Si è conclusa lo scorso 7 ottobre a Palazzo Impellizzeri, a Siracusa, la 7° edizione del “Premio di Filosofia – Viaggio a Siracusa” dal tema “Mediterraneo e multiculturalità”
Si è conclusa lo scorso 7 ottobre a Palazzo Impellizzeri, a Siracusa, la 7° edizione del “Premio di Filosofia – Viaggio a Siracusa” dal tema “Mediterraneo e multiculturalità”. Così ha commentato i lavori appena conclusi il prof. Roberto Fai dell’Università di Catania - che insieme al prof. Elio Cappuccio del Collegio siciliano di Filosofia - ha presieduto le giornate di studio: Il convegno ha ben evidenziato quelle che, per comodità ermeneutica, possiamo definire le linee che si contendono la scena: quella “normativa” che vede nei “diritti umani”, nella sollecitazione e affermazione dei diritti umani una possibilità per neutralizzare il clima di violenza tra popoli e Stati; e quella che tende a disvelare il carattere spesso ideologico che, dietro il “prescrittivismo” dei diritti umani, usa tale orizzonte come schermo per proseguire in una logica di potenza.
Il Collegio siciliano di Filosofia, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, l’Università di Catania, il Centro “Fernand Braudel”, la Fondazione Garrone, insieme alla Provincia Regionale di Siracusa, hanno quest’anno organizzato il convegno di studi nel quale le riflessioni si sono avvicendate attorno al tema del Mediterraneo: crocevia di popoli, ricco di storia, luogo d’incontro di culture diverse nel passato, nel presente e ancor di più nel futuro. Le diversità esistono, le contaminazioni anche. “Multiculturalismo è relativismo” ha tra l’altro sostenuto il prof. Vincenzo Vitiello (Università di Salerno). Ma interessanti sono stati anche gli interventi di Remo Bodei (Università di Los Angeles), Umberto Curi (Università di Padova), Salvatore Veca (Università di Pavia), Pietro Barcellona (Università di Catania), Salvatore Amato (Università di Catania). Hanno sviscerato temi attuali, posto domande, approdato ad alcuni punti fermi sul significato della multicultura nella società attuale, in particolare nel cuore del Mediterraneo.
E continua Fai: Oggi che il mondo appare unificato da una globalizzazione contesa tra “reductio ad unum” ed esplosione di conflitti “identitari”, il Mediterraneo ritorna ad essere , non solo lo spazio geopolitico in cui precipita il senso del mondo, nel momento in cui esso è, per così dire, in “presa diretta con se stesso “, ma forse la “metafora” assoluta” che può aiutare l’umanità a pensare come costruire un “universalismo” delle differenze.
Vincitori del premio dell’edizione appena conclusa sono: S. Veca (sezione “Saggi”), V. Vitello (sezione “Rivista”), Massimiliano Cappuccio (sezione “Tesi di laurea”), Anna Maria Lossi (sezione “Dottorato di ricerca”).