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Il Pinguino alla Garbatella

Un articolo di Rattus Norvegicus, che ha visitato il Linux Club di Roma, alla Garbatella.

di Rattus Norvegicus - domenica 18 luglio 2004 - 7228 letture

Qualche sera fa ho avuto il piacere di visitare il Linux Club di Roma. Il megalocale, situato nella vecchia area industriale dell’Ostiense, si innesta in una tradizione ormai ventennale di centri di produzione culturale di massa. Locali come "Il classico", "il caffe’ latino", "l’alpheus", concentrati nell’ area postindustriale, sono evoluzioni progressive di un circuito di tendenza nato nel segno di un equilbrato mix di interessi privati e pubbliche virtu’: affari miliardari e sconti comitiva. Tutto sommato un dispositivo felice, particolarmente idoneo alle esigenze dei giovani della metropoli: il ciclo della produzione immateriale si innesta sulle fabbriche dismesse e la circolazione degli artisti emergenti e’ supportata da un flusso incessante di carta moneta.

Sullo sfondo il lavorio di menti illuminate dalla sociologia delle comunicazioni di massa s’accoppia a quello dei palazzinari di terza generazione: Linux club e videopoker, San Precario e Vegas. Canovacci in Mezza Roma. Volevate il postmoderno? Eccolo.

Un amico della mia adolescenza, figura di spicco dell’associazione promotrice, ci ha pazientemente guidato attraverso le architetture avveniristiche del locale, tra videoproiettori, spazi didattici, numerosi PC e uno sterminato bancone per birre di qualità e cocktail dai colori vivaci come piume di pappagallo. «Linux,» mi ha spiegato con un sorriso, «è sulla strada della libertà. Va bene alla destra come alla sinistra».

«Come la torta della nonna», m’e’ sfuggito di rimando mentre fissavo le vetrine del bancone. Poco dopo scandisce il celebre motto stallmaniano: «free-software non vuol dire "birra gratis"». «Mi sembra del tutto evidente...» rispondo innalzando a mo’ di benedizione una pinta pagata sette euri.

Uscito dal locale, mi sono ritrovato a passeggiare per la Garbatella con il mio amico Merrillo, ragionando insieme su quella che, in modo spicciolo, ci piace chiamiare eterogenesi dei fini. La Garbatella nasce nei primi anni venti come "borgo marinaro", ma il progetto del porto fluviale sul tevere non verrà mai realizzato. Oggi, a distanza di oltre ottant’anni dalla "posa della prima pietra", la Garbatella diviene qualcosa di simile ad un grande villaggio culturale e accoglie parti dell’ Università di Roma tre, il Linux Club, lo storico cinema Palladium, che restituito agli antichi splendori dalla lungimiranza della giunta capitolina, presenta rassegne di videoart, teatro sperimentale e rock progressivo. Passeggiando per i lotti della Garbatella ho intuito il senso vago ma persistente di una sintonia tra l’utopia socialista di Owen e Howard * ("la citta’ giardino") e il software libero. Mi è parso di coglierlo in quella metafora del linguaggio come architettura cittadina che, proposta originariamente da Wittegenstein, non ha smesso di catturare l’immaginazione di filosofi e linguisti: il linguaggio come «un dedalo di stradine e di piazze, di case vecchie e nuove, e di case con parti aggiunte in tempi diversi; il tutto circondato da una rete di nuovi sobborghi con strade diritte e regolari, e case uniformi». Non si riesce proprio ad immaginare un luogo migliore della Garbatella per il Linux Club. « Non e’ vero, Merrillo?» «Grunt...»

L’ecologia della mente dovrebbe partire di qui: germinazione spontanea e pianificazione cosciente. Non e’ forse proprio la "dialettica" tra Cattedrale e Bazaar a caratterizzare lo sviluppo del pinguino ?

Di più. La concezione del linguaggio come rizoma metropolitano rivela in filigrana il punto di intersezione tra la teoria dell’evoluzione di Gould e la grammatica trasformazionale di Chomsky. Detto in modo grossolano: si tratta del nesso, delicato e sfuggente, tra biologismo e cognitivismo. «Non ti pare, Merrillo ?» «Grunt !» «Chetti mugugni ?»

Pungolato dall’irritazione per la mia retorica, il merrillo-pensiero finisce con il tracimare. E’ come il Tevere in piena. E straripa. L’area industriale, il mattatoio, la metro, i locali, i mercati generali, vengono travolti dalla furia intellettuale di Merrillo. Al riparo, sulla loggia del "Pincetto" di Piazza Brin, fisso attonito la devastazione sottostante.

