 2 dicembre 2007, di Letizia Tassinari - 487 letture

Su di un noto quotidiano nazionale è apparso un articolo dedicato all’assenteismo nel pubblico impiego. Ma il nostro direttore Inps non ci sta... e scrive:

"Ancora una volta la categoria cui appartengo esce demolita da dati oggettivi oltre che da una storica presunzione di inefficienza se non di tendenziale nullafacenza.Occorre,soprattutto da parte di chi vive dall’interno della pubblica amministrazione, un’analisi obiettiva e serena dello stato delle cose.

"La P.A. ha rappresentato per decenni e rappresenta tuttora per molti versi il vaso di pandora per i seguaci del clientelismo più sfrenato.Legioni di pubblici dipendenti sono state assunte senza un minimo di pianificazione organica,senza uno straccio di analisi produttiva e territoriale.Il concetto di produttività è,tuttora,sconosciuto a gran parte della amministrazione italiana.Conseguenza di questo ipertrofismo di personale è stato l’incremento esponenziale di enti a volte completamente inutili creati ad hoc per le spinte del politico di turno.Molti enti,tantissimi posti spesso inutili,garanzie legislative abnormi rispetto al lavoro privato.

"Questi sono dati di fatto inconfutabili.In questo contesto esplosivo si è inserito un altro elemento tipicamente italiano : la penetrazione delle logiche sindacali nella gestione degli organici e delle carriere con una tendenza,fallimentare, all’appiattimento generalizzato,all’avanzamento di massa,al rifiuto dell’applicazione reale dei criteri meritocratici.La pubblica amministrazione dovrebbe essere il cuore di uno stato moderno e motore propulsivo dello stesso.

"Oggi,per tanti versi, ne costituisce un peso.In questo contesto ritengo sia giunto il momento di procedere con urgenza non tanto ad un’ulteriore produzione legislativa (le leggi ci sono. ottime ed abbondanti) ma alla concreta applicazione delle stesse (problema storico in un paese di santi, poeti, navigatori ed evasori della legalità). Per questo servirebbero da subito tanti passi indietro della politica ed anche di un certo sindacato impedendo ad entrambi di incidere con i loro diktat sull’aspetto gestionale del pubblico impiego(quante carriere pilotate....). Occorre applicare con rigore criteri meritocratici e leve gestionali che consentano,in concreto,di premiare i bravi e liberarsi, nel rispetto dei criteri di trasparenza e legalità,di chi col proprio comportamento e con la propria mancanza di un’etica del lavoro (quante assenze legalmente corrette sono realmente giustificate? quanti permessi concessi dalla nostra ipergarantista legislazione sono realmente necessari?) contribuisce in modo decisivo a questo attacco indiscriminato a tutta la categoria penalizzando quanti,e sono tanti, espletano con coscienza le proprie funzioni".

Gian-Carlo Iannella Direttore Inps Viareggio

E il dr. Giancarlo Iannella è uno di questi, che espleta con coscienza le proprie funzioni. Non temendo mai di esporsi, come anche in questo caso.

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Il dottore è fuori stanza...
2 dicembre 2007

Il dr.Iannella ha sicuramente ragione ma c’è anche un altro aspetto della vicenda, il silenzio, che alla fin fine significa connivenza, degli italiani a questo stato di cose. Se quello che capita qui da noi capitasse in Francia o in Inghilterra assisteremmo ad una sollevazione popolare, da noi invece si fa spallucce e ci si rassegna. E’ questo modo di pensare e di agire, o meglio di non agire, che bisogna cambiare. Non dobbiamo avere paura a dare calci in culo a chi se lo merita, che sia politico, dipendente pubblico, sindacalista o altro. Dobbiamo in definitiva recuperare la dignità che abbiamo perso per strada e l’orgoglio di essere nazione. L’Italia è un grande Paese, il guaio è che non lo sa. Ulisse
Il dottore è fuori stanza...
2 dicembre 2007

Sì, recuperiamo la nostra dignità perduta,cominciando a dare un pò di calci in culo a tutti i dottori e non che sono "fuori stanza", che poi è un modo burocratese per dire c’è ma non si vede.Ma quando torna???? boh chi lo sa!!Non rassegniamoci,prendiamoli a pedate nel culo, loro ed i loro padrini,buttiamoli fuori dalla finestra! Diciamo a noi stessi" sono incazzato,sono tanto incazzato, ma tanto, proprio tanto".Facciamoci salire in petto una sana rabbia liberatoria e riscopriamo l’orgoglio di essere cittadini di un grande, bel Paese.ENZA
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