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Il Clown Nanosecondo ed il suo angelo custode Mercurzio alle prese con i sogni d’amore....

Ma tu non stai nella “corte dei miracoli” …e allora perché non me ne fai uno …….io sono un semplice pagliaccio ….clown chi sa. Continuo a muovere le labbra convinto di parlare, ma il suono sempre più gutturale diventava un gracidare inascoltabile, una parodia della voce, tanto che nemmeno l’aria ci fa più caso.

(continuazione dalla prima parte)

di Enzo Maddaloni - martedì 11 agosto 2009 - 4307 letture

NANOSECONDO: Adesso… Basta! E, via, Mercuzio, basta! Stai parlando del nulla! Pure i tuoi sogni d’amore so sfigati… mentre le mie sono fiabe leggere …che poi si avverano d’avvero. Basta solo riconoscersi ….nell’amore ….come Davide e Mariateresa che riconobbero il loro amore e così l’amore trionfa.

MERCUZIO: Sì, di sogni, che sono i figli d’un cervello pigro, come quello di una ragazza clown che conosco molto bene …e che anche tu sembra conosci bene …..e senza che a mi dici fesserie…tanto da quasù io vedo e sento tutto.......ma, questi sì che sono sogni fatti solo di vana fantasia, che sono inconsistenti come l’aria, più incostanti del vento, che ora scherza col grembo gelido del settentrione, ed ora, all’improvviso, in tutta furia, se ne va via sbuffando e volge il volto alle stillanti rugiade del sud......."........Oggi non ci mancano le parole ,ma ci manca chi veramente possa e voglia ascoltare.......quello che tu chiami amore non è ancora amore.

NANOSECONDO: Ma tu non stai nella “corte dei miracoli” …e allora perché non me ne fai uno …….io sono un semplice ….clown chi sa forse ancora pagliaccio ma, continuo a muovere le labbra convinto di parlare, ma il suono sempre più gutturale diventava un gracidare inascoltabile, una parodia della voce, tanto che nemmeno l’aria ci fa più caso. A volte parlo d’amore e l’amore se ne và con il vento……come dici tu ......mentre io cerco invano di acchiapparlo …anche con il mio aquilone.

MERCURZIO: siete due pagliacci …..in passato…. sono anche rimasto impressionato del tuo tuonare ….di chissà quali oscuri artifici e indovinelli, cavillando sempre, incespicando sul canovaccio di quattro sillabe noiose e scopiazzate, recitando quella farsa alla quale tu solo prendevi parte. E, cosi hai pagato! Per fortuna la lezione ti è servita per capire che non sei immortale? Tu! Rigurgitavi gli acidi indigeriti della tua pochezza, gli effluvi della tua invidia malcelata, il tuo veleno ormai scaduto, di pozione magiche fasulle. Ma era solo acqua marcia il beverone, liquame, un’impostura pagata cara al mercato delle pulci. Non te ne sei accorto mai, non sapendo separare quel sapore dal tuo fetore. E invece strascicavi da lebbroso indefiniti strali, riproponendo in salse nuove parole vecchie e pretenziose, e le cantavi pure male.

NANOSECONDO : non sono stato mai riconosciuto dagli altri come vuoi che non mi trasformassi in clown e da inascoltato iniziassi ad urlare senza minacciare più come prima però, ma spegnendo la mia voce come povera cosa di stracci e fango, nell’indifferenza di chi, a suo dire, era colpevole di non saper sentire. E, così me ne sono andato in giro, nelle notti solitarie, cercando una parola che mi desse quiete, ma essendo un attore cane, anziché memorabili dialoghi non ho composto, ma solo scopiazzato. Più che scrivere cose ho …perché non so scrivere e faccio un sacco di orrori …..ho cercato solo di far raccontare agli altri fiabe magiche, e cosi ho cercato di guarirli da brutte malattie dell’anima, riponendo i testi come mi hai detto tu nella mia biblioteca dell’anima,... senza comporre testi di un carosello stanco e lunghe giaculatorie con troppi vocativi e poche evocazioni , semmai approfittando in mala fede di queste confidenze per scrivere libri ed andarmeli a vedere da solo....semmai menandomela come fà un poeta-scrittore di muri morti che conosci anche tu. Francamente ne faccio a meno.

MERCURZIO: Beh adesso vattele a rileggere queste cose che stai custodendo nella biblioteca dell’anima fino a convincerti che mai suono fu più incalzante, assoluto, estremo, potrà uscire da tutte questi libri dell’anime per dirti dove sta il tuo sogno d’amore. Sai Nanos mi stai facendo diventare anche me un Clown e rido beffardo, dei tuoi stupidi acciacchi d’amore convinto com’eri, d’aver sferrato un colpo da maestro. E sorrido maligno ……..e non lo dovrei fare perché sono un angelo anzi ormai quasi arcangelo ..lo so ma è più forte di me …..sarà il mio clown bastardo come dici tu…..che credendo che l’invettiva non potesse non cogliere nel segno, cullato dalla presunzione sorda, da fallimenti camuffati in nobili rinunce, dalla soddisfazione di trasformare in parole rabberciate il verminaio che è rappresentato dal Tuo muoverti nel mondo, e il Tuo lacero pensare non ti accorgi che ancora non sei un clown (uomo intero) come dici Tu…..ma un macilento pagliaccio, cattivo e becero, che disprezza le emozioni vere perché non è capace di provarle. E così rimani lì, tra bucce di patate e vino aceto, ad attorcigliarti su te stesso, a specchiarti nei laghetti delle vite altrui e non ti accorgi che l’acqua è gialla e che sono tutte latrine illudendoti di riuscire a fare qualche “magia gentile” e sperando così che il lerciume si trasformasse non in deforme e grottesche immagini di se, ma che rinnovasse l’illusione di ognuno d’essere un divo immortale e poter riuscire così ad essere amato come dici tu "incondizionatamente". Rido!

