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Il Forum sociale antimafia


Si è svolto a Cinisi il Forum sociale antimafia "Peppino Impastato", dal 7 al 9 maggio 2005. Un appuntamento importante per tutti coloro che ogni giorno lottano contro la mafia.
domenica 15 maggio 2005, di Redazione - 4176 letture

Ricordare per contiuare. Con questo slogan si è aperto il Forum Sociale antimafia di Cinisi. Quest’anno con la tristezza nel cuore per l’assenza di Felicia Impastato. E’ proprio a lei oltre che al figlio che gli organizzatori hanno voluto intitolare la tre giorni. Scarsa, come sempre, la partecipazione del paese alle iniziative, «come se il fantasma di Gaetano Badalamenti fosse lì a sorvegliare il corso principale del paese», dove si affacciano la casa di Peppino e a «cento passi» quella di don Tano, scrivono Indymedia e Radio Aut. Inizio della manifestazione con la bandiera della pace e la foto di Felicia Impastato, poi nel pomeriggio, dopo un dibattito su «mafia e territorio», si è svolta una fiaccolata per le vie del paese, e in serata il concerto del collettivo musicale Peppino Impastato e dei Modena city ramblers. Nei giorni successivi si si è parlato del ruolo delle donne nella lotta alla mafia e di come costruire l’antimafia sociale. La chiusura, con un’altra giornata di iniziative e uno spettacolo finale in piazza.

Il programma dell’iniziativa 2005

Nel 27° anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato rinnoviamo il nostro impegno con alcune iniziative che quest’anno saranno dedicate a Peppino e a sua madre, Felicia Bartolotta, che ci ha lasciato il 7 dicembre scorso. Il quadro politico si è aggravato, con l’approvazione del progetto di demolizione della Costituzione nata dalla Resistenza antifascista, con la prosecuzione della tutela legislativa di interessi privati, con l’emergere sempre più allarmante di complicità a livello istituzionale e politico, evidenziato dalla condanna di Marcello dell’Utri e dal rinvio a giudizio del presidente della Regione siciliana, dagli arresti di rappresentanti di una borghesia mafiosa ben inserita nei palazzi del potere e nel sistema economico-finanziario. In questo quadro fare informazione è diventato sempre più difficile, con il monopolio delle televisioni e l’intimidazione verso le poche voci libere. Si è ulteriormente appesantito l’attacco alla magistratura, responsabile di aver indagato rappresentanti del potere, con un progetto di ordinamento giudiziario che lede principi costituzionali fondamentali come l’indipendenza dei giudici e si corre il rischio di vanificare l’uso sociale dei beni confiscati con la proposta di mettere in vendita i beni. Continua il saccheggio del territorio ma cresce il movimento per uno sviluppo rispettoso dell’ambiente.

Discuteremo di questi problemi, con particolare attenzione al territorio, e dedicheremo a Felicia un’intera mattinata con interventi e letture sul ruolo delle donne nella lotta contro la mafia, dai Fasci siciliani ai nostri giorni. Si terranno un concerto di uno dei gruppi musicali più prestigiosi e impegnati, i Modena City Ramblers e un concerto del cantautore Pippo Pollina e ci saranno mostre, spettacoli e proiezioni.

Sabato 7 maggio. Mattina: accoglienza presso piazza Stazione. Ore 10: esposizione mostre fotografiche davanti casa Impastato, corso Umberto 220. Ore 11-13 e 15-18: al cinema Alba: Forum su mafia, politica e territorio. Ore 18,30: fiaccolata da Radio Aut di Terrasini a Cinisi. Ore 21, piazza di Cinisi: ouverture del Collettivo musicale “Peppino Impastato” e concerto dei Modena City Ramblers.

Domenica 8 maggio. Ore 9,30-12,30, al cinema Alba: Dedicato a Felicia. Presentazione del libro Cara Felicia. Interventi e letture sul tema: Le donne nella lotta contro la mafia, dai Fasci siciliani ai nostri giorni. Ore 16, al cinema Alba: “Costruire l’antimafia”, riflessioni, esperienze, analisi, riflessioni, proposte tra realtà territoriali a confronto. Ore 21, in piazza: concerto del cantautore Pippo Pollina.

