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Il Tar Sicilia blocca le trivellazioni

A seguito del ricorso presentato dal comune di Vittoria, un precedente inaspettato sulla vicenda trivellazioni gas-petrolifere.

di Piero Buscemi - mercoledì 26 novembre 2008 - 3058 letture

Bloccate, e con grande soddisfazione del Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas/petrolifere, le previste trivellazioni petrolifere della texana Panther Eureka in Val di Noto.

Una sentenza del Tar di Catania ha ritenuto valide le motivazioni del ricorso presentato dal Comune di Vittoria, che evidenziò, nell’aprile scorso, il sospetto che le perforazioni autorizzate dalla Regione Sicilia in contrada Serra Grande, pozzo Gallo sud, potessero danneggiare le falde idriche ed inquinare le acque che alimentano i pozzi di Sciannacaporale, che forniscono di acqua potabile la città.

Si è giunti a questa sentenza, dopo le innumerevoli iniziative organizzate da Legambiente e dal Comitato No Triv, che hanno coinvolto e sensibilizzato la società civile sulle possibili conseguenze che, a causa di questo sconsiderato sfruttamento del territorio, potessero ricadere sulla cittadinanza locale. Un lavoro capillare di informazione e confronto, arrichito dalla sensibilità di personaggi della cultura e dello spettacolo, che hanno voluto manifestare il loro appoggio a questa mobilitazione, esponendosi in prima persona, al fine di dare un contributo per salvaguardare questo territorio.

La sentenza del Tar di Catania è stata giustamente definita, una "sentenza di merito" che, di fatto, annulla le autorizzazioni riconosciute, a suo tempo, dalla Regione Sicilia per lo sfruttamento di un territorio, inserito da qualche anno nella lista del Patrimonio dell’Umanità.

La concessione riguardava 747 km quadrati nei territori di molti comuni tra cui Avola, Noto, Rosolini, Modica, Vittoria, Ragusa. Con questa sentenza, l’ ARPA e la Panther Oil dovranno sostenere tutte le spese di lite della Consulenza Tecnica d’ Ufficio (C.T.U.) ed, inoltre, viene, finalmente, riconosciuto quello che da anni il Comitato Notriv paventava nei confronti degli abitanti di queste zone: il rischio della perdita delle risorse idriche che, nella zona e in tutta la Sicilia, da sempre, rappresentano un atavico problema.

La sentenza, sancisce inoltre, che la V.I.A. (Valutazione d’Impatto Ambientale) deve agire, in forma propedeutica, verso qualsiasi iniziativa, riconoscendo vincolante il parere del Comune, con l’obbligo di intervento diretto (come nel caso di Vittoria), da parte dell’ ASL e del Genio Civile. Pertanto, le società interessate allo sfruttamento del territorio, saranno costrette ad azzerare l’iter, seguito in precedenza alla sentenza, che aveva concesso loro le autorizzazioni della Regione Sicilia.

Una sentenza storica, che mette luce sul problema ambientale, bistrattato ed eluso da sempre, sulla martoriata terra di Sicilia. Troppo spesso considerata terra di conquista che, se nei secoli passati ci lasciato in eredità un patrimonio architettonico e culturale ammirato da tutto il mondo, rischia seriamente, negli ultimi tempi, di annullare le motivazioni che hanno attirato l’attenzione dell’UNESCO.

In controtendenza alle disastrose scelte "ambientali" dei governi siciliani, per la prima volta, si riconosce il diritto della cittadinanza di decidere sul proprio futuro di sviluppo e di tutela del territorio.

Obbligatorio salvaguardare le risorse pubbliche del territorio rispetto ad interessi privati, che nel passato hanno causato i problemi di disastro ambientale e di danno alla salute pubblica, che si ripercuoteranno nelle generazioni future, come nei siti di Augusta/Priolo e Gela, per citarne qualcuno.

In tempi, come quelli che viviamo, caratterizzati da soprusi decisionali, frutto di sottili accordi politici internazionali, è doveroso per ogni singolo cittadino, l’impegno affinchè, beni comuni come acqua, paesaggio e ambiente siano tutelati.

Il continuo trasformarsi della Natura, sotto i colpi dello sfruttamento irresponsabile delle sue risorse da parte dell’uomo, ci indirizza verso la conclusione che è necessario abbandonare la ricerca di nuove risorse energetiche, estratte da combustibili fossili, e indirizzarsi su energie più sicure, in piena sintonia con le esigenze dell’ambiente.

Articolo scritto con la collaborazione del Comitato Notriv

http://www.notriv.it


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