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IPSE DIXIT ET NON DIXIT. Nr. 3

Leggo sui giornali che l’Unità potrebbe finire nelle mani di Lele Mora il quale ha paventato la possibilità di farne un’edizione on line ed anche cartacea. Io ci ho lavorato come operaio e...
di Franco Novembrini - mercoledì 14 novembre 2018 - 844 letture

IPSE DIXIT - Il nostro immarcescibile sindaco di Villasanta non ha saputo trattenersi dal rilasciare una dichiarazione ai giornali locali circa la mancata caduta di alberi nel nostro Comune, durante l’ultima tragica tempesta che ha funestato l’Italia. Un particolare però gli è sfuggito, quello che pioggia e vento non hanno infierito sul nostro come nei comuni limitrofi, ma il tapino affermando che è grazie alla manutenzione straordinaria (!) del verde si è attribuito tutto il merito. Questione di punti di vista. Solo che per la legge del contrappasso d’ora innanzi se un ramo o un albero, come è successo anche lo scorso anno, cade a chi dovremo dare la colpa?

NON DIXIT - Scrivendo del successo del sindaco mi sovviene un particolare che non ha detto, cioè che nel campo giochi di San Fiorano Nord, estrema periferia del paese, non sono caduti gli alberi perché all’inizio dell’anno sono stati tagliati tutti e dieci senza che gli abitanti ne abbiano avuto notizia e che dalla dirigente del settore, a richiesta di chiarimenti, ci è stato risposto che si erano ammalati tutti, sia quelli vecchi che i nuovi. Lo strano è che nei numerosi e costosi interventi anche dell’anno prima non erano stati evidenziati particolari problemi. Ma io non sono un agronomo. Devo comunque far presente che dove sono stati espiantati gli alberi sono rimasti, a ricordo, notevoli affossamenti che con l’erba alta diventano trappole per chi dovesse camminare o giocare nel parco. Le buche sono state segnalate e risegnalate ma permangono e la pioggia di questi giorni ha notevolmente peggiorato la situazione.

LELE MORA E L’UNITA’ - Leggo sui giornali che l’Unità potrebbe finire nelle mani di Lele Mora il quale ha paventato la possibilità di farne un’edizione on line ed anche cartacea. Io ci ho lavorato come operaio e mai avrei pensato ad una fine simile e con profondo dispiacere sento che la storia che pareva finita dopo i fallimenti dovuti al duo D’Alema-Veltroni ed alla successiva breve rinascita da parte dei renziani speravo in un oblio che facesse dimenticare le ultime indecenti gestioni. No, niente da fare, Lele Mora dice che ha le possibilità di farla rinascere. Spero che qualcuno lo fermi per il rispetto che si deve a chi la fondò che praticamente morì in carcere e vederla in mano ad uno che non si capisce perché non stia ancora in carcere, per quello che ha commesso e commetterà, non sono un buon esempio che per gli italiani.

GIORNALISTI, PUTTANE ED EDITORI - Di Maio e Di Battista hanno certamente esagerato parlando di giornalisti definendoli con termini poco ortodossi e allineandosi ad alcuni loro predecessori che li chiamarono iene calligrafiche e addirittura un presidente del Consiglio, che oggi strilla al golpe imminente, imitò rivolto ai giornalisti, il gesto del mitra. Certo che il problema della stampa in Italia esiste e che i ’’padroni del vapore’’ sono tutto escluso che editori puri e di conseguenza i giornalisti, loro dipendenti, difficilmente potranno scrivere liberamente. I Giorgio Bocca e gli Indro Montanelli non nascono tutti gli anni. Quello che però mi urta è che ancora bisogna pagare centinaia di milioni per giornali come Libero, il Foglio, Avvenire, il Cittadino di Lodi, il Manifesto ed anche la cassa integrazione del Sole 24 Ore , giornale della Confindustria che ha taroccato per anni le vendite per ottenere più finanziamenti. Una legge chiara si impone e in questo hanno ragione i dirigenti del M5S.



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