Lunedì 9 maggio. Mattina: sulle tombe di Peppino e Felicia. Ore 10: al campo sportivo di Cinisi: workshop con la redazione di Radio Aut e costruzione di una trasmissione con le telecamere di Telejato. Ore 16, cinema Alba: forum su Mafia, informazione e repressione e proiezione di filmati su momenti di controinformazione a cura di Telejato. Ore 21: Incontro con Giovanni Impastato, Umberto Santino, Marco Travaglio, Dario Vergazzola e Salvo Vitale, pettacoli e proiezioni in piazza.

Promotori: Famiglia Impastato, Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato” di Palermo, Associazione “Peppino Impastato” di Cinisi e Terrasini, Associazione “Radio aut”, Circolo Metropolis di Castellammare.

Adesioni: Cobas Palermo, Rifondazione Comunista, Unità di Base “Pio La Torre” DS di Terrasini; Giovani Comunisti, Sinistra Giovanile, Libera, Attack, Collettivo Palermitano del Liceo Meli, Collettivo palermitano 20 Luglio, Centro Sociale ex carcere, Centro Sociale Ask, Laboratorio Zeta, Villaggio Laneria, Box 4 aula Carlo Giuliani Facoltà di Lettere, Associazione Addio Pizzo, Il Giornale di Cinisi, Associazione Rizoma Cinisi, Arci “La locomotiva” Rosolini (Siracusa), Comitato utenti biblioteca Villa Trabia (Palermo).

Documento conclusivo del Forum 2004:

Il Forum sociale antimafia "Peppino Impastato" alla fine dei tre giorni di lavori svoltisi a Cinisi, nel 26° anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato, approva il seguente documento conclusivo.

Il Forum ribadisce l’irrinunciabile importanza della memoria storica che lega la resistenza antifascista alla lotta antimafia, respinge ogni tentativo di cancellare e distorcere i valori che sono alla base della Costituzione democratica, funzionale alla strategia in atto che vuole realizzare nel nostro Paese un regime autoritario, fondato sulla legalizzazione dell’illegalità, la privatizzazione del potere, con la personalizzazione dell’esecutivo, l’asservimento del potere legislativo e l’abolizione dell’indipendenza della magistratura, e condivide e sostiene tutte le forme di vigilanza e di lotta per la salvaguardia e l’ampliamento della democrazia, liberata dal dominio della borghesia mafiosa e dal prepotere dei potentati economici e mediatici.

Il Forum individua nell’uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi e ai corrotti una delle forme più efficaci di antimafia sociale, denuncia l’involuzione evidenziata con l’abolizione dell’ufficio del Commissario per i beni confiscati, sostiene l’impegno delle cooperative già costituite e dei senzacasa, chiede a gran voce la massima trasparenza nella gestione dei beni confiscati e s’impegna a rilanciare ed estendere la progettazione dal basso per il loro uso.

Il Forum è a fianco dei lavoratori dell’Imesi, del gruppo Infotel, della Fiat e di altre realtà minacciate dalla deindustrializzazione, considera la precarietà, il lavoro nero e sommerso le forme più odiose attraverso cui si perpetua il potere clientelare e mafioso, s’impegna nel costruire forme organizzate di lotta dei precari e dei disoccupati, condivide la proposta di istituire il salario sociale e di legarla a una battaglia più generale per lo sviluppo compatibile, fondato su un uso razionale delle risorse, sottraendole ai canali clientelari e mafiosi, e sulla partecipazione.

Il Forum, sulle orme delle battaglie condotte da Peppino Impastato contro il saccheggio del territorio, respinge le varie forme in cui esso si manifesta nei nostri giorni, dalla cementificazione delle coste all’industria dei rifiuti, dalle grandi opere inutili e dannose, come il ponte sullo Stretto, agli inceneritori e all’inquinamento prodotto dalla distilleria Bertolino.

Il Forum rinnova il suo impegno contro il dilagare dell’accumulazione illegale e il proliferare delle mafie prodotti dal neoliberismo, denuncia la gravità della questione morale in Sicilia e vede in essa una forma della crisi della legalità e della democrazia e individua nella partecipazione dal basso e nella costruzione di reti di organismi di democrazia diretta la forma concreta di realizzazione di un nuovo protagonismo. A tal proposito il Forum è impegnato attivamente nel dibattito appena avviato sulla nonviolenza, per sottrarsi alla tenaglia sempre più stringente che vede contrapporsi guerre e terrorismi. Il Forum chiede il ritiro immediato delle truppe italiane dall’Iraq e sostiene le lotte di liberazione e per l’autodeterminazione dei popoli, contro tutte le forme di guerra preventiva e permanente orchestrate da chi pensa di imporre la democrazia con i bombardamenti e con la tortura, da Guantanamo al carcere di Abu Ghraib.

