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Il Senato nel resto d’Europa

Siamo sicuri che il Senato debba essere per forza eletto a suffragio universale e godere del istituto del bicameralismo perfetto? Vediamo cosa succede in Europa...

di Emanuele G. - lunedì 11 luglio 2016 - 2944 letture

Uno dei tratti di questa campagna referendaria è la totale mancanza di reale informazione nei confronti di noi semplici cittadini. Cittadini considerati da una politica sempre più in caduta libera alla stregua di sciocchi a cui far bere tutto e di tutto. Per la politica – notate la p minuscola – il cittadino non ha da riflettere né tantomeno essere in possesso di facoltà autonome di discernimento. Che campagna referendaria democratica è quella in cui si informa noi cittadini delle ragioni del SI o del NO a prescindere da un’informazione completa ed esaustiva della riforma in sé approvata qualche tempo fa dal Parlamento?

In considerazione di quanto vergato poc’anzi ho deciso di informarmi effettuando un viaggio in Europa tanto per capire come funziona il Senato in alcuni dei paesi del vecchio continente. Uno degli aspetti fondamentali del complesso disegno di riforma costituzionale approvato dal Parlamento qualche mese orsono.

Alcuni dati appaiono subito nella loro evidenza.

L’Italia, assieme alla Svizzera, è l’unico paese europeo in cui si applica il Bicameralismo c.d. “perfetto” ossia medesime funzioni sia alla Camera che al Senato. Fino al 2003 anche in Romania vigeva tale tipologia di funzionalità, ma a seguito di una riforma occorsa proprio nel 2003 i poteri del Senato sono stati ridotti.

In molti paesi quali Malta, Svezia, Lussemburgo, Finlandia, Danimarca e Grecia il Parlamento è monocamerale in quanto non esiste il Senato o assemblea che si può raffrontare ad esso. A tal proposito i politologi e i costituzionalisti fanno notare che il Senato è assente in quei paesi ove la struttura sociale è omogenea e coesa. Una seconda Camera è, al contrario, necessitante in paesi dalla storia travagliata e piuttosto complessa.

Massimamente il Senato ha funzioni di controllo ed indirizzo in riferimento all’azione del Governo. Esplica, cioé, un ruolo di attento censore di comportamenti che potrebbero pregiudicare la corretta applicazione del dispositivo costituzionale. Un altro ambito di sicura preminenza è l’azione di sinergia fra il paese in cui ha sede e l’Unione Europea. L’azione di iniziativa legislativa, invece, è quasi di totale appannaggio della Camera Bassa. I poteri del Senato in codesto ambito sono viepiù ridotti e limitati. Ciò lo si nota da progetti di riforma allo studio in diversi paesi europei.

Di seguito, cerco di analizzare – in maniera sintetica – la realtà del Senato in alcuni stati del vecchio continente.

Austria – Il Senato si chiama Consiglio Federale (Bundesrat). Non sono eletti direttamente dal popolo bensì dai Lander poiché ne rappresenta gli interessi. E’ l’organo che tutela l’assetto federale dello Stato. Ogni sei mesi la presidenza cambia in modo che ogni Lander possa esercitarla.

Belgio – E’ composto da 71 senatori ovverossia 40 eletti direttamente, 21 designati dai parlamenti delle tre comunità e 10 cooptati, oltre a senatori di diritto. Può istituire commissioni d’inchiesta ed avvia procedimenti di revisione costituzionale. Svolge l’importante funzione di ratifica dei trattati.

Bosnia – Passando in Bosnia abbiamo la Camera alta composta da 15 membri (10 eletti dalla Camera dei Popoli della Federazione di Bosnia-Erzegovina – 5 bosniaci e 5 croati – e 5 dalla Repubblica Serba di Bosnia). Più o meno ha le stesse attribuzioni della Camera dei Popoli. Cioè la Camera dei Deputati. Il suo compito principale è la preservazione degli equilibri etnici.

Francia – Qui abbiamo una elezione di secondo livello posta in essere da grandi elettori suddivisi in circoscrizioni più o meno simili a quelle della Camera dei Deputati. Ha amplissime funzioni e poteri nel procedimento legislativo, nell’attività di indirizzo e controllo e nei rapporti con l’Unione europea. Ma non in regime di bicameralismo perfetto. Infatti, per ogni singolo caso si prevede le modalità di espletamento delle succitate funzioni. Nel 2012 si è insediata una commissione incaricata di proporre un’ulteriore riforma a seguito di quelle già attivate negli ultimi decenni.

Germania – I membri del Bundesrat sono eletti dai Lander in base al numero degli abitanti. Ha meno poteri del Bundestag ed ha una particolarità: si rinnova quando scade la legislazione del Lander. Per la discussione delle leggi può optare su due modalità: procedimento egalitario oppure veto sospensivo.

Irlanda – Del tutto originale il Senato (Seanad) in Irlanda in quanto è nominato dal Primo Ministro, da associazioni di categorie e da persone laureate. Le sue funzioni sono limitatissime.

Olanda – L’elezione della Eerste Kamer in Olanda è un’elezione di secondo livello poiché i senatori vengono scelti dalle assemblee provinciali. Non ha molti poteri se non quelli di funzione e potere nell’attività di indirizzo e di controllo. A ciò aggiungasi funzioni nei rapporti con l’Unione Europea

Polonia – I senatori sono appena 100 e vengono eletti dal popolo. Ha solo poteri riguardanti la revisione costituzionale e i rapporti con l’Unione Europea.

