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Il Clown Nanosecondo e l’Ippopotama che non sapeva volare...



martedì 5 maggio 2009, di Enzo Maddaloni - 221 letture

Aho!

Ippopotama, sai, costruisco solo castelli in aria……e cerco anche di capire come realizzare nuove fondamenta.

"Prova con un po’ di cemento vibrato!" Le rispose, l’Ippopotama.

Ma, sai ci ho pure provato. Ma, mi sono crollati. Ora sto provando con note vibranti. L’altro ieri ho fatto un incontro con un esperto suonatore e gli ho chiesto se me le suonava un po’.

"Sai Nanos, mi sento un po’ Iippopotama e sta cosa del volare su castelli per aria ….mi resta un po’ difficile, ma adesso che ci sei tu cercherò con la magia lillà di trasformare l’Ippopotama almeno in una streghetta fascinosa e ammaliante, un po’ infantile e nu bell poco femmina. Baci e grazia celestiale a te e al tuo angioletto e alla sua Cherubinedda. Sei nel mio cuore."

Sai Ippopotama, Mercurio mi ha detto che la vita è come un volo di farfalla e tutti possono volare leggeri. Ti auguro di volare leggera.

Forse ci aiuterà il maestro sabato mattina con Ivanuccia e il Dr. Vago. Stiamo costruendo una Clownbanda per provare a far vibrare nuove note e tenere tutti su per i castelli in aria inseme a tutti gli animali. Adesso sono a cena con loro e ci stiamo studiando il problema.

A volte gli sguardi arrivano da lontano insieme alle idee nuove e a volte non ci accorgiamo nemmeno di chi ci guarda e sta “ammirando” mentre ci escono un sacco d’idee dalla testa che loro vedono e noi no.. Ah! ...abbiamo scoperto che anche le Ippopotame possono volare. Stanne certa quindi non ti assomatizzare.

Io volo da parecchio, te l’ho detto, e Mercurio mi ha già assicurato che custodirà nel cerchio questa mia capacità anche se non ha trovato ancora il parcheggio per la mia moto del tempo per quando mi dovrò fermare davanti al castello per aria. Sai, non hanno ancora risolto il problema del parcometro senza tempo. Specialmente poi vicino ai castelli per aria, li c’è sempre divieto di parcheggiare.

Aho! Nanos, io ho bisogno di volare e tu perdi tempo ancora a ricercare?

Aho! Scusami Ippopotama e si lo so, ma dammi un po’ di tempo. Oggi pomeriggio vado sulla spiaggia ad aspettare che il soli tramonti per riflettere anche in compagnia del mare. Su quanti giorni mancano per farti ritornare a volare. Lo sai solo attraverso il cuore puoi tornare volare ed ora nei tuoi occhi ho anche rivisto il mare, ma io per terre e per castelli devo andare, a cercare magie gentili per farti volare prima che la strega di trasformi di nuovo in fata.

Certo a me piacciono un sacco anche le streghe. Ne ho conosciute alcune nel passato e, non mi sono mai spaventato. Loro sono donne liberate, da tutti gli incantesimi e dal male. Non sono tutte brutte come le possiamo immaginare. Perchè la loro bellezza se nascosta per non farsi trovare. La loro bellezza non sta nell’apparenza ma nella loro dignità di donne liberate con tutte le magie che da sole sono riuscite a realizzare.

Una di loro sai mi sta aiutando perchè strega si ma sempre donne pronte ad amare. Hanno un cuore che ha bisogno d’incantamenti e a volte non ce la fanno a sopportare perchè i loro sono amori troppo grandi per essere umani.

Oggi chiederò a Mercurio di mettersi vicino alla riva del mare, per ascoltare tutte ogni goccia e le rose di rugiada che salgono dal mare. I tuoi occhi sopra il cielo cianno da raccontare. E, se la spina che hai lasciato può far male, nel mio cuore la lascerò conficcata pur di riuscire a farti volare.

Mercurio mi ha detto che: ".. i petali di rosa bagnati, dalle gocce di rugiada che salgono dal mare, possono trasfoarmare ogni cosa e farla volare. Con un petalo di rosa ti dovrò accarezzare e trasformarti da Ippopotama in Gabbiana.

E’ delicato, la Gabbiana ed è la sola che sa danzare con le onde del mare insieme anche ad Ippopotame e Calamari.

Oh Strega incantatrice e Clown ammaliatori, ho visto come si possono trasformare, ed essere messi al rogo per accendere l’amore …o, semmai come d’incantamento presi con il vento e portati in volo sopra le onde del maltempo …e con velieri veloci più del vento, restare abbracciati anche nella tempesta anche se non finisce mai.

Così Mercurio disse a Nanos: “Il mare mi ha risposto e mi ha detto che l’acqua è la nostra coscienza, è la memoria della notte di tutti i tempi, e sa che c’è bisogno di far volare ogni tanto gli aquiloni con le nostre anime anche in compagnia degli ippopotami e delle rane.

Sai Nanos...Serve per guardare dall’alto un po’ diversamente il nostro mondo fatto a volte più di fogliame autunnale che di petali di rose per nuziali, e così ritornare almare..solo cosi si possono continuare a costruire Castelli in aria reggendoli solo con la voglia di volare.

E, cosi sono riuscito a guardarmi da lontano, con te laggiù, sulla spiaggia mano nella mano nel mentre un sacco di aquiloni ritornavano volare con i gabbiani e le onde del mare.

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