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Il buio nell’anima

Erika Bain è una giornalista radiofonica della Grande Mela, curatrice di una traasmissione, "Girovagare", in cui racconta la sua città da diverse sfaccettature...

di laura Timpanaro - giovedì 11 ottobre 2007 - 5331 letture

Erika Bain è una giornalista radiofonica della Grande Mela, curatrice di una traasmissione, "Girovagare", in cui racconta la sua città da diverse sfaccettature. Ed è propio in un parco della sua amata New York, mentre passeggia col futuro marito, che subisce un’aggressione da parte di due balordi. Il suo uomo muore, lei entra in coma e ci resta per tre settimane.

Al risveglio dal coma, si trova a dover fare i conti con il trauma dell’aggressione subita. Avviene, allora, la metamorfosi: da donna semplice e tranquilla a giustiziera. Erika comincerà a difendersi a colpi di pistola, inizierà a seminare morti quasi senza accorgersene, come se un’estranea si fosse impossessata del suo corpo. Durante questa metamorfosi, che appare irreversibile, la vicenda di Erika si intreccia con quella di un retto poliziotto di colore.

La violenza che genera violenza, la sottile linea di confine tra bene e male, la giustizia, la legalità, la barbarie del mondo contemporaneo sono gli ingredienti ben amalgamati di questa vicenda di dolore, di disperazione, di vendetta. I livelli di lettura sono diversi: l’intrecciarsi della vicenda della protagonista con la trasmissione radiofonica da lei condotta; la violenza che subisce, non molto dissimile dagli episodi di cronaca; l’intrecciarsi della storia della protagonista con quella del poliziotto di colore.

Sullo sfondo una New York tetra e malinconica, una città che sta scomparendo. La New York di Eloisa e di Edgar Allan Poe, New York, una città le cui vie spuntano come cromosomi sul DNA, la città più sicura al mondo.


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