...La gallina è un animale strano, un poco stupido, egoista, incapace di affezionarsi. Sembra simile a un tipo di uomini; forse l’istinto di conservazione la spinge a pensare a se stessa....
"Scene di vita di paese" in Irpinia a partire da casa di Antonio Panzone che resta nella piazzetta principale di Taurasi. Lui le desidererebbe vedere anche dal finestrino del treno Avellino- Rocchetta, ma, oggi, al posto del (dicono) lentissimo treno ci hanno messo gli autobus. Vanno più veloci (dicono). Mi sono rivisto con Lui alcuni giorni fà in occasione della Fiera Enologica del Vino di Taurasi. E’ stato un incontro, come al solito, d’altri tempi. La mia moto del tempo me lo permette.
Eppure in questo caso il tempo ha un altra dimensione e Lui ha ragione a ribadire il fatto che da queste parti "si abita il tempo" sembra immutabile non c’è nessuna differenza tra passato, presente e futuro. Anzi per certi versi sembra che più si và verso il futuro e più si torna al passato, a quel passato che doveva rappresentare un possibile futuro di quest’area (l’Irpinia).
Antonio così dopo avermi invitato a casa sua mi ha aperto i suoi album e fatto tra le tante foto anche le foto dell’inaugurazione della strada ferrata "Avellino-Rocchetta" dicendomi che: "... è un peccato che non viene più utilizzata. La stazione di Taurasi è ormai preda dei cespugli."
Eppure proprio la "lentezza" di questa ferrovia potrebbe far recuperare (invece) tutto quel "tempo perso" speso nella corsa affanosa della nostra vita attuale.
La bellezza di questo libro e che non si ferma al paesaggio, ai muri ed ai palazzi ma entra dentro le case e scava nel quotidiano aprendoci non solo alla bellezza dei luoghi ma anche all’immensa umanità che li vive.
Proprio per questi motivi questo suo libro mi ha colpito molto, perchè racconta (anche) divertenti storie (vere) di contadini e contadine (contadino: colonus, clown,...) tanto che Lui stesso mi dice che .. "Il palcoscenico era la campagna, il paese, le illusioni, i sogni. Sorridevamo di noi e. . . ci chiamavamo amici. Gli aneddoti, quasi tutti, si riferiscono a fatti locali realmente accaduti. Ogni riferimento è casualmente voluto."
Come altri libri che ha scritto anche questo ha ricevuto la collaborazione della sua amatissima moglie Adele Tammaro ed il tocco di donna si sente e si vede.
“Le galline….. Sono brontolone........ A casa ne ho sempre avuto di galline sia nella vita con i miei genitori che nella mia da adulto. Delle volte toccava e tocca a me portare loro da mangiare per cui ne conosco qualche caratteristica.
La gallina è un animale strano, un poco stupido, egoista, incapace di affezionarsi. Sembra simile a un tipo di uomini; forse l’istinto di conservazione la spinge a pensare a se stessa. Non fa vita di gruppo. Durante i freddi invernali ognuna si “ammasona”, cioè trova un suo cantuccio per trascorrere la notte, e non comprende che stando vicine l’una all’altra potrebbe affrontare meglio il freddo della notte.
Non si parla spesso nella letteratura delle galline, e neppure nel mondo contadino godono di stima per il loro carattere ambiguo, impenetrabile, scarsamente intelligente.
Malerba ha scritto un libro “le galline pensierose”, in cui, evidenziando i difetti di questo animale, fa dell’ironia sugli uomini, .
Spiritosa è la storia della gallina babilonese di tremila anni fa, che zampettava avanti e indietro su mattoni di argilla ancora tenera. Dopo tremila anni degli archeologi, durante gli scavi in prossimità di Babilonia, trovarono dei mattoni con dei segni strani incisi. Dopo studi approfonditi, alla fine riuscirono a decifrare i segni, che consentirono loro di ricostruire interessanti Pagine di storia.
Un altro racconto riferisce di una gallina anziana che, perché aveva girato un po’, raccontava alle compagne del pollaio storie di fate, streghe, maghi, principi, folletti e draghi. ”I draghi, diceva,avevano le creste come noi!”.
Fu così che le galline, convincendosi di discendere da un animale che aveva impressionato il mondo intero, si ringalluzzirono.
Allo stesso modo anche noi perché discendiamo dai Romani, i latini, gli Itali, che sono stati i padroni del mondo, ci sentiamo ringalluzziti, ci vantiamo, insomma, andiamo fieri del nostro passato, anche se poi in tante occasioni ci lasciamo sopraffare dagli altri popoli senza batter ciglio e senza rivoltarci."
"Riflessione questa che mi ha suggerito la storiella che segue",... mi spiega Antonio Panzone.
Le galline (che borbottano) schiave Osservando le galline . . .:
Circa poi la somiglianza dell’ uomo con le galline, si può senza alcun dubbio affermare che anche l’uomo borbotta come questi bipedi. . . “C’è qualcosa che li accomuna”.
Le persone (il popolo, un popolo come quello di Taurasi), le persone, dicevo, quelle che davanti ai bar e nelle nostre piazze criticano e lamentano gli abusi perpetrati da chicche e sia, borbottano. Poi, pur sapendo di avere ragione, man mano si dimenticano, e lasciano andare e passano borbottando a discutere lamentandosi di altri problemi.
