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Il Comitato Parchi sulla TRE giorni Unesco a Siracusa

La Sicilia, fedele ai suoi paradossi, la stessa degli abusivi, delle coste vandalizzate, dei siti archeologici accerchiati, dei centri storici trascurati, dei saccheggi urbanistici, delle sanatorie edilizie più estese d’Italia, è divenuta la regione a più alto tasso di siti dichiarati patrimonio dell’Umanità ed inseriti nella lista Unesco.

di Piero Buscemi - mercoledì 15 marzo 2006 - 3961 letture

Quella che segue, è la lettera-relazione inviata dal Comitato Parchi di Siracusa, tramite la figura dell’Avvocato Corrado V. Giuliano.

Organi di Stampa

Assessorato ai BB AA e CC Regione Sicilia

Assessorato al Turismo Regione Sicilia

Soprintendenza ai BB AA e CC Di Siracusa

Sicura soddisfazione per la tre giorni UNESCO a Siracusa, velo pietoso su passerelle e mondanità e propaganda (perfino Lunardi, premio Attila!)

La Sicilia, fedele ai suoi paradossi, la stessa degli abusivi, delle coste vandalizzate, dei siti archeologici accerchiati, dei centri storici trascurati, dei saccheggi urbanistici, delle sanatorie edilizie più estese d’Italia, è divenuta la regione a più alto tasso di siti dichiarati patrimonio dell’Umanità ed inseriti nella lista Unesco.

La dichiarazione per Siracusa, e le iniziative di questi giorni divengono così una utile occasione di indagine degli effetti concreti della dichiarazione Unesco.

La dichiarazione Unesco per Siracusa e Pantalica di Luglio 2005 aveva a fondamento un impegno preso sin dal Gennaio 2004 tra Comune, Regione e Ministero, “di coordinarsi e a collaborare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, al fine di evitare sovrapposizioni di interventi e per massimizzare i risultati ottenibili per la salvaguardia del patrimonio. per la tutela e la riqualificazione paesaggistica dei relativi territori. “

Inoltre i lavori promossi dall’UNESCO tra settembre e dicembre 2004 avevano, almeno sulla carta, definito gli obiettivi generali e le strategie operative per la gestione dei territori interessati dalla dichiarazione, il piano di gestione, rimasto sostanzialmente secretato dal Ministero, dalla Regione e dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali Culturali di Siracusa, prevede nel medio termine (gennaio 2005 » dicembre 2010) la fase di “Attuazione degli interventi”.

Nel piano di gestione che enfaticamente ha accompagnato la dichiarazione UNESCO, sono previsti tre diversi ambiti territoriali di riferimento, ineludibili, i primi due abbracciano un’area “cuscinetto”(buffer zone) ed un’area “rossa”(core area) che comprende tutte le Mura Dionigiane, da Belvedere e Castello Eurialo sino Ortigia e l’intero Porto Grande compresa l’area de fiume Ciane, ed un terzo ambito relativo ad un territorio più vasto per il quale l’UNESCO non ha definito un perimetro preciso ma piuttosto una serie di azioni strategiche variamente articolate nel territorio.

In questa previsione è evidente, ad esempio, che l’ipotesi invasiva prevista dal nuovo PRG di Siracusa dei 200.000 metri cubi di nuovo costruito all’Epipoli, in quella che pudicamente vien definita “ricucitura” tra Open Land e le rovine del Castello Eurialo, costituisce una aperta contraddizione con quella azione strategica prevista dalla dichiarazione UNESCO.

L’impegno che lo Stato, e con esso Regione e Comune hanno preso con l’iscrizione di Siracusa nella lista UNESCO non può essere eluso con le iniziative di propaganda alle quali sino ad oggi abbiamo assistito.

Di tutto ciò questa tre giorni non ha reso alcun rendiconto, o almeno esso non è emerso dalle notizie stampa, aspettiamo che la Soprintendenza faccia di questi lavori un ampio e dettagliato rendiconto per il pubblico più attento. L’Assessore al Turismo ha dichiarato che “l’attività profusa per i piani di gestione è stata riconosciuta dall’UNESCO quale migliore direzione per approdare alla parte più complessa dell’argomento ...”, il suo collega di governo però ha emanato una circolare nella quale sostanzialmente invita a rivedere tutti i vincoli di protezione: a chi credere ?

Non è noto però ancora quale sia questa direzione e quali siano i contenuti concreti e quale lo stato dell’arte.