1978-2004. Mafia e antimafia a 26 anni dall’assassinio di Peppino Impastato

A 26 anni dall’assassinio di Peppino Impastato rinnoviamo l’appuntamento del Forum sociale antimafia a lui intitolato per discutere dei problemi che abbiamo di fronte, socializzare le esperienze e dare un contributo a un progetto di futuro possibile.

Rivisiteremo la memoria, alla luce di nuove acquisizioni e per riaffermare le ragioni della resistenza antifascista che sono alla base della democrazia nel nostro Paese. Parleremo dell’intreccio tra guerra e terrorismo che ha reso il mondo sempre più invivibile. Le mafie prosperano sull’intensificarsi dei traffici di droghe e di armi, sul riciclaggio del denaro sporco, favorito dal neoliberismo, sulle nuove schiavitù, sull’immigrazione clandestina che ha condannato circa mille persone a morire nelle acque dei nostri mari.

Metteremo a fuoco i temi dell’antimafia sociale, dall’uso dei beni confiscati al saccheggio del territorio, all’aggravarsi della precarietà e al sempre più massiccio ricorso al lavoro nero e sommerso. Porteremo alla luce le forme che il fenomeno mafioso assume attualmente, rilanciando il dominio territoriale e allacciando legami con il potere, senza distinzione di colore politico ma con l’unico scopo di condizionare le decisioni e accaparrarsi il denaro pubblico. In Italia è in atto una sorta di golpe, che affianca a una dissennata devoluzione il rafforzamento dei poteri del capo del governo, per dare vita a un regime blindato, che legalizza l’illegalità ed è sicuro dell’impunità, presidiato da un’informazione monopolizzata.

Il movimento che si è sviluppato in questi anni, da Seattle a Porto Alegre, da Genova a Firenze, da Parigi a Bombay, è la grande risorsa per contrastare guerre e terrorismi, difendere e diffondere la democrazia, costruire concrete alternative fondate sulla partecipazione e l’impegno di ciascuno. E non è un caso che buona parte di esso si riconosca nell’esempio di Peppino.

Il programma di quest’anno prevede le seguenti iniziative:

Giovedì 6 maggio, ore 19: inaugurazione della mostra fotografica "Ribellarsi è giusto" di Graziella Ebano e della mostra "Peppino Impastato e dintorni" di Pino Manzella. Davanti casa Impastato, Cinisi, corso Umberto 220. Ore 21: concerto per chitarra di M. Mascolo, a Cinisi, cinema Alba.

Venerdì 7 maggio, ore 9: animazione di strada con i bambini della scuola elementare di Terrasini. Ore 16: Forum La memoria rivisitata: resistenza antimafia e resistenza antifascista tra emergenza e revisionismo. Ore 21: L’ultima violenza, di Giuseppe Fava, a cura dell’Associazione "Giuseppe Fava", a Cinisi, cinema Alba. Ore 23: concerto in piazza a Cinisi.

Sabato 8 maggio, ore 9: animazione di strada con i bambini della scuola elementare di Cinisi. Ore 10: Forum Uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Esperienze e problemi. Ore 15: Forum Mafia, precarietà e salario sociale. Ore 17: Forum Il saccheggio del territorio. Dalla terza pista al ponte sullo Stretto. Ore 21: spettacolo di musica popolare in piazza a Cinisi.

Domenica 9 maggio, ore 10: Forum Mafie e potere nel villaggio globale. Questione morale, crisi della democrazia, nuovo protagonismo. Ore 16: Corteo da Radio Aut di Terrasini a Cinisi. Ore 21: concerto in piazza a Cinisi.

I forum di venerdì, sabato e domenica si svolgono a Cinisi, al cinema Alba.

