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Il Virus globalizzato


L’influenza aviaria, insieme alla BSE e ai polli alla diossina, rappresenta un terribile campanello d’allarme per la salute pubblica e pone, inderogabilmente, la questione ambientale ed agricola fra i temi di alta urgenza politica.
mercoledì 9 novembre 2005, di Vincenzo Raimondo Greco - 1062 letture

Il Ministero Tailandese della Salute ha confermato, due giorni fa, un nuovo caso umano di infezione da H5N1. La paziente, che ha contratto l’aviaria, è una donna di 50 anni di Bangkok ospedalizzata il 29 ottobre. Il ceppo mortale H5N1 della febbre aviaria ha contagiato finora 122 persone e ne ha uccise 62 in quattro paesi: Indonesia, Vietnam, Thailandia e Cambogia.

Il virus è giunto recentemente nell’Europa orientale, in Croazia e nel Canada: tutti paesi in cui ha colpito uccelli migratori e alcuni allevamenti. Il ché non autorizza ad abbassare la guardia. L’Organizzazione mondiale della sanità (vedi articolo collegato), infatti, lancia continui allarmi; la pressione mediatica è costante; la risposta del governo è, nel contempo, rassicurante. Tant’è che ministri e sottosegretari si ritrovano a mangiare, in pubblico, cosciotte di pollo cotte alla brace! Nessuno, però, ci dice perché accade tutto ciò, cosa potrà riservarci il futuro e quale altre terribili malattie dovremmo fronteggiare. L’influenza aviaria, insieme alla BSE e ai polli alla diossina, rappresenta un terribile campanello d’allarme per la salute pubblica e pone, inderogabilmente, la questione ambientale ed agricola fra i temi di alta urgenza politica.

E’ un modello agricolo che entra, quindi, in crisi profonda. Lo stesso che ha danneggiato “l’ambiente” e distrutto “la biodiversità, sia vegetale che zootecnica, eliminando per ‘scarsa produttività’ centinaia e migliaia di vegetali e di razze di animali”. Uno sviluppo intensivo responsabile della “distruzione di pratiche agricole zootecniche virtuose, in particolare del biologico e di tutte quelle forme di allevamento rispettose dell’ ambiente e degli animali”.

Ad esprimersi in questi termini è l’associazione AltrAgricolutra nord-est. Nel caso dei polli, salvo alcune eccezioni in Francia, il patrimonio genetico si è ridotto a due sole razze di animali universalmente allevate nel mondo. “Si tratta - si legge in una nota di Altragricoltura - di razze di polli iper-specializzati nella produzione da carne , ma deboli dal punto di vista genetico, capaci di vivere solo e costantemente in copertura di antibiotici e quindi animali che non esiterebbero senza l’intervento della chimica”.

E’ utile ricordare che le uniche due ditte al mondo proprietarie dei brevetti di queste razze di superpolli sono multinazionali, la KOB e la ROSS , una americana e l’altra inglese, partecipate da aziende del settore farmaceutico; le stesse che forniscono gli antibiotici e i farmaci senza i quali gli animali morirebbero, rinchiusi, come sono, in veri e propri lager!

I broiler (i polli selezionati, allevati e macellati, specificatamente per il consumo della loro carne, N.d.R.) sono allevati a terra in grossi capannoni che contengono dai 20.000 ai 30.000 capi per ciclo produttivo.

E’ impressionante il documento redatto dalla LAV (Lega antivivisezione). “All’interno dei capannoni - si legge -la temperatura è mantenuta costante con un sistema di ventilatori, l’acqua e il cibo sono forniti automaticamente in modo da favorire l’accrescimento dei polli, così come la luce pressoché continua che sconvolge il normale ciclo giorno/notte degli animali. Ogni metro quadrato è affollato da circa 20 polli (oltre 40 Kg di peso vivo). Lo spazio utile per ogni pollo è inferiore ad un foglio A4, più piccolo di quello, seppur ristrettissimo (550 cmq), a disposizione da due anni delle galline ovaiole in batteria”.

Una condizione di vita e un sovraffollamento che “impedisce ai broiler di compiere i comportamenti normali della loro specie, razzolare, beccare per terra e li costringe a passare i 2/3 della loro vita immobili, appollaiati sui propri escrementi, favorendo l’insorgere di molte patologie”: anomalia agli arti, affezioni cutanee, stress, riduzione dei comportamenti naturali.

