Il Cateno da Messina

Un sindaco fra ordinanze, droni e uova
di Adriano Todaro - mercoledì 29 aprile 2020 - 609 letture



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IL FATTO

Messina, il sindaco De Luca ritira uova e insalata a 30 km dalla città (Corriere della Sera, 3 aprile 2020)

IL COMMENTO

Oggi vorrei parlarvi di un grande personaggio di cui mi ero già interessato nel passato. Si tratta del sindaco di Messina, il celebrato Cateno De Luca. Qualche anno fa avevo titolato un mio pezzo domandandomi “Ma Cateno che nome è?”. Poi avevo studiato e mi ero applicato e così avevo scoperto, secondo quanto scrive Wikipedia, che nell’antichità “gli schiavi che stavano in cima e in fondo alla fila venivano chiamati ‘catenorum’ nel senso di fine della catena; per questo è di buon auspicio chiamare cateno un figlio che è nato all’inizio o alla fine dell’anno o del mese”. Ottimo. Il nostro Cateno, non lo schiavo, è nato il 18 marzo 1972. Beh, marzo non è proprio all’inizio dell’anno e neppure alla fine, il 18 non è proprio un giorno di inizio mese. Comunque problemi suoi. A noi interessano, maggiormente, le gesta di questo sindaco che ha un grande seguito fra i messinesi dopo che hanno licenziato Renato Accorinti, un sindaco che andava in giro con i sandali e parlava di pace, di antimafia, contro il Ponte sullo Stretto e cosette di questo genere.

Il nostro, invece, il De Luca inteso Cateno, è molto più chiaro, pragmatico. Altro che pace e non violenza. Lui mica è babbu. Alla ministra Lamorgese, ad esempio, in piena conferenza in diretta, l’ha mandata a “fanculo”. Non è questo, pragmatismo allo stato puro? Ha acquistato i droni per controllare i messinesi che non restavano chiusi in casa e registrato un messaggio molto chiaro: “Dove c... vai torna a casa. Non si esce! Questo è l’ordine del sindaco De Luca e basta, vi becco a uno a uno; non si esce da casa, né passiu né babbiu (né passeggiate né voglia di scherzare)”. Poi, il Cateno, è andato a 30 Km dalla città a prendere uova e insalata. Qua sono arrivate volgarità e critiche molto feroci. Noi, però, siamo convinti che il Cateno aveva ragione. Basta aver la pazienza di ascoltarlo. Sentite com’è chiaro in un post su Facebook : “Stamattina mia madre mi ha telefonato verso le 7 e mi ha intimato di andare in campagna da lei a prendere otto uova fresche e quattro lattughe appena raccolte e almeno ho avuto modo di salutare a distanza i miei genitori oltre che a rifornirmi di cibo fresco e genuino. Altro che supermercato! Buongiorno a tutti voi!".

Geniale. Non trovate? Naturalmente sono piombate su di lui molte critiche. Le solite speculazioni politiche come quello che ha scritto: «Caro sindaco mio nonno ha un orto… posso andare così evitiamo di andare dal fruttivendolo???”. Cosa mi sta a significare? Intanto il Cateno è nato dove è andato a prendere uova e lattuga, residente e domiciliato a Fiumedinisi. Oppure quella donna, senza dubbio una accorintiana, che ha affermato: “Non vedo mio figlio da un mese, sono vedova, sola. Chiusa in casa. Voglio l’acqua della mia sorgiva. Voglio mio figlio. A casa a stari (a casa devi stare) De Luca, sei soggetto allo Stato italiano, come tutti. A casa a stari.... finiscila di fare teatro". In realtà il teatro lo fanno iddi quei cittadini che non sono mai contenti e non capiscono quale grande fortuna hanno avuto nell’avere come sindaco il Cateno della situazione. E lo dimostra una puntualizzazione del sindaco che ha raccolto 1.800 fra like e cuoricini a dimostrazione del suo grande seguito in città così come scrive il Corriere. E poi la precisazione del sindaco è chiarissima: “I miei genitori sono contadini, vivono in campagna e a me e ai miei fratelli ci riforniscono di prodotti freschi e così evito di comprarli al supermercato e comunque mi sposto da Messina a Fiumedinisi e viceversa per motivi di lavoro. Spero che ora sia tutto chiaro e che qualche cretino la smetta di strumentalizzare i miei post che se non sono di gradimento può anche evitare di leggerci".

C’è un problema, però. I droni per controllare i cittadini disobbedienti (non quelli che vanno a casa loro a Fiumedinisi), necessitavano di uno che se ne intendesse e così, il 28 marzo scorso, una delibera del comune chiariva come fosse necessario “dotarsi di una figura professionale” per uno specifico supporto tecnico-specialistico. Il soggetto individuato era “l’ingegnere Gabriel Valentino Versaci” che avrebbe lavorato gratuitamente. Ottima cosa, ma, pochi giorni dopo, il 7 aprile, altra delibera. Tenendo conto che il comune non ha personale sufficiente e un solo esperto non basta, meglio dare un appalto esterno, ad una ditta specifica. E qual è la società esterna individuata? È la Labing Srl, proprio l’azienda di Gabriel Valentino Versaci. Ovviamente è un caso. La somma pattuita, compresa Iva, sarà di 5.490 euro.

Le delibere sono perfettamente legittime. Quindi. bravo Cateno. Continua per la tua strada, non preoccuparti delle malelingue, di chi ti vuole male. È tutta invidia. Continua sulla strada che porta a Fiumedinisi. Vacci e portati appresso una bella birretta Messina e bevitela in santa pace con i tuoi genitori mentre raccogli l’insalata e nel pollaio le uova mentre i droni stanno su Messina e l’altoparlante grida a tutti la tua voce e il tuo messaggio assertivo e non ambiguo: “Dove c... vai torna a casa. Non si esce! Questo è l’ordine del sindaco De Luca e basta, vi becco a uno a uno; non si esce da casa…”.


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