Sei all'interno di >> :.: Culture | Libri e idee | Racconti |

Il Clown Nanosecondo e il suo angelo Mercurzio alle prese con un sogno d’amore...

..sottotitolo: La vera leggenda di Davide e Maria Teresa (Romeo e Giulietta del sud) e degli amori di Nanosecondo....

(continua)

di Enzo Maddaloni - lunedì 3 agosto 2009 - 4429 letture

NANOSECONDO - Stanotte ho fatto un sogno.

MERCUZIO - Anch’io.

NANOSECONDO -Davvero. Ma, come pure gli angeli sognano adesso? E che cosa hai sognato?

MERCUZIO – Gli angeli soggiacciono spesso ai sogni degli uomini ...

NANOSECONDO - Che soggiacciono! Giacciono. A MERCù t’ADDORMi pure tu … ma, io sapevo che non dormivate mai per custodirci a noi mortali … e che diamine avvisami però se non mi lasci incustodito? Ma tieni pure tu il sostituto? Fammelo almeno conoscere …. E per sognare cose vere spero?

MERCUZIO - Ah, ho capito: da te c’è stata la Principessa Naiza.

NANOSECONDO – Principessa Naiza ? Chi diavolo è costei? Quella sbrindellata di Angela che non mi risponde mai quando la chiamo a citofono ….. mi sembra la bella addormentata nel bosco.

MERCUZIO – Ma che dici Nanos …. Naiza è la mammana del regno delle fate; e si presenta sempre in una forma non più grossa d’una pietruzza d’agata al dito indice di un assessore; viaggia su un equipaggio trainato da una muta di piccoli esserini, e si posa sul naso di chi dorme; i raggi delle ruote di quel traino sono formati da zampe di ragno, il mantice dall’ali di locuste, le briglie da sottili filamenti d’esili ragnatele; i pettorali dai rugiadosi raggi della luna; la frusta ha il manico d’osso di grillo e la sferza d’un filo sottilissimo; il cocchiere, a cassetta, è un moscerino tutto grigio-vestito, non più grande della metà d’uno di quei vermetti che si tolgono fuori con lo spillo dal dito d’una pigra fanciulletta; il cocchio è un guscio cavo di nocciola lavorato così da uno scoiattolo falegname o da qualche vecchio tarlo; son essi i carrozzieri delle fate l’uno e l’altro, da tempo immemorabile. In questo arnese, Naiza la tua bella principessa va cavalcando, la notte, pei cervelli degli amanti, e allora questi sognano d’amore; o per le rotule dei cortigiani che sognan subito salamelecchi; o sulle dita d’uomini di legge che sognan subito laute parcelle; talvolta sulle labbra delle dame, e queste sognano d’esser baciate, e spesso sulle loro labbra Naiza irritata dai loro fiati guasti pei troppi dolci, lascia delle pustole. Talvolta anche galoppa su pel naso d’un sollecitatore di favori a pagamento, e quello, allora, in sogno, sente l’odore d’una petizione; talvolta va a solleticare il naso col crine d’un porcello della decima, ad un prevosto e quello allora sogna un altro benefizio parrocchiale. Talora passa con il suo equipaggio sul collo d’un soldato militare, e allora questi sogna a tutto spiano di tagliar gargarozzi di nemici, brecce, imboscate, lame di Toledo, brindisi con bicchieri senza fondo; poi, d’improvviso, gli rulla all’orecchio il tamburo e lui salta su di botto, si sveglia, e dopo avere smoccolato per la paura un paio di bestemmie, se ne ricade giù, morto di sonno. È quella stessa Naiza che nella notte intreccia le criniere dei cavalli e fa dei loro crini sbarruffati, unti e bisunti, dei magici nodi che a districarli portano disgrazia. È lei la maga che quando le vergini giacciono a letto con la pancia all’aria, le preme perché imparino a "portare" e le fa donne di "buon portamento". È lei che...

