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Il M5S "ha aperto la via di una ritrovata speranza"

La dichiarazione di voto per le elezioni del 4 marzo 2018 del dottor Gaetano Sgalambro
di Redazione - venerdì 2 marzo 2018 - 920 letture

28 febbraio alle ore 21:54 ·

Io voto populista.

Sono un populista senza volerlo e spiego come lo sono diventato. Fin da giovane sono stato di una sinistra di formazione lapiriana e di convinzione democratica costituzionale. Avevo incominciato con il votare fiducioso il partito cattolico che prometteva di realizzare gli obiettivi del messaggio sociale del cristianesimo (leggevo anche Igino Giordani). Per questo avevo anche cercato donchisciottamente di costruire ponti d’incontro fra amici di fedi politiche diverse. Poi deluso, mi sono rivolto al partito comunista per condivisione degli obiettivi sociali. Deluso anche da questo, alla fine, sono precipitato nel nichilismo partitico, andando per decenni a votare scheda “nulla”.

In tutto questo lungo tempo ho visto la politica (tutta!) corrodere sempre più le fondamenta dei miei ideali e il paese percorrere lentamente una china morale, economica e sociale.

Mi arrabbiavo perché vedevo che non sarebbe stato proprio impossibile farlo crescere meglio e nell’interesse di tutti, liberandolo da un barricadero conformismo ideologico, peraltro geneticamente provinciale, in cui una classe politica autoreferenziale più una classe culturale ad essa subalterna lo avevano inchiodato.

Alla fine ho dovuto incrociare le braccia e riconoscere di fare parte di una “sinistra fantasma”. Mai esistita!.

Ora vedo che il mio paese, il quale grazie all’impegno e ai sacrifici del suo popolo, una volta, seppe ben riscattarsi dalle macerie fisiche, dalla miseria economica e morale di una guerra folle, minaccia di toccare il fondo di una globale crisi di sistema, suscettibile di esplodere socialmente. E tutto questo accade, ancora una volta, per colpa della sua classe politica.

Oggi però siamo in piena democrazia! Quindi i liberi cittadini della società civile potrebbero organizzarsi nei modi indicati dalla Costituzione per recuperare un futuro migliore. Almeno tutti coloro che ne sentono la necessità o per disagiata condizione economica o perché ne intravedono la pericolosità sociale.

Per l’appunto, il riconoscimento o no di questo stato di necessità, di fatto, costituisce il vero discrimine sociale, politico e, perché no, culturale degli elettori italiani. Infatti si sono differenziati in tre schieramenti: uno dei partiti storici, che respingono ogni responsabilità e anzi vantano numerosi successi, l’altro del dirompente e “populista” M5S (ambedue si stanno aspramente misurando in vista dell’imminente 4 marzo) e il terzo dei “non (più) votanti”, che, dato altamente significativo, è divenuto numericamente maggioritario!

Io sono preoccupato per la pericolosità insita nei fattori genetici di detto discrimine e per questo sciolgo il mio mutismo elettorale, pur restando convinto che nessuna delle formazioni in lizza abbia le risorse necessarie per risollevare il paese dalla grave crisi – repetita iuvant: originata essenzialmente dall’insufficienza della classe politica -.

Lo sciolgo a favore del "populista" M5S solo per riconoscergli, a prescindere dall’aggressività verbale di diversi suoi portavoce, il merito di essere stato il protagonista degli unici due fenomeni politici oggettivamente significativi, oltre che forieri di nuove speranze, dell’attuale legislatura.

Primo: senza bisogno d’investimenti economici, ma solo con gli impegni personali, ha saputo organizzare la contestazione spontanea, l’ha tolta dalla strada, l’ha canalizzata in un percorso democratico e l’ha portata in parlamento come formazione di maggioranza relativa.

Secondo: ha aperto la via di una ritrovata speranza, marcando l’agibilità pratica e democratica del percorso web da seguire, a quanti altri intendessero passare dalle parole ai fatti per cambiare l’insufficiente classe dirigente politica e il proprio futuro.

Gaetano Sgalambro


Girodivite ringrazia il dottor Gaetano Sgalambro per il suo intervento nelle pagine della nostra testata. A prescindere dalla contingenza politica delle elezioni del 4 marzo 2018 e della sua personale scelta, riteniamo significativa questa sua motivazione di voto, da parte di una persona che ha rappresentato un momento importante della storia sociale, culturale e professionale della città di Lentini.



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