In download, per il lettori di Girodivite, parte del primo demo del gruppo "Il bacio di Giuda".
Il gruppo
L’idea del "Bacio di Giuda "nasce nel 2000 dall’incontro di Marco (la voce) e
Paolo (la chitarra), in occasione di uno spettacolo teatrale-musicale dedicato
a Fabrizio de André, dal titolo “La necessità della diversità”; la passione per
la musica d’autore, e in particolare per gli anni settanta, trova un valido
sostegno in Marco Berni (la tastiera). Il trio dà vita al primo demo e si
completa con l’arrivo di Orazio Fabbri (il basso) e di Fabio Migliori
(batteria). Le influenze musicali sono tratte dal progressive italiano, come il
Banco del Mutuo Soccorso gli Area e la PFM, ma anche da quello inglese. Lo
stile del BdG è tuttavia anche ricco di contaminazioni, senza trascurare
l’attenzione per la melodia e gli arrangiamenti. Attualmente il gruppo è
impegnato nella composizione di nuovi brani, e nella preparazione dei concerti
dal vivo.
Perché il ’BACIO DI GIUDA’?
Come viene detto nella "Musica di Giuda", quel bacio non
deve essere inteso come un affronto o un tradimento bensì come il bacio di
chi si pente di un errore commesso; non è però il bacio delle scuse
formali, ma un atto realmente sincero, nella consapevole disperazione che
è ormai troppo tardi per porvi rimedio.
Questo bacio dovrebbe essere quello auspicabile per chiunque nella vita
quotidiana ma soprattutto nei confronti di questioni più generali come i mali
che affliggono il mondo (la guerra), in cui tutto, dopo gli errori commessi,
è ridotto alla pura formalità.
Questo è il filo conduttore delle nostre canzoni, anche se
apparentemente trattano argomenti e problematiche differenti.
I testi
Alba metallica
L’acre odore della campagna bagnata
invade la mente meccanizzata
mentre il canto del pettirosso
inebria l’aria e lo spirito.
Dalla mente arrivano informazioni
simili ad urla di uomini che in
Amazzonia mutano in deserto
l’ultimo pezzo di terra rimasto intatto.
Quella foglia di certo non mi ammira;
non può che vedermi nel sospetto;
sono un intruso come i precedenti.
Appartengo alla specie distruttrice,
io sono un uomo.
Il Lago
L’incanto è spezzato nel treno in corsa
ricordi di una notte senza titolo
guerre astratte di luci oscure
e adesso vedo il lago.
Io sono l’intreccio di contrasti simultanei,
io sono la polvere dentro i miei occhi,
io sono nebbia solida che non si dirada;
prima di uno di questi giorni andrò via, senza domande.
Forze discensionali spingono sul fondo
nausea per un attimo e penso ad ogni cosa penso di te.
Quanto viviamo quanto moriamo
quale è stato il primo pensiero
quale sarà l’ultimo.
Prima di uno di questi giorni andrò via senza risposte.
Insonorizzato
Un uomo in casa mia quell’uomo nella mia stanza
vedo il suo dolore ma non riesco a sentrilo su di me.
Un uomo in casa mia quell’uomo nella mia stanza
urla il silenzio nel mio silenzio che voce inutile che avuto
le mie corde vocali sono insonorizzate nessuno può sentirmi.
Un uomo in casa mia quell’uomo nella mia stanza
domanda al vuoto un pò di spazio da concerdergli
ha perso la vita nel tempo e il tempo ha perso lui
e il tempo mi perderà le mi corde sono insonorizzate
nessuno può sentirmi
quell’uomo nella mia stanza sarò io.
La musica di Giuda
Eccola la musica di Giuda
quando la coscienza non resta muta
per chi non sà darsi una condanna pari
al male provocato
come il bacio di Giuda
non il bacio del tradimento ma
del tardivo pentimento.
Da sempre scambia baci con ritardo il genere umano.