Promotori: Famiglia Impastato, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo, Associazione "Peppino Impastato" di Cinisi-Terrasini, Associazione "Radio Aut", Arci Palermo, Libera Palermo, Forum sociale di Palermo, Laboratorio Zeta di Palermo, Box 4 Aula "Carlo Giuliani" di Palermo, Ciss-Cooperazione Internazionale Sud-Sud, Centro sociale "S. Saverio" di Palermo, Gruppo Nemo Marsala, Circolo Metropolis di Castellammare del Golfo, Csoa ex carcere di Palermo, Attac Palermo, Unione degli Universitari, Laboratorio Coska, Lega ambiente di Partinico, Patto per la salute e l’ambiente di Partinico, Giovani comunisti Palermo, Rifondazione comunista Palermo, Rifondazione comunista Sicilia, Studenti disobbedienti, Associazione universitaria "Inflessibili", Circolo Rifondazione di Cinisi "Fanny Vitale", Associazione culturale Rizoma.

Il documento del Forum del 2004: Mafia e resistenza alla mafia a 25 anni dall’assassinio di Peppino Impastato

Sono passati 25 anni dall’assassinio di Peppino Impastato. In tutti questi anni, i familiari che hanno rotto con la parentela mafiosa, i compagni di militanza di Peppino che hanno continuato sulla strada percorsa al suo fianco, il Centro siciliano di documentazione a lui intitolato hanno condotto una lotta quotidiana per salvare la memoria di Peppino, smantellare la montatura che lo voleva terrorista e suicida, per ottenere verità e giustizia, e hanno promosso iniziative, a cominciare dalla manifestazione nazionale contro la mafia del 9 maggio 1979, la prima della storia d’Italia, che coniugavano la radicalità dell’esperienza di Peppino, la sua rottura con la famiglia, con la concretezza di un’antimafia fatta insieme di riflessione, di denuncia e di impegno sociale.

Quest’attività, spesso condotta in grande isolamento, ma che ha visto anche la collaborazione di Democrazia proletaria prima e di Rifondazione comunista poi, di esponenti di forze politiche e di varie associazioni, è riuscita ad ottenere risultati impensati fino a qualche anno fa. L’11 aprile del 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo come mandante dell’assassinio di Peppino, il 5 marzo 2001 era già stato condannato Vito Palazzolo, vice di Badalamenti, e il 6 dicembre del 2000 la Commissione parlamentare antimafia ha approvato una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini. La memoria di Peppino ha resistito al passare degli anni e ultimamente, grazie anche a un film che ha avuto e continua ad avere un grande successo, la sua figura è nota a centinaia di migliaia di persone.

L’anno scorso varie realtà impegnate su diversi terreni (dalle attività socio-culturali all’impegno per la pace, dal movimento contro la globalizzazione ai centri sociali) hanno dato vita al Forum sociale antimafia "Peppino Impastato" che dal 9 all’11 maggio ha promosso una mobilitazione nazionale, con varie iniziative (forum tematici, spettacoli, manifestazioni) che hanno approfondito i temi dell’antimafia sociale e hanno portato a Cinisi migliaia di persone che vedono in Peppino un punto di riferimento essenziale per la sua capacità di legare insieme militanza politica, impegno sociale, creatività culturale. Quest’anno vogliamo rilanciare il Forum sociale antimafia sulla base di un programma che mette al centro le manifestazioni che si svolgeranno a Cinisi nel maggio prossimo, ma si articola in iniziative di discussione, incontro, mobilitazione che si svolgeranno nelle località in cui operano le varie associazioni che hanno promosso il Forum e anche altrove.

Il venticinquesimo anniversario dell’assassinio di Peppino cade in un contesto internazionale nazionale e locale quanto mai preoccupante. La guerra all’Iraq, scatenata nel più assoluto dispregio del diritto internazionale, mira non solo ad accaparrarsi le ingenti risorse petrolifere di quel paese ma soprattutto a costituire un ordine mondiale fondato sull’arbitrio del più forte. L’intervento militare viene presentato come lotta al terrorismo ma lo rinfocolerà in tutte le sue forme. Invece di affrontare e risolvere politicamente i problemi, a cominciare dalla questione palestinese, la scelta dell’azione armata apre una prospettiva di insicurezza permanente, di violenza militare a cui si risponde con la violenza disperata dei gruppi che praticano l’attentato suicida come guerra dei più deboli. In questo quadro, che si inserisce perfettamente dentro processi di globalizzazione che approfondiscono e aggravano divari sociali e squilibri territoriali, le mafie troveranno nuovo alimento per i loro traffici e le loro politiche di sopraffazione e di dominio.

