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Il difficile rapporto tra Chiesa e Stato laico

“Laico” deriva dal greco “laikòs”, dalla radice “laòs”, popolo: il laico, originariamente, è uno del popolo, ossia il seguace di un culto religioso estraneo al clero, di modo che anche nella Chiesa cattolica il laicato contrassegna la comunità dei fedeli rispetto al clero.
di Giuseppe Artino Innaria - martedì 29 gennaio 2008 - 8213 letture

Le polemiche sollevate dalla rinuncia di papa Benedetto XVI a presenziare all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università “La Sapienza” di Roma hanno riacceso il dibattito sulla laicità, tema reso ancor più vivo dalla proposta di moratoria sull’aborto con relative prese di posizione sull’opportunità o meno di riformare la legge 194.

“Laico” deriva dal greco “laikòs”, dalla radice “laòs”, popolo: il laico, originariamente, è uno del popolo, ossia il seguace di un culto religioso estraneo al clero, di modo che anche nella Chiesa cattolica il laicato contrassegna la comunità dei fedeli rispetto al clero.

Con l’andare del tempo, man mano che è venuto meno il predominio intellettuale della cultura clericale, il termine “laico” è servito a designare una cultura distinta e talvolta contrapposta a quella dei chierici, la cultura di chi sviluppa il proprio discorso filosofico, politico, morale al di fuori di un quadro di riferimento religioso.

Tanto in campo politico quanto in quello intellettuale, la laicità ha significato autonomia dalla sfera religiosa.

Lo Stato europeo moderno nasce dalla emancipazione del potere temporale da quello spirituale ed è laico nella misura in cui afferma non solo la propria indipendenza, nel governo delle cose umane, da qualunque autorità religiosa, ma anche la propria supremazia rispetto ad ogni altra entità politica e non (“superiorem non recognoscens”). Il moderno Stato di diritto, democratico e pluralista, è laico perché rifugge da una qualsiasi connotazione religiosa o ideologica e si mantiene neutrale rispetto alle diverse opzioni di principio presenti nella società, lasciando al libero gioco delle procedure democratiche il compito di determinare la risultante valoriale da tradurre in norma universalmente valida.

La laicità dello Stato, intesa come neutralità rispetto alle diverse posizioni ideologiche o spirituali compresenti all’interno della società, è uno strumento indispensabile per assicurare il pluralismo delle opinioni ed è quindi una condizione fondamentale della democrazia. Cosa ben diversa è lo Stato laicista, che bandisce ogni influenza pubblica del fattore religioso, al più relegandolo nell’ambito del privato (si veda come esempio storico il Kemalismo turco), così come lo Stato fondamentalista, nel quale la religione diventa il fondamento delle istituzioni pubbliche e la base dell’ordinamento giuridico (l’Iran è una teocrazia, in cui il potere politico è subordinato alle autorità religiose e la Shari’a, la Legge Islamica, è legge dello Stato).

In un moderno Stato laico, correttamente concepito, ai cattolici, come a tutte le altre componenti religiose o culturali della società, non può essere negato il diritto di manifestare pubblicamente il proprio pensiero e di fare valere i principi della religione di appartenenza nel dibattito politico. Del pari, la libertà di culto implica che la Chiesa Cattolica debba poter liberamente esercitare il proprio magistero, rivolgendo all’occorrenza ai propri fedeli gli insegnamenti che ritiene conformi alle linee guida dell’ortodossia, senza che importi che si tratti di questioni di rilevanza non esclusivamente spirituale, ma con ricadute di carattere morale, sociale, economico e finanche politico.

In altre parole, non può impedirsi alla Chiesa di svolgere attività di orientamento dell’opinione pubblica, tanto quanto è consentito ai mass – media, alle associazioni di ogni tipo, ai partiti politici, ai movimenti culturali.

Il punto nodale, però, è che lo Stato è divenuto laico soprattutto perché non esiste un’unica e omogenea visione del mondo comune a tutti gli elementi che compongono una comunità. Alla base del moderno contratto sociale, del patto costituzionale che fonda oggi lo Stato vi è il riconoscimento universalmente accettato del valore della persona, con il corollario dell’affermazione dei diritti fondamentali di libertà, e della democrazia come metodo di esercizio del potere politico in grado di comporre e di far coesistere diversi punti di vista, diverse concezioni morali, religiose, ideologiche all’interno di un medesimo contesto collettivo.