Va ricordato che una delle principali preoccupazioni dell’organismo internazionale è proprio quell’ “Inquinamento del paesaggio” al quale le strategie e gli obiettivi per la gestione del sito dell’UNESCO tendono , con misure previste anche a lungo termine (2005 - 2035), mediante quella “riqualificazione del paesaggio in quelle parti che hanno subito alterazioni, in particolare nel corso della seconda metà del XX secolo.”

Il piano di gestione UNESCO nel proprio Obiettivo 1, azione 1, mira esplicitamente a ridurre i rischi di compromissione di quei territori con una serie di misure che dovranno obbligatoriamente promuovere la Redazione dei piani paesistici dettagliati per le aree dei territori dei Comuni di Siracusa, Ferla e Sortino interessati dal Sito, e nuove indicazioni per il redigendo Piano Regolare Generale di Siracusa. in tempi strettissimi, tre anni per lo studio del Paesaggio, due anni per le indicazioni per il PRG di Siracusa.

Nonostante questa tre giorni, almeno per quanto è emerso dagli organi di stampa, Il Piano di Gestione approvato insieme alla dichiarazione UNESCO, continua ad essere sostanzialmente secretato, pur prevedendo il piano di gestione tre organismi, se ne sconosce la composizione e l’attività.

Non abbiamo potuto apprendere da questa tre giorni se il “COMITATO DI PILOTAGGIO” chiamato , quale primo livello della struttura di gestione, a “verificare l’effettivo avanzamento del piano,e a valutare i rapporti relativi al monitoraggio e prendere le conseguenti necessarie decisioni per la prosecuzione del processo di gestione” abbia iniziato ad operare; né conosciamo i componenti e l’operato dell’altro organismo previsto, il GRUPPO DI LAVORO che dovrebbe oggi lavorare alla redazione del piano; né è stata data mai sino ad oggi, ad oltre un anno e mezzo dall’inizio dei lavori promossi dall’UNESCO (settembre e dicembre 2004), alcuna notizia della esistenza ed operatività della prevista SEGRETERIA PERMANENTE, che ha il delicatissimo compito di organizzare ed archiviare tutta la documentazione relativa al piano e di tenere i contatti con il pubblico, con la stampa e con ogni altro soggetto interessato per fornire notizie sull’attuazione del piano.

Auspichiamo che sia stato soltanto un carenza di informazione esterna sui lavori.

Questo Comitato per conoscere lo stato di attuazione delle prescrizioni UNESCO e la composizione degli organismi, ha invitato con formale domanda di accesso a Novembre 2005, sono ormai cinque mesi, tutti gli organi interessati, Ministero BB CC, Assessorato BB AA CC , UNESCO Italia, Presidenza del Consiglio ,Soprintendenza ai BB AA CC di Siracusa. Soltanto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali a fine gennaio 2006 , dopo la visita e le cerimonie con Ciampi a Piazza Duomo, ha risposto di avere soltanto ai suoi atti la documentazione inviata a Parigi ai fini dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale e di non avere acquisito nessun altro documento relativo al Piano di Gestione, né di avere informazioni degli organismi gestionali previsti, e che depositari di tali informazioni devono dirsi “esclusivamente” le competenti autorità siciliane. Eguale risposta a fine gennaio 2006 è pervenuta dalla Commissione Nazionale Italiana UNESCO.

Il silenzio invece dalle autorità siciliane, così disposte ad indugiare in vernissage e conviviali di governo.

Nessuna altra risposta è pervenuta da quegli organi demandati alla gestione Assessorato e Soprintendenza. Occorrerà ricorrere al giudice amministrativo per avere garantito il diritto all’informazione?

Ci apprestiamo a richiedere ora gli atti, se ci sono (al netto della propaganda) di questa ultima tre giorni, indubbiamente ripetiamo di grande prestigio, ma che ha lasciato soltanto emergere un aspetto, e speriamo di incorrere in errore per carenza di informazione, che non può essere quello esauriente né coerente, e cioè la spendibilità sul mercato del turismo della dichiarazione, sostanzialmente quello che i più attenti osservatori dei fatti UNESCO temono, e cioè la mercificazione del bene culturale prima della sua tutela e conservazione per le generazioni future.

Cogliamo l’occasione per rinnovare l’invito ad Assessorati Regionali e Soprintendenza di Siracusa a rendere le prime più elementari informazioni sugli organismi e sullo stato di gestione.

Siracusa 13 marzo 2006

Comitato Parchi Avv. Corrado V. Giuliano


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