Il caso Viareggio: per i prossimi cinque anni no alle grandi opere


Vivibilità, sicurezza, ambiente, le parole chiavi per le prossime amministrative...
mercoledì 2 maggio 2007, di Antonio Carollo - 581 letture

Per Viareggio questo non è il primo periodo storico che segna una pronunciata tendenza alla realizzazione di opere mastodontiche e miliardarie, sia pubbliche che private. Ce n’è stato un altro, qualche decennio fa, quando, addirittura, si favoleggiava di una grande darsena all’altezza del bagno Nettuno, di un aeroporto e d’altro. Poteri forti scatenati?

Mah… Non nego: il tribunale, la Cittadella, i due cavalcaferrovia, l’asse di penetrazione, il teatro pucciniano, il palacongressi, sono opere indispensabili; certo, non è indispensabile offrire intere aree all’avida grande speculazione edilizia privata. Gli umori della città emergono giorno per giorno: la priorità assoluta viene data alla vivibilità, alla sicurezza, alla salvaguardia dell’ambiente architettonico della città e di quello naturalistico. Serve una tregua. Niente grandi strategie, grandi realizzazioni infrastrutturali, alienazioni del patrimonio comunale, appetitosi (per gli speculatori) insediamenti abitativi.

Il regolamento urbanistico, che è all’attenzione della città, dovrebbe essere sottratto alle grandiosità avveniristiche degli architetti di oggi e pensato in un’ottica di maggiore attenzione per un uso degli spazi mirato al miglioramento delle condizioni di vivibilità del cittadino. Niente grandi e pomposi poli di sviluppo, niente porte nord, sud, est, ovest, e magari sud-ovest, niente sistemazione di grandi aree (vedi intorno alla Cittadella) che si risolvono in grandi speculazioni. A mio parere lo schieramento politico che s’impegnerà seriamente a togliere dai propri programmi per cinque anni le grandi realizzazioni, eccetto i parcheggi, già in ritardo di decenni, a dedicarsi all’igiene pubblica, alle manutenzioni dei manufatti pubblici, all’arredo urbano, alla cura della Passeggiata, del verde, delle spiagge, delle pinete, alla vivibilità, alla mobilità, alla sicurezza, ai servizi pubblici, e a scoraggiare, coi fatti, la grande speculazione edilizia, vincerà le elezioni. Antonio Carollo

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