Il Cacciatore

La strategia Pd per vincere il referendum
di Adriano Todaro - mercoledì 19 ottobre 2016 - 2257 letture

Quando la gallina Rosita del Mulino Bianco aveva deciso di votare SI’ al referendum costituzionale, vi avevo già parlato del grande guru Usa, Jim Messina, ingaggiato dallo statista di Rignano per la campagna pubblicitaria, al modico prezzo di 400 mila euro.

La scorsa settimana c’è stata una riunione per mettere a punto la strategia vincente del referendum. C’erano tutti, almeno quelli che contano e, naturalmente, la Madonna dei Boschi Fioriti e Francesco Bonifazi, classe 1976, fiorentino, noto per essere quello che tiene i cordoni della borsa del Pd e per essere stato il fidanzato di Maria Elenuccia. Soprattutto, però, c’era il braccio destro di Jim Messina, David Hunter, che tradotto in italiano diventa Davide Cacciatore.

Nostra Signora dei Boschi Fioriti è stata la prima ad intervenire. Aveva il viso corrucciato anche perché nell’entrare in via Santi Apostoli, sede della riunione, gli si era rotto un tacco 12. Non solo. Da un po’ di tempo a questa parte, tutti se la prendevano con lei ancora per via del padre etrusco. Eppure lei non voleva firmare la modifica costituzionale perché non ci aveva capito una mazza. Lei era per un solo articolo, semplice, di facile comprensione per tutti: “L’Italia è stata fondata dai fiorentini”.

Comunque, pur di far piacere al grande Conducător democristiano, si era immolata con tutto il suo corpo (e l’anima) alla bisogna. Era andata anche all’estero a portare il Verbo. Eppure la trattano tutti male. La contestano in strada, nelle università, nelle bocciofile, nei circoli Anpi e, quindi, si sentiva in diritto di dire la sua.

L’intervento è stato preciso, chirurgico, come le bombe intelligenti che cadevano nel 1991 nella Guerra del Golfo: “Mentre venivo alla riunione, mi si è rotto un tacco” ha esordito la bella Elenuccia guardando speranzosa Bonifazi. Franceschino non aveva capito bene perché come sempre era intento a cinguettare attraverso Twitter. La Madonna ha ripetuto il tutto e, in pratica, ha chiesto il rimborso della futura riparazione dallo scarparo anche perché, ha precisato, “non posso chiedere ancora soldi a mio padre che già è in difficoltà con la sua banca e con coloro che la stessa ha truffato”.

Intanto il boy scout fiorentino dava segni d’insofferenza. La pancia era aumentata ancora e si era dovuto sbottonare un bottone dei pantaloni. Alla comunione della figlia, gli aveva dato dentro con la torta e ora i risultati si vedevano nel giro pancia. Ma da grande statista qual era, ha ricondotto la discussione nei giusti binari: “Nel dibattito alla direzione – aveva affermato – i dissidenti hanno dissentito poco e alla fine non c’è stato nessun voto contrario e nessun astenuto. Bersani si è bevuto una birretta e ha invocato la Pinotti per essere cacciato mentre di quel che ha affermato Cuperlo non si è capito nulla, come sempre. Ovvìa! Icche’ vol’ egli dire? In quanto alla Speranziella Roberto ha sempre stampato sul viso una tristezza meditativa…”.

“… Spleen presidente – l’ha interrotto Davide Cacciatore – si dice spleen non tristezza meditativa che non lo capisce nessuno”.

Renzi: “Grazie al Cacciatore. Dicevo che Speranza ha uno spleen così evidente che passa la voglia di ascoltarlo”. A questo punto Bonifazi ha scritto subito un tweet con dentro spleen.

Poi è stata la volta dei due guru che hanno illustrato la loro vincente strategia. Il signor Cacciatore dal lungo capello brizzolato, si era alzato in piedi, si era raschiata la voce e aveva dato le seguenti indicazioni: zero riferimenti alle politiche del governo, che potrebbero infastidire l’ascoltatore e massima concentrazione, invece, sui punti più popolari della riforma costituzionale, da spiegare con chiarezza e concisione. Poi Jim gli aveva passato un foglio su cui i due grandi esperti Usa di marketing politico, avevano tracciato un decalogo con gli slogan per il referendum:

1) Se volete abolire la forfora, votate SI’

2) Se volete abolire vostra suocera, votate SI’

3) Se volete tirare la fine del mese con ancora 10 euro, votate SI’

4) Se volete rimandare il ministro Poletti alla Coop, votate SI’

5) Se volete eliminare i rumori dell’inquilino sopra di voi, votate SI’

6) Se volete uscire, una sera, con la professoressa della terza C, votate SI’

7) Se volete capire cosa fa tutto il giorno il ministro Martina, votate SI’

8) Se volete guarire dalle emorroidi, votate SI’

9) Se non volete il ritorno di Wanna Marchi in Tv, votate SI’

10) Se volete una capigliatura come Denis, votate SI’

Il dibattito si è animato subito anche perché Bonifazi, quello che tiene i piccioli, ha chiesto di inserire nel decalogo altri due punti, a suo dire indispensabili: il primo relativo alla pressione degli pneumatici e il secondo sul cappuccino che quando lo piglia al bar arriva sempre tiepido.

Davide, con molta pazienza, ha spiegato che decalogo significa dieci e si rifà ai precetti dati da Dio a Mosè sul Monte Sinai. Pneumatici e cappuccino non c’entravano nulla. Anche perché a molti che votano SI, il cappuccino piace tiepido.

Ci sono stati altri interventi ma alla fine, con uno scrosciante applauso, tutti hanno approvato il decalogo. L’unica con il visetto imbronciato, come l’hanno solo le ragazze di Montevarchi, era la Madonna dei Boschi e così aveva chiosato: “Ma a me la riparazione del tacco chi me la paga?”.

Bonifazi l’ha guardata di sbieco. Poi si è affrettato a twittare:

I fans di @referendumSI’ possono leggere il decalogo di #Cacciatore&Jim sul sito di @elenucciafiorita. Il tacco però non lo rimborsiamo. Non c’è punto un euro. Li abbiamo dati tutti al paciarotto e senza lilleri ’un si làllera”. Poi ha contato le battute. Purtroppo superavano i 140 caratteri. Doveva tagliare e allora ha preferito andare sul sicuro:

I fans di @referendumSI’ debbono votare SI’. #QuellidelNo. No”.

Boh! ha esclamato dentro di sé. Io di questo referendum ‘un c’ho capito un cazzo!


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