Il Presidente del ConSilvio

Quando il conflitto d’interessi è... disinteressato!
di Piero Buscemi - mercoledì 2 febbraio 2005 - 3734 letture

IL MIO PRESIDENTE DEL CONSILVIO

Salve, mi chiamo Antonio.

Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.

Lavoro a Milano, in un’azienda di cui è azionista principale il Presidente del Consiglio. Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco al lavoro, è del Presidente del Consiglio, così come è del Presidente del Consiglio l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.

Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado da quella del Presidente del Consiglio. Che è anche su Internet, e convenzionata (chissà come mai) con gli sportelli delle Poste italiane.

Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un supermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.

Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio e guardo un film prodotto e/o distribuito da una società del Presidente del Consiglio (ma questi film godranno anche di finanziamenti pubblici? Beh, se si, in qualche modo vengono e vanno dal Presidente del Consiglio...).

Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo le TV del Presidente del Consiglio, dove i film sono continuamente interrotti da spot realizzati anche dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio, in un mercato dominato dalla concessionaria pubblicitaria del Presidente del Consiglio.

Soprattutto, guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.

Quando non guardo le TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai presidenti delle camere per la prima volta entrambi in seno alla maggioranza retta dal Presidente del Consiglio, e comunque non decisi da loro come le altre volte, no: nominati leggendo su un foglietto scritto dal Presidente del Consiglio.

Allora mi stufo e vado a navigare un po’ in Internet, con il provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in Internet, leggo un libro, la cui casa editrice è del Presidente del Consiglio.

Naturalmente, giustamente, come in tutti i paesi democratici, anche in Italia è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono poi approvate da un Parlamento dove la maggioranza è saldamente in mano al Presidente del Consiglio. Che ovviamente governa nel NOSTRO, quindi anche nel MIO, esclusivo interesse.

Per fortuna che non siamo in un regime...


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> Il Presidente del ConSilvio
6 febbraio 2005, di : Puccio

Simpaticissimo ed efficace il tuo articolo.
    > Il Presidente del ConSilvio
    23 febbraio 2005, di : Nonsonostatoio

    Hai dimenticato di dire che adesso possiamo vedere le partite di calcio a soli 3 euro, tramite digitale terrestre, grazie alla TV del Presidente del Consiglio e che possiamo acquistare il decoder digitale grazie al contributo STATALE, generosamente e DISINTERESSATAMENTE donatoci sempre dall’ottimo Presidente del Consiglio.Buona visione.
> Il Presidente del ConSilvio
7 marzo 2005, di : rosalba17

Però lui ha la stoffa dell’imprenditore! A lui voglio dire

Caro Berlusconi…

Come mamma di due figli (maschi) sono molto preoccupata. I miei figli sono molto diversi tra loro, come tutti gli esseri umani. Ma entrambi non potrebbero mai fare né gli imprenditori né i commercianti. Non tutti hanno un’ intelligenza pratica. Molti, come i miei figli, sono pensatori puri, artisti, intellettuali, altri sono lenti, insicuri, fragili. Il mondo è bello perché è vario e tutti possono dare qualcosa e fare qualcosa, nel loro piccolo, che sia congeniale alle capacità di ciascuno.Tutti hanno comunque diritto di vivere e non di sopravvivere. Quando però tutto dipende dalle richieste del mercato e dal Dio denaro, nascono le difficoltà. Non tutti sanno moltiplicare denaro, non tutti sanno come fare soldi, non tutti sanno imporsi sul mercato, non tutti hanno il carattere e la personalità per farlo. Non dipende da te, da me, ma dal DNA e dalle opportunità che ti vengono offerte dalla vita. Quello che tu sei non è dovuto alla tua bravura, ma al tuo DNA. Hai solo giocato bene le carte che ti sono state date da madre natura e che in partenza erano già vincenti. Cosa pensi di fare di quelli che non hanno avuto la tua stessa fortuna o che non hanno un quoziente d’intelligenza pari alla tua? Li butti via? Li lasci al loro destino? Forse sono uomini per te inferiori, mezze tacche che per loro stesso destino, devono essere zerbini, schiavetti e rassegnarsi ad aver poco e nulla, a vegetare più che a vivere. Cosa pensi di quelli che invece che nascere al nord per loro sfortuna sono nati al sud? Dovranno per tutta la vita sentirsi dire che sono arretrati, incivili,cafoni, terroni, disonesti, poveri disgraziati. Un’altra razza inferiore!? Sono perfettamente convinta che l’origine di tutto il bene ed il male nel mondo, della vita , della morte, della malattia, dell’allergia, dell’allegria, della genialità, della caparbietà, della sensibilità, dell’estrosità, della creatività, della depressione, della malattia, della pazzia, dell’intelligenza, della demenza, della debolezza, sia il DNA che prescinde da tutto, dalla cultura, dalla educazione, dalla morale, dalle esperienze di vita e dal luogo di nascita. E’ un segno preciso del destino che spinge l’uomo ad agire in un certo modo invece che in un altro, condizionando la sua vita, la sua volontà. Tutti e tutto devono fare i conti con il DNA. Ora stanno manipolando il DNA. La ricerca scientifica fa progressi incredibili e presto si potrànno eliminare, dal patrimonio genetico di un essere umano, i geni malati, i geni cattivi, gli uomini potranno essere plasmati ad immagine e somiglianza di qualcuno ed in tal caso vi saranno molti cloni di Berlusconi.

Il Presidente del ConSilvio
19 maggio 2006, di : Giordano Bruno

Ti sei scordato del restante 99,99% del mercato italiano (editoria-supermercati-assicurazioni-ecc.) che è fatto da personaggi che non simpatizzano per il presidente del consiglio. Hai tante opportunità, se veramente vuoi uscire da questa tua forma di schiavitù. Ciao, Giordano Bruno.