"Signorina, il bando non è ancora stato pubblicato, le dicono. Sì, lo so, risponde. E allora?, le chiedono. E allora, quello che vorrei sapere è se sarà pubblicato. Signorina, non lo sappiamo. Non lo sapete? No...."
Seconda stella a destra, questo è il cammino...
Poi arrivi al settimo piano, prosegui per il corridoio, arrivi in fondo e, a destra, c’è la segreteria del Dipartimento. Chiedi lì, ti sapranno dire sicuramente qualcosa.
Estate 2004, una neolaureata vaglia una serie pressoché infinità di possibilità, alla ricerca del migliore percorso post-laurea. Ad attirarla, viste le sue inclinazioni e ambizioni professionali, sono principalmente due corsi: Master in Editoria cartacea e multimediale a Bologna, diretto da Umberto Eco, costo diecimila euro e qualche spicciolo, poche concrete chance di inserimento immediato e stabile nel mondo del lavoro e Master in Operatori per l’editoria a Palermo, diretto da Roberto Deidier, poche concrete chance di inserimento immediato e stabile nel mondo del lavoro, ma costo mille e cinquecento euro e qualche spicciolo.
La neolaureata ci pensa un po’ su. Certo, il Master di Eco è prestigioso, il programma di studi sembra molto valido, si dice. Però costa tanto e in più ci sarebbero da aggiungere un’enormità di spese accessorie, viaggio e mantenimento totale in un’altra città, riflette. D’altro canto, il Master di Deidier non sarà poi tanto diverso, nei fatti, considera.
La neolaureata annota i punti salienti del bando del Master di Bologna e scrive un’email di richiesta di informazioni alla segreteria dell’Arco (Dipartimento Arti e Comunicazioni). Le rispondono che sì, il bando non è ancora stato pubblicato, ma anche per l’anno accademico 2004-2005 il Master sarà attivato.
La neolaureata tira un sospiro di sollievo, dimentica Bologna e parte per Bruxelles, dove farà uno stage di tre mesi.
Torna a casa a novembre, la neolaureata. Subito, dà uno sguardo al sito dell’Università degli Studi di Palermo, a quello della facoltà di Scienze della Formazione, a quello dell’Arco, alla ricerca di informazioni sul tanto agognato Master in Operatori per l’editoria. Niente.
Disfa i bagagli, si prende un paio di giorni di riposo e parte alla volta di Viale delle Scienze.
Segreteria generale, segreteria di Scienze della Formazione. Non ne sappiamo niente, le dicono. Provi all’ufficio Corsi di Specializzazione, le suggeriscono.
Ufficio Corsi di Specializzazione. Non ne sappiamo niente, le dicono. Provi in facoltà, le suggeriscono.
Facoltà di Scienze della Formazione, sportello Orientamento e Tutorato. Non se sappiamo niente, le dicono. Provi alla segreteria del Dipartimento, le suggeriscono.
La non più tanto “neo”laureata arriva al settimo piano, prosegue per il corridoio, arriva in fondo e, a destra, trova la segreteria del Dipartimento. Bussa. Entra. Chiede.
Signorina, il bando non è ancora stato pubblicato, le dicono. Sì, lo so, risponde. E allora?, le chiedono. E allora, quello che vorrei sapere è se sarà pubblicato. Signorina, non lo sappiamo. Non lo sapete? No. Ma, incalza, questo Master è stato inserito, in estate, nella lista ufficiale dei Master dell’Università degli Studi di Palermo per l’anno accademico 2004-2005, come è possibile che non sapete se si farà? Tenga d’occhio il sito, la liquidano sbrigativamente.
La temeraria aspirante operatrice per l’editoria non si arrende. Due porte dopo, c’è il nome del Prof. Deidier, responsabile del Master. Ha orari di ricevimento assurdi, nota, ma sarà lieto di rispondere alle vostre email, legge.
La stagionata laureata torna a casa e scrive un’email al coordinatore del suo Master che, però, non solo non si dimostra lieto, ma non risponde proprio.
Questo succedeva a novembre. Adesso, siamo in aprile. E non è cambiato niente. Del Master nessuna notizia. Il sito dell’Arco è ancora fermo all’anno scorso. E, nella sua casella di posta elettronica, non è arrivata nessuna risposta, né del Prof. Deidier, né di nessun altro.
L’ex neolaureata, ormai quasi in età da pensionamento, nel frattempo, è diventata una promettente operatrice per l’editoria. Di tanto in tanto fa qualche traduzione, e collabora regolarmente con riviste per le quali recensisce libri e con siti internet che promuovono aspiranti o scrittori esordienti, valutando racconti e romanzi inediti e curandone l’editing. Adesso è pronta a fare il grande passo: iniziare a proporsi alle case editrici, magari quelle più piccole, all’inizio, o mettere su un vero e proprio studio editoriale.
Le è andata bene, in fondo. Si è risparmiata un anno di andirivieni nel traffico cittadino, noiose ore di frequenza obbligatoria, e mille e cinquecento euro e qualche spicciolo che potrà investire in altro. E, per di più, si sta piano piano inserendo nel mondo del lavoro.
...poi la strada la trovi da te, questo è il Master che non c’è.