NANOSECONDO - Basta, via, Mercuzio, basta! Stai parlando del nulla! Naiza dorme sempre e sogna pure gorilla tutti pelosi che se la vogliono sbaciucchiare tutta. Io non ho capito niente di questi sogni……..che si fa lei ed anche tu non ci scarzei…però! Ma com’è pure gli angeli so andati di testa qui, quo, qua?

MERCUZIO - Sì, di sogni, che sono i figli d’un cervello pigro, fatti solo di vana fantasia, che sono inconsistenti come l’aria, più incostanti del vento, che ora scherza col grembo gelido del settentrione, ed ora, all’improvviso, in tutta furia, se ne va via sbuffando e volge il volto alle stillanti rugiade del sud.....

NANOSECONDO – Ma hai avuti i cubi stanotte Mercurzio ….. roba da tagliarsi le vene ….. ma gli angeli non sognano cose belle …..? E, semmai vanno in sogno cercando di trasformare quelli dei loro custoditi …… ma fa che prima di andare a dormire ti sei letto il romanzo di Romeo e Giulietta? Ma quelli so proprio sfigati! Poverini. Ma lo sai che sta storia è stata stroppiata da quello sciagurato di William (me sembra il nome di un dopobarba) ..poverini li ha fatti morire ….ed invece la vera storia che apparteneva ad un sogno vero si è avverato! Grazie ad un Angelo bravissimo che gli ha fatto una “magia gentile” come le faccio io ……Dai mo te lo racconto un bellissimo sogno d’amore e pure a lieto fine. Ma tu guarda dovresti essere tu che mi racconti sogni a lieto fine ed invece devo essere io …..pure a consolarti dei tuoi cubi. Questa è la lapide che puoi trovare ancora oggi a testimonianza che i sogni si possono avverare e racconta la storia di due amanti. Per te è pure più facile sapere ….puoi parlare anche con i loro Angeli ….credo che siano ancora vivi. E che diamine siete immortali come Secchione!

«La pace è portata qui dove la spada uccise i corpi. Inorridisco nel riferirlo. [...] I fratelli di Francesco cercano di convincere i petti crudeli, con l’aiuto della Vergine predicano buone parole a questa gente, così abbracciarono le destre dopo aver deposto la spada. Da ogni parte convengono quanti negli animi e nelle opere edificarono il tempio a cui è stato dato il nome della Pace».

Ora questa lapide del 1874 edificata nella Chiesa di Santa Maria della Pace a Montecorvino Rovella, dobbiamo partire per raccontare la storia (overa) di Davide e Maria Teresa, rampolli di due potentissime famiglie montecorvinesi, gli Arminio della frazione Nuvola, e i Damolidei di Ferrari, ribattezzati i "Romeo e Giulietta del Sud", e qua fammelo dire quello screanzato di William Shakespeare si è fregato la nostra storia. Gli inglesi so un po’ bastardi come i clown.

Sai da questo sogno d’amore anche Masuccio Salernitano ha scritto una novella (la XXXIII del "Novellino") , parlando di questo sogno d’amore di due giovani.

Devi sapere che nel 1971, Nunzio, era capo scout, incaricò alcuni giovani lupetti di andare in cerca del tesoro “una storia d’amore bellissima”. Certo sembrava più una leggenda, avvolta nel mistero ma, dopo che i lupacchiotti e le lupacchiotte scout si misero in cerca. Cerca, cerca incontrarono un Frate Francescano dal “complesso monumentale” … si sentiva un padreterno, insomma il Signore della Pace Celeste e figurat manco a farlo apposta indovina come si chiamava? E, si Padre Emanuele D’Arminio … ma tu ci pensi come quello sfigato di Franco …. ma a differenza di Franco che trova le cartoline che scrivono i morti … Padre Emanuele che pure è morto nel 1978…pare pure lui mentre si aggiustava la barba fuori al balcone …. ha trovato un quaderno con una copertina nera scritto da un altro morto con sopra in grande e bella vista "Fatti e misfatti della famiglia D’Arminio". Uelà gridarono i lupacchiotti e le lupacchiotte…. abbiamo trovato un tesoro di storia d’amore.