Inghilterra – La House of Lords è un mondo del tutto particolare: 764 membri fra cui 25 vescovi anglicani. Una parte dei Lords lo è per eredità. La House of Lords svolge funzioni legislative, di indirizzo e controllo sull’attività del Governo e rappresenta un luogo di confronto di idee. La funzione più rilevante é quella di contribuire all’esame e all’approvazione della legislazione, ma altrettanto importante risulta l’attività di controllo sull’esecutivo, tanto che le sedute della House of Lords sono sempre aperte dalle interrogazioni al Governo e dalla discussione su temi di politica generale di attualità. Anche qui si discute da tempo di una sua riforma.

Repubblica Ceca – Il Senato è eletto a suffragio universale. Soltanto per quanto riguarda la riforma costituzionale e le funzioni di controllo esercita un potere reale.

Romania – E’ la situazione più simile a quella italiana. Mi riferisco alla Romania dove esisteva fino al 2003 il perfetto bicameralismo. Da allora le due camere del Parlamento hanno avviato un processo di specializzazione delle funzioni. Processo che prevede per il Senato funzioni e poteri nell’attività di indirizzo e controllo e funzioni nei rapporti con l’Unione Europea.

Russia – Il Consiglio della Federazione Russa è eletto dagli organismi locali federali in quantità di 2 rappresentanti per 83 soggetti diversi. Non è espressione di partiti politici per il semplice fatto che rappresenta le istanze locali. Esamina le seguenti leggi approvate dalla Duma: bilancio federale, tasse ed imposte federali, disciplina finanziaria, valutaria, creditizia, doganale, di emissione monetaria, ratifica e denuncia di Trattati internazionali della Federazione Russa, status e difesa della frontiera statale della Federazione Russa e questioni di guerra e di pace. Inoltre si occupa di ratifica delle variazioni delle frontiere tra i Soggetti della Federazione, di ratifica del decreto dei Presidente della Federazione sull’introduzione della legge marziale, di ratifica del decreto del Presidente della Federazione sull’introduzione dello stato di emergenza, della decisione della questione sulla possibilità di utilizzare le Forze armate della Federazione al di fuori dei confini dei territorio della Federazione e di tutta una serie di questioni di chiara rilevanza.

Slovenia - Il Consiglio Nazionale è composto da 22 eletti dalle assemblee locali e 18 dalle associazioni. Ai sensi della Costituzione, al Consiglio Nazionale spetta di proporre all’Assemblea Nazionale l’adozione di leggi e di indirizzare all’Assemblea Nazionale le sue valutazioni o i suoi pareri in merito a materie che rientrino nella competenza della Camera bassa. Può avvalersi del veto sospensivo e richiedere all’Assemblea Nazionale l’indizione di un referendum.

Spagna – Il sistema di elezione del Senato spagnolo è misto in quanto in parte eletto a suffragio universale e in parte eletto dai parlamenti locali. Il Senato in quel paese non si occupa in alcun modo della fiducia al Governo. Massimamente, al contrario, si occupa di funzioni e poteri nell’attività di indirizzo e controllo. Come anche di funzioni nei rapporti internazionali e con l’Unione europea.

Svizzera - Il Consiglio degli Stati è l’organismo assembleare che ha come funzione principale quella di salvaguardare la particolarità istituzionale della Svizzera. Paese che è fondato da un patto federativo fra i cantoni. Come in Russia non è rappresentato alcun partito e vige il sistema bicamerale perfetto in quanto al potere legislativo.

Da quanto si evince dal viaggio che ho compiuto in Europa, la riforma del Senato promossa dal Governo Renzi va nella giusta direzione in quanto toglie di mezzo il bicameralismo perfetto che di fatto non esiste nel resto d’Europa. Ciò naturalmente permetterà una manovrabilità maggiore in fase di approvazione delle leggi. Sarà così? Ho forti dubbi al proposito...

Tuttavia, non gradisco molto la scelta di chi andrà a svolgere il ruolo di Senatore. Mi riferisco a Sindaci ed altri rappresentanti delle autonomie locali. I Senatori avrebbero dovuto essere sì eletti dalla assemblee locali, ma essere persone terze. Non credo che un Sindaco già oberato dal grave impegno sindacale avrà molto a cuore il ruolo di Senatore.

Infine, prima di pensare al Senato si sarebbe dovuto avviare un attento e proficuo dibattito su quale forma di Stato dare al paese. Le riforme strutturali, è opportuno ricordarlo, non si fanno a spizzichi parziali. Bensì avendo un disegno complessivo e armonico in cui tutti gli attori coinvolti hanno un ruolo definito che gli permetta di implementare i valori costituenti della nostra Repubblica. Ma cosa ci si può attendere da un paese che vive di "controriforme" continue come aveva sapientemente chiosato Giovanni Spadolini? "Controriforme" spesso sbilenche e senza senso.

Un’annotazione finale. Il ricorso al Referendum avrebbe potuto essere una reale opzione democratica in un contesto sociale più stabile e meno conflittuale. Il Referendum, a mio avviso, fa correre rischi di non poco conto. Nel senso che è pensabile che le divisioni profonde esistenti nella società italiana aumentino ulteriormente. Anche perché è in fase avanzata un fortissimo senso di non partecipazione al voto. Ecco il punto dolente. E’ inutile affidarsi a un Referendum quando c’è un problema di democrazia nel nostro paese.

Crediti fotografici: la foto è stata tratta dal sito http://www.lavocedibagheria.it


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