«Abbiamo il Linux Club, la benedizione di Mariella Gramaglia, le interviste a Stallman su "la repubblica" e una pletora di professori e politici, ma siamo il paese che ha dato il minore contributo allo sviluppo del pinguino. Tutti cantastorie come te, Rattus, che nonostante tutte le tue elucubrazioni, non hai mai schiodato da Windows. Ma il problema non e’ nemmeno questo. In fondo non ha molta importanza cosa e’ stato fatto e chi ha fatto cosa. Conta molta capire cosa si fara’ in futuro.

Io sono disposto ad ammettere che il software libero "va bene alla destra e alla sinistra" non me ne scandalizzo come fai tu. E sai perche’ ? Perche’ significa che destra e sinistra sono parole ormai vuote di significato, prive di qualsiasi aggancio al reale. Quello che veramente mi domando e’ se queste operazioni commerciali o politiche siano consapevoli del baratro su cui stanno penzolando. La verità è che il Pinguino batte in breccia il concetto stesso di proprieta’ intellettuale e rinnova l’orizzonte del pensiero politico collocando l’etica al centro della discussione. Quando questa gente spinge sul pinguino lavora al laboratorio della propria distruzione. Ne sono consapevoli ? Ne ’siete’ consapevoli ?»

Balbetto.

«No, perche’ se ne fossero consapevoli, avrei autentica stima nei loro confronti. Si trattarebbe di un lavoro encomiabile. Scavare un solco dentro il campo avversario. Ma se viceversa pensano in questo modo di ricucire lo strappo che il Pinguino rappresenta, di pacificare il conflitto che innesca, beh, allora non sanno quello che fanno. E gli apprendisti stregoni sono destinati a farsi male.

Ad ogni modo, quello che davvero conta e’ verso dove si muove questa corrente. C’e’ tempo per nuove eterogenesi dei fini. Se un borgo marinaro puo’ diventare un centro culturale si puo’ pensare che una tendenza possa trasformarsi in un laboratorio di produzione. Il lavoro da fare allo stato attuale, sarebbe quello di uscire con proposte di programma. E’ troppo tempo che gli sviluppatori si concentrano sulla realizzazione di versioni free software di programmi di office automation.

Il passo successivo sarebbe costruire versioni free software di programmi di informatica sociale in rete. E’ la vocazione del pinguino fin dall’inizio, e bisognerebbe rispettarla. Si realizzassero meno wordprocessor e piu’ sistemi online come meet-up o il bookcrossing rivisitato, le possibilita’ di estendere la filosofia del pinguino all’intero ambito di produzione culturale e, direi, alla vita di tutti i giorni, prenderebbe concretezza. Ecologia della mente. Come dici tu.»


( * )

Ebenezer Howard, studioso inglese di problemi urbanistici nato a Londra nel 1850. Militante socialista dal 1879 emigra negli Stati Uniti a ventuno anni dove trova lavoro come stenografo a Chicago. Resta particolarmente colpito dall’idea di cooperazione rappresentata nel libro di E. Bellamy sul movimento cooperativistico americano: "Looking backward 2000-1887". Nel 1898 pubblico’ "Il futuro della citta’ giardino" dove sono esposte le sue idee. Nello stesso anno fonda una societa’ la "Garden city and townplanning association".

E infine uscimmo a rimirar le stelle. Log off and out in the blue.


L’articolo di Rattus Norvegicus è stato diffuso nella lista di Rekombinant il 17 luglio 2004.


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> Il Pinguino alla Garbatella
15 agosto 2004, di : francio

Bell’articolo complimenti a Rattus, un articolo che mi inorgoglisce ancor più essendo io "uno della Garbatella".
Sicuramente sono di parte, ma la Garbatella è il miglior quartiere di Roma e d’Italia.
Una piccola imprecisione su: "una pinta pagata sette euri":
i prezzi delle birre al linuXclub sono
3 euro la piccola (0,2 l)
5 euro la media (0.4 l)
    > Il Pinguino alla Garbatella
    18 agosto 2004, di : Rattus

    Hai ragione, caro Francio. Ho fatto confusione con i prezzi. Me ne scuso. Hai fatto benissimo a segnalare il mio errore.

    saluti Rattus

Il Pinguino alla Garbatella
30 agosto 2006

Il pinguino è anche un personaggio di garbatella. Staziona spesso davanti alla Nanetta