Tu pensa però che in quelle pagine si faceva riferimento alla storia delle battaglie tra le famiglie Arminio e Damolidei e alle vicissitudini amorose ed al sogno di Davide e Mariateresa.

Comunque mo non ti faccio tutta la storia delle due famiglie rivali che so vissute nel 1400 a Montecorvino Rovella, erano le due famiglie più agguerrite e spietate, che senza alcuno scrupolo, facevano strage dei prigionieri catturati, squartando i corpi, poi avvolti in pacchetti di carta e venduti a caro prezzo alle famiglie originarie. Affinché gli venissero consegnati però, ogni volta che avveniva una cattura, il banditore della famiglia che l’aveva operata, si recava nel territorio dell’altra per annunciare l’esecuzione del prigioniero. Condizione necessaria per la restituzione di ciò che restava dei corpi, era la presenza al momento delle esecuzioni.

Ed è proprio durante una di queste esecuzioni che avvenne l’incontro d’amore di Davide Arminio e Maria Teresa Damolidei figurat mentre si squartavano prigionieri ci fu il classico colpo di fulmine. Fu quello l’inizio di una lunga serie di incontri notturni che avvenivano grazie anche alla complicità di una guardia che li voleva un sacco di bene e di soldi che, nottetempo, faceva fuggire Davide affinché potesse incontrare Maria Teresa. Ma le loro fughe segrete durarono poco, fino a quando una sera quella guardia, che tante volte aveva coperto il suo conto in banca con l‘aiuto del giovane D’Arminio, lo tradì accettando lo stronzo più soldi da altri facendolo così catturare dalla famiglia Damolidei.

Figurat come seppe la notizia, Maria Teresa, eludendo la sorveglianza dei familiari, si consegnò spontaneamente, in un estremo gesto d’amore, alla famiglia Arminio per farsi squartare anche lei e mantenere così la tradizione familiare.

Ma i Damolidei, che erano una banda di sfegatati quando catturarono Davide non sapevano che Maria Teresa, si era consegnata ai loro nemici e di buon mattino inviarono il banditore nella frazione avversaria per annunciare l’esecuzione di Davide.

Durante la cerimonia di esecuzione, gli Arminio mostrarono a loro volta Maria Teresa perché chiaramente gli dissero se voi squartate Davide noi squartiamo Maria.

Al che arrivo un angelo travestito da Frà Beniamino che con una magia gentile…come quelle che faccio io da clown ….., riuscì a fermare lo squartamento generale dicendo alle due famiglie fate pace e fateli sposare perché se non l’avete capito questi due ragazzi si amano. Devo dire la verità che se fossero stati inglesi …e si loro cianno un caratterino …..la cosa andava a finire male e mo si capisce perché quello scemo di William a fatto morire Romeo e Giulietta doveva dar ragione al suo ego di merda…… invece in questo caso nonostante si erano squartati i prigionieri fino al giorno prima, la richiesta fu accolta e sul luogo di tante brutali esecuzioni, venne pure eretta la Chiesa di Santa Maria della Pace, mentre i due fidanzati Montecorvinesi, al contrario di quelli più sfigati di Verona che per colpa di quello sciagurato di William so morti poverini, vissero "felici e contenti".

A Mercurzio , angelo mio, ma è mai possibile che so io che ti devo raccontare le vere storie d’amore?

(continua)

FONTI: (Dialogo immaginifico tra Nanosecondo e Mercurzio tratto da un vero sogno d’amore con libero adattamento da William Shakespeare, Romeo e Giulietta, Atto I, Scena IV e della fiaba degli amanti di Montecorvino Rovella; Masuccio Salernitano novella (la XXXIII del "Novellino") che da qui in poi potete trovate anche in rete: http://lacittadisalerno.gelocal.it/dettaglio/due-amanti-di-montecorvino-rovella-sono-veri-romeo-giulietta/1524354 )


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -