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Il delitto perfetto?

Quello che nei manuali di criminologia viene definito: “ il delitto perfetto”. Nessun movente, senza arma del delitto e senza sospettati. Sono passati più di due decenni è vero ma la morte di Rino Gaetano rimane avvolta nel mistero

di Cesare Piccitto - lunedì 20 agosto 2007 - 25893 letture

Tanto tempo, ma mai troppo per cercare di capirne di più. Da dove cominciare? iniziamo a far conoscere o far ricordare, per chi c’era, chi è stato Rino Gaetano. Quest’anno ricorre proprio il 25 anno dalla sua prematura e violenta scomparsa. Un intellettuale “scomodo” perché non faceva comodo a nessuno, in quei violenti e per certi versi oscuri anni settanta.

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Era Nato a Crotone il 29 ottobre 1950. Romanticismo, humour, tristezza, ma anche sarcasmo. È Rino Gaetano, l’autore di Gianna, un maestro d’ironia, uno dei cantautori più conosciuti degli anni ’70. Giovanissimo si trasferisce a Roma dove vive fino alla sua morte.

Si avvicinerà da subito alla musica. Il suo primo 33 giri è “Ingresso Libero”. Il grande pubblico si accorge di lui con “Il cielo è sempre più blu” e poi con “Berta filava”. Infine il successo: con singoli come “Aida” e “Gianna”. Quest’ultima canzone si piazza terza al Festival di Sanremo del 1978, dove il cantante si presenta con un frac, un cappello a cilindro, il tutto smitizzato da una camicia a rigoni rossi verticali. Proprio Gianna resta per un mese, a marzo, in vetta alla classifica dei 45 giri.

Una persona ed un intellettuale, che ha scelto la musica come mezzo d’espressione della propria essenza: goliardia, acume e mai banalità. Gran parte della critica dell’epoca lo bollò come “giullare” non sforzandosi minimamente di capire il messaggio forte dei suoi testi. Lui non se ne preoccupò più di tanto esprimendo il meglio di sè nei suoi ultimi album.

All’apice della sua carriera, un delitto lento ma premeditato fermò il suo estro per sempre. Alla fine del 1978 Gaetano si reca in Spagna per registrare le versioni in lingua originale di alcune sue canzoni. È il tempo della tristezza: in Italia impazza la moda del reggae e lui, come segno di rifiuto delle ideologie e dei rituali politici, scrive una invettiva in musica dal titolo Nuntereggae più in cui si scaglia contro la castità, il maschio forte, le superpensioni, gli evasori legalizzati, e anche contro alcuni personaggi della vita economica, politica, sportiva.

Del 1981, anno in cui gira in tourneè con Riccardo Cocciante, è l’ ultimo suo album “E io ci sto”. Muore la notte del 2 giugno 1981, all’alba, dopo un incidente con la sua Volvo 343 in via Nomentana. Anche perché ben cinque ospedali ne rifiutano il ricovero. Dopo quindici giorni avrebbe dovuto sposare la sua ragazza Amelia, di Fondi.

Alla luce dei fatti, anche se incorniciati in un lontano passato, di quella morte non è possibile realmente accusare nessuno. Una serie di sfortunate coincidenze, il destino crudele e tante altre ancora potrebbero trovarsene di cause. Una cosa è certa: il mandante di quell’omicidio aveva agito già da tempo, costruendo su sull’artista un’immagine volutamente distorta, quella società “piccoloborghese” che con acuta ironia lui prendeva di mira, al momento opportuno ha sferrato la più atroce delle vendette, permettendo che morisse senza soccorso destino che oggi non si riserva nemmeno agli animali. Nessun ospedale accetta di ricoverarlo, decretandone così il sicuro decesso. Autore di canzoni graffianti e appassionate, paladino del Sud e degli sfruttati, nemico giurato di tutti i politici, Rino Gaetano è uno dei cantautori di culto della scena italiana. Ha cantato un’Italia grottesca negli anni della tensione e delle P38. Dopo la sua morte, le sue canzoni sono state riscoperte negli anni e saccheggiate senza ritegno. Ci rimane la denuncia sociale celata dietro l’ironia delle sue filastrocche, ancora attualissima. Solo oggi superato il ventennio dalla scomparsa, Gaetano ottiene quella considerazione e ascolto che non aveva mai avuto in passato. Meglio tardi che mai.


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Il delitto perfetto?
25 luglio 2006, di : b_vacco

Bell’articolo,Grande Rino.
    Il delitto perfetto?
    12 ottobre 2006, di : pietra

    ma come fai a fare ipotesi simili? forse dovresti specificare la dinamica dell’incidente o il motivo del rifiuto da parte degli ospedali(cose per es. che io non conosco). Per il rammarico eterno di una vita perduta, una vita di un ragazzo di Calabria, la tua ipotesi è certamente inquieto-affascinante, ma forse a Rino non piacerebbe essere inserito nell’Italia dei complotti come vittima egli stesso di uno dei tanti complotti italiani. Grazie se vorrai rispondermi e grazie soprattutto per quel punto di domanda in coda al tuo titolo Pietra
E lo stato che fa?
14 novembre 2006, di : Giacomo

nessun ospedale può permettersi di non accettare in ricovero una persona che sta male per il semplice fatto che è contro la legge. A questo punto la domanda sorge spontanea: e lo stato che fa? La legge avrebbe dovuto avviare delle indagini allora che ne è stato? rispondete al più presto grazie e complimenti.
Il delitto perfetto?
12 novembre 2007, di : stefania

non credo alla tesi del complotto sulla morte di rino....piuttosto ad un gioco beffardo del destino, nel culmine della sua vita la fine.....era scritto.....ma in quel periodo in italia tante cose venivano messe a tacere xche’ anche la sua morte fu poco reclamizzata lo ricordo bene....se ne parlo’ poco...rino era un personaggio scomodo x le sue innovazioni e da poco famoso al grande pubblico......quindi che importanza poteva avere se gli ospedali non lo avevano accettato????la magistratura a quel tempo aveva altro di cui occuparsi....oggi le televisioni ne farebbero un caso di crenaca e ne parlerebbero x mesi......ricordiamo rino x quello che ci ha lasciato ,la sua musica le sue parole oggi come allora sempre attuali.....era e resta un caso unico nella canzone italiana e non possiamo che dirgli grazie anche se la tua vita e’ stata breve la tua musica non lo sara’ mai......
Il delitto perfetto?
28 novembre 2007, di : Maurizio Amateis

E’ la prima volta che sento dire che a Rino Gaetano sarebbe stato addirittura rifiutato il ricovero in cinque ospedali la notte in cui perse la vita in un tragico incidente stradale... non ricordo sia comparso nulla al riguardo sui giornali all’epoca e mi pare alquanto strano che nessun suo parente od amico abbia mai fatto sentire la propria voce per avere giustizia... e poi cosa significa "ricovero rifiutato da cinque ospedali"? Un conto è l’ambulanza che telefona a vari ospedali ricevendo una risposta negativa, che già mi pare strano in presenza di una persona in pericolo di vita, un altro è l’ambulanza che si presenta per cinque volte davanti ad un diverso ospedale e si vede rifiutare il ricovero di una persona ferita in modo gravissimo, cosa che mi sembra assolutamente impossibile... capisco che al giorno d’oggi ci sia la mania di gridare al complotto, ma non esageriamo per favore, lo trovo prima di tutto profondamente sbagliato nei confronti della memoria di Rino...
    Il delitto perfetto?
    15 ottobre 2013, di : Alessandra Lorenzini

    Anche su wikipedia vi è tale circostanza, l’articolo sopra menzionato è reale.I familiari di Rino realmente ... all’inizio tentarono di far luce sulle circostanze poco chiare.Purtroppo si concluse la vicenda con un niente di fatto.
Quando lo Stato ti uccide...
10 agosto 2009

Rino Gaetano vive oggi negli occhi e nelle orecchie di chi lo ascolta come me, nella generazione dei 30enni che dalle sue parole trovano il gusto, l’emozione, il paesaggio interiore di un sorriso che nasce, ascoltando le parole di un artista senza tempo provo la gioia di ascoltarle! Lo ha ucciso lo Stato perchè ieri come oggi non c’è libertà di poter essere Rino Gaetano!
    Quando lo Stato ti uccide...
    2 dicembre 2009, di : azure

    Proprio in quegli anni, un film mitico dal nome: i nuovi mostri", in uno splendido episodio con un irriconoscibile Alberto Sordi, trattava il tema della malasanità... Signori, l’ Italia all’epoca era molto molto diversa da oggi, specie al centro-sud...Ricordo ancora le vecchie ambulanze con quel suono stridente, assolutamente inadatta ad osipitare un ferito, medici, infermieri e portantini, fumare allegramente sbranandosi panini in ogni dove...Gli ospedali ai tempi erano anticamere di morte, e saloni di cinismo, incompetenza e disinteresse... Grazie al cielo la mia famiglia e’ cosmpopolita e ricordo alcuni ricoveri in Inghilterra, America, persino Brasile in posti che in Italia sognvamo...

    Nessun complotto, dunque per Rino, solo e semplice malasanita’ corrente... Oso dire, fosse accaduto a Milano, il Fatebenefratelli lo avrebbe accolto senz’’altro,anche allora e i medici (straordinari) lo avrebbero salvato.. A Roma no, a Roma si moriva ancora.... Saluti