Borbottano poi che bisogna lasciar correre perché il tale prepotente potrebbe. . . (?!) . . .borbottano perché si sono lasciati convincere di lasciar fare. . . borbottano . . .forse perchè chi comanda potrebbe dare, togliere (?!) .. . borbottano.. . , poi si convincono che “ lontano dal mio sedere ognuno può fare quello che vuole(?!)”. . . ma, poi, perché tutto va storto ricominciano a borbottare, come questo bipede intelligente (!?), la gallina, che pure borbotta . . . Forse qualcuno li recepirà. . . i suoi lamenti, i desideri. . . e le renderà la giusta mercede (?)
Folli . . . ?! Chi mai sarà disposto a fare la guerra per loro, per i due bipedi? . . . E intanto .borbottano. . ., ma non prenderanno iniziative. . . come non ne hanno mai prese. Qualcuno nel silenzio della notte in calici di stelle solleverà un grido soffocato “non è giustooooo?!?!?!””, ma non ci saranno echi. . .
Intanto il prepotente, il furbo continuerà a vincere ed a fare il comodo suo perché intorno ha solo gente pavida, galline che borbottano, ma non faranno più di tanto perché non sanno fare altro che mormorare, borbottare.”
Perchè ho accennato alla figura del CLown. E’ evidente, e qui per sintesi non le ho potute riportare tutte (ma ciò vale come invito a leggervi questo bellissimo libro), di queste "scene di vita - comiche" ce ne sono un’infinità in questo libro e tutte ci riportano, per certi versi, alla commedia dell’arte in Francia, in Spagna ed in Italia (agli inizi del 700) che provocò la fine della semplice figura dell’attore sulla scena e introdusse l’attore-regista, o meglio, l’attore marionetta (di se stesso:pulcinella, lo stesso clown, il folle , lo zotico, l’inurbano, il contadino, ecc).
Infatti, è alla fine del 800 che dall’Inghilterra sbarca il Clown (Andrew Ducrow) e fu per l’epoca una grande novità.
Il Clown era una figura di estrema duttilità. Clown significa appunto: lo zotico, l’inurbano, il contadino (clown deriva infatti da colonus).
In questo caso alcuni dei racconti scritti in questo bellissimo libro di Antonio Panzone potrebbero certamente trasformarsi in "gag comiche" ....come ad esempio, l’esilarante storia del contadino che deve farsi delle radiografie per verificare meglio la gravità delle sue emorroidi ed invece di farsi fare una radiografia, (ordinatagli dal medico) perchè costava troppo, si fa fare una foto del suo culo dal fotografo del paese perchè costava di meno...... Oppure, la storia della moglie spendaccione che il marito pensa che....Oppure tanti altri spaccati di vita rurale che certamente hanno ispirito anche in passato poeti, scrittori ed artisti di ogni genere, compreso tante storie fantastiche di Clown.
Per tornare solo un’attimo alla figura del Clown è quindi del colono, dello zotico, dell’inurbano, del contadino, va detto che egli non è però solo il folle. Il Clown vivendo ai "confini", ai "margini" della cosidetta "società civile" o meglio, in quello spazio tra il cielo e la terra, tra l’ordine ed il caos, è un pò come le galline di prima. E, tra il brotolare e l’incapacità di reagire, ma anche di imebeccarsi tra i suoi simili, diventa comico perchè nella sostanza ride di se e dei suoi difetti.
Forse, per questo motivo, nella storia del Clown, si pensò anche che egli aveva bisogno di una figura di equilibrio è cosi nacque il Clown Bianco e quello Augusto. Il binominio tra il Clown Augusto: il disordine-il caos; ed il Clown Bianco: l’ordine-la regola, è un pò il rapporto tra il bene ed il male, tra moglie e marito, è la consapevolezza che senza l’uno non esiste neppure l’altro: la zizzania ed il grano.
Così, trovandomi a Taurasi, ho raccontato ad Antonio anch’io una storia, anzi la leggenda, di come nacque il Clown "Auguste". Si dice che: durante una serata di gala, un garzone, Auguste, si presentò in sala ubriaco, avendo indosso una livrea più grande della sua taglia, combinando disastri a causa della confusione mentale che lo governava in quel momento.
Fù così che alcuni Clown smisero il trucco troppo accentuato del Clown inglese e tinsero solo di rosso il naso e le guance, a sottolineare lo stato d’ebbrezza del momento. Dionisio contro Febo Apollo. L’esperienza della partecipazione alla Fiera Enologica del Vino di Taurasi in maniera coerente ci ha fatto da sfondo per tanti anni. L’altra sera a Taurasi c’era anche Kirikiki (un mio carissimo amico Clown) che per cappello porta una gallina e lui si fà chiamare come si "chiamano" le galline.
Grazie, Antonio per quello che hai scritto e spero che presto le tue storie possano diventare per noi Clown Dottori non solo storie da raccontare, ma anche da far vivere, da "mettere in scena" a modo Tuo e nostro ....da Clown. E già, e perchè no! Anche Tu ci puoi provare lo spirito giusto ce l’hai.
Info:
Brani in corsivo tratti dal libro Scene di Vita di Paese di Antonio Panzone. Ha pubblicato anche: “La Ferrovia Avellino - Rocchetta S.A.”... “Novecento- pagine taurasine”.... “Taurasi e la Chiesa dell’Immacolata Concezione", ed ultimo "Taurasi Villaggio d’Europa".
http://www.taurasi.org/chisiamo.asp