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Il diritto a esistere in via Cestai

Quanto è difficile fare arte a Catania. L’esperienza del laboratorio artigianale Shanty: tra incomprensioni, diffidenze, lotte quotidiane...

di Erminia Hamer - martedì 5 giugno 2007 - 2899 letture

Nel 1998 scelsi una viuzza del centro storico per il mio laboratorio artistico. Mi ricordava Firenze! Catania è una bellissima città è va amata e rispettata. Il mio sogno: aiutare la gente a scoprire il valore intimo della loro essenza attraverso l’arte in ogni sua espressione, "L’artiterapia". Inizio quindi a propormi nei vari siti della città, esponendo con gli artisti per Catania, e inizio a proporre la via Cestai come punto di riferimento per eventi artistici.

Novembre 2006, prima colletiva in via Cestai: interrotta dalle intimidazioni e le urla della proprietaria di un chiosco, sito in via Mancini.

Pasqua 2007, mostra di arte sacra, in via Cestai: interrotta dalle intimidazioni dei proprietari del chiosco sopra citato. Nessun intervento della guardia municipale.

18/19/20 maggio, con il patrocinio dell’assessore, si inaugura una collettiva che vuole sensibilizzare i catanesi alla cura dei monumenti, del verde e dell’ambiente. In via cestai vi è un portale che resistito al crollo di due chiese, rimane incastonato in un palazzo costruito successivamente. L’arco di San Giovanni de Freres è proprietà dell’Unesco e patrimonio nazionale.

In via Cestai fiori e piante comunali vengono distrutte e rubate sistematicamente.

La stradina è chiusa al traffico veicolare poiché i gas non sono tollerati dall’ambiente e l’aria all’interno delle abitazioni è intollerabile. Il gestore del chiosco posiziona indisturbato le panche davanti i quadri in esposizione. Vengono chiamati i vigili dall’assessore, e da me, ma intervengono senza mettere ordine.

Nei giorni 25/26/27 maggio la collettiva continua con gli stessi disagi, ma i vigili arrivano, chiamati privatamente dal signore abusivo del chiosco, e non intervengono a favore di chi pacificamente vorrebbe trasmettere un’altra alternativa all’alcol e al "non senso"!

Questa di seguito è una lettera di segnalazione, ma quanti reclami in questi anni ...


al signor sindaco di Catania, all’assessore alla viabilità al comando dei vigili urbani di Catania

oggetto: richiesta di sgombro da panchine biposto abusive

noi residenti della via Cestai di Catania, e il comitato del centro storico di Catania,

vista l’ordinanza sindacale n.1005 del 27/08/1996 emessa su richiesta del settore ecologia e servizi chimici .IV servizio, prot xv, sett. n. 9529.
che ordina
art.1) è istituito divieto di transito veicolare per tutti i veicoli ad esclusione dei residenti di via Cestai.

vista l’impossivilità di noi residenti di percorrere tale via, in auto, per accedere alle residenze di appartenenza,
vista l’impossibilità di transitare la suddetta via, ai pedoni residenti e non residenti,
per la chiusura forzata, dell’accesso alla detta via Cestai dalla via Mancini, per via della collocazione abusiva e incontrollata dalle forze dell’ordine, di numerose panche biposto, e di sedie di plastica, posizionate a salottini, o a transenna dai proprietari del chiosco, sito in via Mancini 10 denominato "il chiosco di via mancini"
vista la insubordinazione a tale decreto,
dei signori Baldanzini Armando e Leotta Francesca,
dopo numerosi ammonimenti in questi anni,
si richiede la rimozione forzata di tali ingombro che avviene dalle h 22,30 alle h.04,00 am.
per restituire la viabilità ai residenti ai loro ospiti e amici, nonché ai clienti delle attività che esistono in tale via.

29/05/2007

il comitato dei residenti, i residenti di via cestai teatro sangiorgi ristorante turi finocchiaro , shanty laboratorio artigianale


Ciò accade perché sono donna? Ciò accade perché non ho lo stesso diritto a vivere! non lo abbiamo noi artisti, noi residenti, noi che dovremmo svegliarci al mattino sereni dopo un meritato riposo, dovremmo essere liberi di spostarci con la nostra auto, anche la sera d’estate, dovremmo credere ancora alla lotta contro la mafia, la illegalità l’alcoolismo, alla giustizia equa e alle pari opportunità.

La mostra dura fino a settembre, ma le panche bianche hanno fatto di via Cestai un locale all’aperto violando i nostri diritti, con tutto il disagio creato gli artisti non vogliono esporre per il rischio e le minacce ricevute.


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