Ma perché mettere in stretta relazione l’allevamento intensivo di polli e l’influenza aviaria? “All’interno di un allevamento intensivo di broiler - sostengono gli esperti della LAV - il virus si propaga facilmente da un animale all’altro e nel giro di pochi giorni può portare alla morte di tutti quelli presenti nel pollaio”. Una patologia che ha determinato in Asia una grave crisi sanitarie e che secondo la Banca per lo Sviluppo Asiatico costerebbe fino a 283 miliardi di dollari alle economie asiatiche e potrebbe innescare una recessione mondiale.

Non è un caso che, anche in Italia, le associazioni degli agricoltori sono, da tempo, preoccupati per gli ovvi risvolti economico-occupazionali (vedi articolo collegato). Ma sui rimedi non tutti sono d’accordo. C’è chi contesta il ministro Storace per lo stanziamento di 50 milioni di euro per l’acquisto di vaccini futuribili; “ha favorito- denuncia Tiziana Valpiana, deputato di Rifondazione - Farmindustria e la casa farmaceutica Roche che nell’ultimo mese ha incrementato del 20% il suo fatturato e del 60% il valore dei titoli in borsa”. Infine, secondo i responsabili di AltrAgricolutra, “non è accettabile che per non mettere mano alle cause del problema si scelga la strada di limitare i danni esponendo cittadini ad una e vera e propria lotteria il cui premio è la speranza di non ammalarsi”.

Per affrontare il pericolo di una pandemia originata dal virus dei polli sarebbe più utile “ridurre il numero di uova messe a cova è più utile dei vaccini”, si legge i una nota di AltrAgricoltura che scatena la veemente protesta delle associazione degli agricoltori.

Rispondere all'articolo - Ci sono 1 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> I santi non sono stupidi
10 novembre 2005, di : raccoman

Si dice chi sperimenta gode, però il virus di quei benedetti, non lo vogliamo! Perciò i cocci dei nostri esperimenti li vorremmo sempre e solo nella casa del vicino. Anche i polli sono degli esseri viventi, hanno degli equilbri, e noi li rompiamo.. E’ vero che le frittate si fanno rompendo le uova, però, quando sulle cose autentiche si costruiscono castelli di ricchezze, all’insegna del concetto di "non c’è un altro più intelligente di me!" ecco che sembra di vivere in un cartone animato. Chiunque deve meditare che non si può tenere la testa nella sabbia su tutto. Quando tutto ci va male, ricordiamoci che agli altri potrebbe andare anche peggio. Non scarichiamo la colpa sul prossimo. Il virus ci potrebbe ricordare appunto quanto potrebbe andare peggio.. Quando le cose vanno male, bisogna rimboccarsi le maniche dell’intelletto per capire il perchè.. se è anche colpa nostra! Invece, ecco che si passa al film IGNORANZA PARTE II. Annullare il prossimo, in qualunque modo, corrisponde al nostro desiderio di non voler pagare per ciò che desideriamo. E poi diciamo che i polli sono stupidi! Non è consentito perciò "mangiare la malattia", anche se rimpinziamo gli animali di sostanze chimiche, non è giustificabile levare loro la salute costringendoli a soffrire, senza un attimo di tregua. Chissa se qualcuno ha mai pensato che gli animali possono soffrire, ammalarsi, senza averne colpa, e portarci il conto.. Qualcuno ha detto che un virus è più potente di una bomba atomica! eppure, quanto è piccolo! ....No, non c’è pace, perchè mentre noi pensiamo alla mitezza di qualcuno, ecco che quello per ricambiare ti scambia per un pollo.. Vi auguro, di restare nell’equilibrio, e di non cadere in quella ignoranza, perniciosa, che alla fine annulla la forma della nostra anima, per poi costringerci a raccontare cazzate anche a noi stessi (c’è una fascia!). Chi non ha questa abitudine, non deve temere nulla dal virus.. Non vi sembra appunto che a qualcuno la parola virus, provochi una forma di eccitazione, come nella frase "accanirsi sulla vittima". Si, si, qualcuno fa così, mi spiace, ma l’unica spiegazione è appunto, che qualcuno vuole risucchiare tutto come fosse un buco nero. Non c’è nulla di più evidente della verità, e poi che c’è qualcuno che dice di essere più comandante di Dio, nell’atto di creare la materia e l’energia, e l’universo, e rifondare una verità che poi è solo l’assassina dell’altra. C’è qualcuno, che vorrebbe confutare? Io aspetto che quella chitarra suoni finalmente quelle brutture, ma penso che chi la detiene si guardi bene dal farsi scoprire.. senza braccia.
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