La Chiesa non può rivendicare una posizione di privilegio o di supremazia, dal momento che essa non è più l’unica istanza morale o religiosa presente nella società. Essa rappresenta la comunità dei credenti, ossia solamente una parte della collettività, che, per giunta, ormai costituisce sempre più una minoranza, per quanto consistente ed autorevole per il radicamento nelle tradizioni e nella storia di una nazione.

Questo significa che il cattolicesimo non può fare a meno di dialogare con la cultura laica, perché in essa deve inevitabilmente trovare una sponda per affermare le proprie idee in campo politico. Il mondo cattolico in tanto può tradurre in scelte politiche le sue posizioni in quanto intorno ad esse raccolga un consenso esteso, capace di ricomprendere anche i non credenti o altrimenti credenti. Il medesimo valore, il rispetto della persona e della vita, può essere universalmente approvato, ma essere declinato in maniera differente a seconda del punto di vista cristiano, dove la tutela della vita non ammette deroghe ed eccezioni, o lato sensu laico, dove invece possono trovare ingresso anche altre istanze, come la pietà o la libertà dell’individuo tanto da poter concedere aperture all’eutanasia o all’aborto. Talvolta, tra l’ottica cristiana e quella laica può porsi un conflitto di valori, come nel caso della famiglia e della centralità del matrimonio nel delicato tema delle unioni civili.

Se dall’angolo visuale interno alla Chiesa i valori cristiani sono la verità, dall’angolo visuale esterno della società laica quei valori non sono altro che opinioni, le quali, secondo una rappresentazione positiva della laicità, possono anche essere viste favorevolmente, ma possono guidare le decisioni politiche solo ove siano convalidate da una maggioranza espressa secondo le regole delle procedure democratiche.

In più, proprio perché la legge non è tirannia di parte – poco importa che questa parte sia maggioranza o minoranza – ma deve rappresentare il minimo comune denominatore, il punto di mediazione delle molteplici Weltanschauung compresenti nel tessuto sociale, la Chiesa, se certo non può ridursi ad un ruolo di mera testimonianza, non può nemmeno ambire più ad una imposizione totale della sua dottrina, che altrimenti potrebbe essere avvertito da altre formazioni sociali come una prevaricazione. La sua funzione non può essere più quella di ergersi ad interprete esclusivo della morale.

Eppure, in quanto portatrice di un nocciolo duro di valori, essa può continuare ad incarnare il compito di difesa di quella “ragione naturale”, che non è unicamente il portato del pensiero espresso da Tommaso D’Aquino nella “Summa Theologica” a fondamento della dottrina cattolica, ma indubbiamente forma una piattaforma comune suscettibile di diventare il nuovo punto di incontro con il mondo laico, al di fuori di qualsivoglia pretesa di monopolio della morale.


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Il difficile rapporto tra Chiesa e Stato laico
1 febbraio 2008

E’ proprio un rapporto difficile dato che da notizia ansa di oggi risulta addirittura che certi scienziati stanno sperimentando un modo di produrre sperma direttamente dalle donne (come diavolo facciano non si sa). Nella Spagna di Zapatero, nel frattempo è in voga da qualche tempo il cocktail a base di sperma, per sane bevute di gruppo fra amici gai e felici.

QUESTA LOBBY OMOSESSUALE ADESSO HA PROPRIO ROTTO I MARONI!

Il difficile rapporto tra Chiesa e Stato laico
1 febbraio 2008

Dovreste fare chiarezza su questa situazione, ma mi pare che avete deciso di convertirvi tutti alla omosessualità per sano spirito democratico. E’ arrivato il momento di dire basta! Basta con i gay-pride! Con l’aria che tira ci vuole un eterosexual-pride! Altro che cazzi!
Il difficile rapporto tra Chiesa e Stato laico
1 febbraio 2008