Il governo Berlusconi continua a perseguire una politica di legalizzazione dell’illegalità e di privatizzazione del potere che recepisce aspetti del modello mafioso e costituisce un contesto quanto mai favorevole per il rafforzamento e l’espansione dei soggetti criminali. A livello regionale il governo di centrodestra rilancia la politica familistico-clientelare, progetta di fare della Sicilia una zona franca spalancata ai traffici illegali in un’area euro-mediterranea consacrata al libero scambio e ospita nel suo seno un assessore colto a colloquiare telefonicamente con mafiosi nel tentativo di aiutarli a riprendersi i beni confiscati. Nel 2002 il consiglio comunale di Cinisi è stato sciolto per infiltrazione mafiosa e mentre ai funerali del figlio del capomafia si sono viste accorrere centinaia di persone la partecipazione della popolazione locale alle iniziative contro la mafia continua a essere inadeguata, ma cresce l’interesse dei più giovani. La deindustrializzazione della Sicilia, con la crisi dei grandi gruppi impreditoriali presenti nell’isola e la chiusura o il drastico ridimensionamento degli stabilimenti industriali, dalla Fiat di Termini Imerese all’Imesi di Carini, alla Keller, mentre gli operai di Gela e di Priolo sono costretti a scegliere tra vivere disoccupati o lavorare con la certezza di contrarre malattie mortali, si coniuga con la diffusione del lavoro nero e precario e offre nuovo spazio all’economia illegale.

Le iniziative del prossimo maggio cercheranno di affrontare alcuni di questi temi, collegandoli con le risposte che le mobilitazioni degli operai, degli studenti, dei disoccupati, dei senzacasa, il movimento per la pace e contro la globalizzazione neoliberista hanno cominciato a dare. Il programma di quest’anno prevede le seguenti iniziative:

Giovedì 1° maggio: partecipazione alla manifestazione di Portella della Ginestra per chiedere che venga fatta piena luce su tutte le stragi che hanno insanguinato l’Italia. Sabato 3 maggio, ore 16,30: incontro-dibattito su 25 anni di impegno per la verità e la giustizia. Le sentenze di condanna di Palazzolo e Badalamenti per l’assassinio di Peppino Impastato.

Venerdì 9 maggio, ore 9: iniziative nelle scuole di Cinisi, girotondo per la pace, mostra fotografica. Ore 11: apposizione di lapidi sulla tomba di Peppino e sul casolare vicino ai binari dove è stato ucciso, di tabelle sul lungomare Cinisi-Terrasini, preparazione di murales. Ore 16: Forum su Mafie, guerre e globalizzazione. Ore 19: lapide sulla sede di Radio Aut e fiaccolata da Radio Aut alla piazza di Cinisi. Ore 22: spettacoli in piazza.

Sabato 10 maggio, ore 10: iniziative delle associazioni che promuovono il Forum, tra cui Forum su Donne, mafia e antimafia, Informazione e controinformazione, Neofascismo oggi. Ore 16: Forum su Mafia, deindustrializzazione e sviluppo alternativo e proiezione dei video "Fuori dai cancelli", dell’Archivio storico del Movimento operaio e "Vertenza Imesi" di Telefabbrica. Ore 21: spettacoli e festa al Campo sportivo.

Domenica 11 maggio, ore 10: Forum: Mafia, politica e antimafia istituzionale. Ore 16: Forum su Esperienze di antimafia sociale. Chiusura dei lavori dei Forum. Ore 21: spettacoli.

Dal 9 all’11 maggio sarà operativa a Cinisi Teleaut, che darà voce a tutte le realtà del Forum e documenterà le varie attività.

Promotori: Famiglia Impastato, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di Palermo, Associazione "Peppino Impastato" di Cinisi-Terrasini, Circolo "Musica e Cultura" di Cinisi, Associazione "Radio Aut", Arci Palermo, Libera Palermo, Associazione "Non solo Alive" Palermo, Ciss - Cooperazione Internazionale Sud-Sud, Gruppo Nemo Marsala, Circolo Metropolis di Castellammare del Golfo, Comitato resistenza anticapitalista Palermo, Giovani Comunisti Palermo, Rifondazione comunista Palermo, Sinistra giovanile Cinisi-Terrasini, Attac Palermo, QuartodeiMille.

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Il manifesto del Forum sociale antimafia 2005

Intervista a Felicia Impastato

Intervista del 2003, in occasione del Forum Siciale. A cura di IMC Sicilia. Fonte: Indymedia.
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