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Il caso Mastrapasqua

L’Usb Pubblico Impiego Inps risponde con una lettera all’articolo del 27 gennaio, pubblicato da La Repubblica.
di Piero Buscemi - martedì 28 gennaio 2014 - 3298 letture

Torna propotentemente alla ribalta la locuzione "conflitto di interessi". Non che fosse passata di moda, ma a più riprese e sotto l’intervento di vari politici interessati all’argomento, si è tentato e, spesso riuscito, a darle un aspetto utopistico.

Per tornare a parlarne si è dovuto scomodare il nome che più di tutti, in questi anni, ha impersonato la "casta" privilegiata dei detentori di un potere incalcolabile, aggregato da svariati incarichi di responsabilità, tutti ben renumerati. Stiamo parlando, ovviamente, di Antonio Mastrapasqua che, dall’alto del suo incarico principale, con il quale si presenta alle telecamere e alle conferenze stampa, ossia quello di presidente dell’Inps, è riuscito a inquietare e a consolare nell’arco della stessa giornata, milioni di cittadini in odor di pensione, sostenendo per poi smentire il buco economico del principale istituto previdenziale italiano, che non consentirebbe il pagamento delle future pensioni.

Ma la figura di quest’uomo è sempre stata accostata all’elenco variabile dei suoi incarichi contemporanei alla carica di presidente dell’Inps. Un elenco che ha dato adito di pensare che fosse in continuo aggiornamento. Alla fine, forse per giungere a un punto di partenza comune, tra incarichi pubblici e privati, è stato segnalato il numero 25 per raccoglierli tutti.

Tralasiando l’emblematica doppia carica occupata all’Inps, come Presidente e nel contempo come Commissario SuperInps, una sorta di mega istituto che unisce l’Inps, l’Ennpals e l’Inpdap progettato anni fa da Romano Prodi, in questi giorni il suo nome ha occupato la cronaca "mondana" per l’indagine a suo carico da parte della Procura di Roma per truffa, abuso d’ufficio e falso ideologico.

La vicenda è accostata alla carica occupata di Direttore Generale dell’Ospedale Israelitico di Roma e alle dodicimila cartelle cliniche modificate per ottenere dalla regione Lazio maggiori rimborsi. Di pari passo, come abbiamo preannunciato a inizio articolo, è rispuntata la questione del conflitto di interessi che, obiettivamente, i venticinque incarichi avrebbero già da tempo dovuto suggerire.

Tutta la vicenda, trattata dalle testate nazionali, si è incentrata proprio sul pressapochismo e il tacito assenso delle principali sigle sindacali nazionali, denunciati da un articolo de La Repubblica pubblicato il 27 gennaio e a firma di Massimo Riva.

L’Usb, sostenitrice da tempo di diverse iniziative di denuncia sulla ambigua posizione del presidente dell’Inps, iniziative che hanno portato ad organizzare nel 2012 il "No Mastrapasqua Day" con relativa raccolta firme a seguito di una petizione che vietasse l’incarico ai dirigenti pubblici di avere nel contempo incarichi in società private, si è sentita in obbligo di rispondere all’artico de La Repubblica, inviando una lettera al suo direttore Ezio Mauro.

Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera a firma di Luigi Romagnoli dell’Usb Pubblico Impiego Inps. Per l’articolo di Massimo Riva, si rimanda i lettori al seguente link http://www.repubblica.it/politica/2014/01/27/news/boiardo_multiplo-77010057/

Al Direttore de “la Repubblica”
 Dott. Ezio Mauro

Gentile Direttore,

in merito all’articolo apparso su “la Repubblica” di oggi, 27 gennaio, a firma di Massimo Riva e intitolato “Il boiardo multiplo”, la USB Pubblico Impiego INPS, organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa nel Pubblico Impiego e terzo sindacato nell’ente previdenziale, dopo CISL e CGIL, intende fare alcune precisazioni.

E’ chiaro che la polemica del giornalista sul mancato intervento sindacale nei confronti del conflitto d’interessi del Presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua, si riferisca al CIV (Comitato d’indirizzo e vigilanza) nel quale USB non è rappresentata non perché non ne abbia titolo ma per precise scelte politiche, pur avendo peraltro un proprio rappresentante all’interno del Consiglio del CNEL.

Si vuole quindi precisare che USB all’INPS ha costruito diverse iniziative per denunciare il conflitto d’interessi del Presidente Mastrapasqua, tra le quali la più significativa è senz’altro la petizione del 2012 tra i cittadini utenti dell’INPS, denominata “NO MASTRAPASQUA DAY”, per chiedere una norma di legge che vieti ai manager pubblici di avere altri incarichi in società private o partecipate e stabilisca un tetto invalicabile alle loro retribuzioni, petizione consegnata nelle mani dell’allora Ministro del Lavoro Elsa Fornero.

Un cambio al vertice dell’INPS era necessario prima e diventa indispensabile adesso, alla luce degli avvenimenti di questi giorni. E’ tempo di riformare la governance dell’ente previdenziale per non continuare a lasciare l’Istituto nelle mani di un uomo solo, scongiurando al tempo stesso un ritorno dei sindacati all’interno di in un eventuale rinnovato Consiglio d’Amministrazione.

Roma, 27 gennaio 2014
 p. USB Pubblico Impiego INPS
 Luigi Romagnoli


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