Preciso che non ho nulla contro gli omosessuali e che li ho sempre difesi. Adesso però mi pare quasi di subire un controattacco da parte loro. Come se dopo aver speso parole di distensione adesso anche io dovessi divenire omosessuale per farli del tutto contenti. Quando da un sessismo omofobico si passa al dispregio della sessualità etero allora vuol dire che quelli che prima erano parià adesso vogliono ripagarci con la stessa moneta, senza distinzione alcuna fra chi li difendeva e chi li offendeva. Per questo sono incavolatissimo con tutti quei gay che oggi mi additano come se fossi un appestato solo perchè vado in giro in cerca di una donna, come se fosse peccato trovarla. E non portatemi ad esempio lo star system perchè in buona parte con le sue storture della scopata di 5 minuti, ha un approccio con la sessualità etero che è già in parte compromesso dalle tipiche ansie omosessuali da presa di coscienza della propria diversità. Se tutti dobbiamo diventare diversi per aiutare i diversi allora c’è veramente qualcosa che non va. Voglio restare diverso dai diversi. E voglio farlo perchè questo è nella mia natura e non sarà la lobby televisiva a farmi cambiare opinione su qualcosa che in realtà non appartiene al mondo delle opinioni, ma a quello dei sensi. Anche coloro che si oppongono a questa lobby mostrando donnine discinte, non fanno altro che rafforzarla: perchè questa facilità nel darsi non è di questa terra e nel mondo reale ti fa sentire come uno che non sa più ciò che cerca. Io sono orogoglioso di essere eterosessuale, qualcuno ha qualcosa in contrario?
Il difficile rapporto tra Chiesa e Stato laico
1 febbraio 2008

La chiesa con le sue prediche sulla castità e con i suoi dettami sul controllo della sessualità non fa altro che alimentare lo sviluppo in persone eterossessuali di ansie e fobie che spostano la sua attenzione sul mondo omosessuale. Di omosessuali per moda in giro se ne vedono veramente tanti. Sono tutti quelli che non riescono più a essere uomini perchè le donne si negano ai loro naturali desideri. Se poi ci si mette anche la scienza divulgando notizie sulla possibilità per la donna di fare a meno dell’uomo in tutto e per tutto, allora questo pianeta è destinato alla asessualità. Qualche donna in rete è interessata al mio polline? Si tratta di una battuta di spirito, ma ahimé fotografa il futuro prossimo venturo a meno di una presa di coscienza di questo andazzo sostanzialmente alienante rispetto al concetto stesso di desiderio. Il desiderio sessuale è una componente imprescindibile dell’animo umano. Se viene represso il cervello sposta la propria "attenzione" su altri impulsi: in particolare su quelli che presiedono al controllo dei comportamenti violenti. Si ha un abbassamento della soglia dell’autocontrollo. In altre parole se continuiamo in questa direzione costruiremo una società di potenziali serial killer che godono solamente nel causare dolore non avendo più il desiderio di provare desiderio. Qualcuno mi ha detto ribattendo con faciloneria alla mia serietà che la "masturbazione" in tali casi è taumaturgica. In questa sede voglio solo dire che se questa pratica si spinge oltre l’età della maturità, in età adulta cioè, essa provoca ulteriori danni ad una psiche già labile per effetto dei condizionamenti di una società castrante. Castrazione e repressione sociale si uniscono al complesso di autocastrazione: eccovi servite le ragioni della dilagante violenza che si registra nella nostra società a tutti i livelli. Per questo insieme di ragioni pur credendo in Dio, preferisco continuare a professarmi laico: non posso credere in un dio che parla di amore ma mi dice poi che devo astermene per amore verso di lui. Che razza di dio è mai questo. Un dio che mi dice di amare e che poi mi dice che è peccato farlo. Un dio contraddittorio che esce dalle bocche di persone in abito talare, confusi e rimbecilliti da una dottrina che predica l’alienazione dal proprio corpo. Ho fatto un percorso buddhistico e sono giunto alla conclusione che la verità è la primigenia verità cristiana e se volessimo potremmo andare anche più indietro nel tempo e spostarci ad una dimensione laicizzata della cristianità in cui l’uomo non è il dominus della natura ma parte integrante di essa e con essa convive pacificamente, senza lasciarsi condizionare da gabbie ideologiche e pseudo-religiose che servono solamente a distoglierlo da una verità che sfugge perchè è la più banale che si possa immaginare: siamo solo essere umani.
Il difficile rapporto tra Chiesa e Stato laico
1 febbraio 2008

Se è per questo su You-Tube sono persino arrivati a mettere l’immagine di un uomo in evidenti atteggiamenti omossessuali che se ne va per una strada statale travestito da Gesù Cristo. A me pare che questa cosa sia un enorme mancanza di rispetto da parte di chi chiede rispetto. L’autore dovrebbe vergognarsene.