Ma come puoi pretendere che il mondo può preferire uno di questi Te o un altro se c’è qualcosa che il tuo gusto non sente, che anzi repella infastidito? E quali erano le vette dell’amore irraggiungibili che altri sfioravano con leggerezza insospettata nei tuoi laghetti magici? Non sono, mai esistiti. Laghetti magici, tutte palle da smidollati, come tutti i tuoi clown, tutte fantasie di chi declina troppo spesso al sogno e alla fantasia.

NANOSECONDO: Mercurio angelo mio oggi mi hai fatto una mondezza e neppure mi sono accorto, infine, di non saper dire. Dire nulla che potesse scalfire istanti, o stagioni, o giorni, dei miei amori liberi, incondizionati, rispodnerti che tutto questo che dici non è vero..che non può essere vero...perchè io ho amato veramente. Certo adesso capisco mi stai mettendo alla prova. E, si io questi amori li ho provati d’avvero anche se spesso non li ammetto perché ho paura di ferire. Sarebbe brutale per me amare e ferire. Molti si illudono d’amare l’altro ma feriscono continuamente se stesi e gli altri. Credo che l’amore...le cose che riguardano l’amore..., non sono scindibili in maniera netta un po’ come il grano e la zizzania, come il bene e il male, solo alla fine della vita puoi ammettere a te stesso che hai provato ad amare e così forse in quel momento ti sarà riconosciuto l’amore, quello che non ti appartiene perché appartiene solo all’altro. Quell’amore che appartiene all’esistenza di tutti e che ti viene dato ....e che torna e si intreccia all’esistenze di tutti quelli che ti hanno riconosciuto in questo viaggio che ho intrapreso alcuni anni fà con la mia moto del tempo. Il tempo che ci è dato non è fatto per amare ma per condividere un viaggio. Un viaggio che ci condurrà , solo alla fine, a quell’amore vero assoluto dove non puoi più far male a nessuno, perchè tutti si amano incondizionatamente. Il rischio è che si continui a perpetrare l’inganno usato fino ad ora, fingendoci dentro una platea intimidita e devota che non c’era mai stata, semmai come dici tu rivomitando quelle quattro frasi scopiazzate e saccheggiate ad altri …questo è vero e te lo confesso …così come sto facendo adesso che mi sento un "Montecristo" sperduto su un’isola deserta dove non ho ancora incontrato neppure Venerdì che mi faccia compagnia …..nel mentre mi accorgo che neppure loro ..i miei amici clown ….sono riusciti ad essere amati, perché nessuno ancora li ha riconosciuti.

MERCURZIO: Ogni tanto la sera, ti sento passare, mentre guidi la tua moto del tempo e te l’ho detto un sacco di volte cerca di andare più piano di me se no ti sfarvechi dentro uno spazio temporale e so fatti tuoi al di la del casco ad effetto memoria …..rido dei contrari di ciò che senti, e se miagola un cane, tu riesci ad abbaiare orgoglioso tanto per risuonare dell’opposto suono. Incespicando declami che il mondo non è una fogna ma comunque ci sguazzi da suino felice, ed insulti quelli che ti passano accanto “perché sono maiali”! Attingi al Tuo formulario disadorno, anatemi sul giusto e il corretto; Ti glorifichi avvolgendoti nella luce sporca dei lampioni facendo pensare che sia luce divina e cerchi di sederti beato su un bidone della spazzatura, gonfiando i polmoni di quel salubre odore e tra i ratti saluti i tuoi superstiti seguaci. Prima o poi verrò a spezzarti le reni a te che credi di saper volare, e te lo dirò con estrema chiarezza, che i miei trucchi a differenza dei tuoi ti faranno male! Domani mi sentirai tuonare!

NANOSECONDO : ….Mercurzio angelo mio…ma perché mi parli in questo modo? Io non voglio che tu mi faccia un miracolo, voglio solo essere riconosciuto, così come sono, per ricevere e dare un po’ d’amore.

Poi un rutto ruppe il silenzio di quella notte ripugnante, l’unico suono vero di quell’insulso parlare.

(Continua)

Fonti: Dialogo immaginifico tra Il Clown Nanosecondo e il Suo angelo Mercuzio libero adattamento de “LA CORTE DEI MIRACOLI, 1. IL PAGLIACCIO” di Montecristo

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