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INPS a trazione governativa

Quota 100, sedi al lavoro anche di sabato (e forse domenica)
di Redazione Lavoro - giovedì 14 marzo 2019 - 394 letture

Gli ordini arrivati dal governo devono essere stati chiari: priorità assoluta alle domande di pensione con Quota 100, che potranno essere liquidate in via provvisoria anche senza la certificazione della cessazione dell’attività, mentre le pensioni Fornero possono attendere. Così le sedi INPS si apprestano ad aprire i battenti in modo straordinario di sabato e forse anche di domenica per liquidare il maggior numero di pensioni “governative”.

Con un personale ridotto ai minimi storici, in attesa delle promesse assunzioni che arriveranno non prima dell’estate, i lavoratori dell’INPS sono spinti dai dirigenti a turni straordinari pur di non sfigurare con l’interlocutore politico.

L’Unione Sindacale di Base, che il 19 febbraio scorso ha organizzato una giornata di protesta contro la mancata nomina dei nuovi vertici, di fronte all’impasse del governo rilancia la mobilitazione invitando i lavoratori dell’Istituto a non aderire al lavoro straordinario e diffidando l’amministrazione dal privilegiare una prestazione rispetto all’altra. Chi va in pensione con i requisiti Fornero, 67 anni di età dal 2019, non solo ha dovuto lavorare di più ma ora deve mettersi in coda dietro alle priorità del governo.

Tridico

Nel frattempo Pasquale Tridico, il candidato dei Cinque Stelle alla presidenza dell’INPS anche se ufficiosamente, già ha incontrato i dirigenti generali e si muove come chi ha il mandato in tasca, programmando per domani anche un incontro con i sindacati.

È tutto regolare questo? Lo ha chiesto ufficialmente USB agli organi di gestione e di controllo con una nota inviata ieri. Per inciso USB non è stata invitata all’incontro pur essendo il secondo sindacato per rappresentatività all’INPS. Il nuovo che avanza sa già di vecchio.

Che il ruolo svolto finora dalla Lega nelle nomine INPS sia stato piuttosto debole lo dice il naufragio delle due candidature proposte dal Carroccio per la vice presidenza dell’Istituto. Saltata quella di Verbaro per incompatibilità e problemi personali, ieri pomeriggio è venuta meno anche la disponibilità per tale incarico da parte dell’ex direttore generale dell’INPS, Mauro Nori.

Tuttavia su quest’ultima rinuncia pesa, a nostro avviso, il fuoco di sbarramento di quella parte del M5S che punta ad una gestione dell’INPS in continuità con il mandato di Tito Boeri. E’ questo il punto: Nori avrebbe rappresentato una spina nel fianco per chi vuole che l’Istituto di previdenza si muova nel solco tracciato nel recente passato. Sembra quasi che si sia determinata una saldatura tra i Cinque Stelle, o almeno una parte consistente del movimento, giornali come “Il Corriere della Sera” e “la Repubblica”, che hanno sempre sostenuto Boeri e che hanno cercato in tutti i modi di affossare la candidatura di Nori, e i cosiddetti poteri forti, rappresentati da quei magnati come George Soros che possono condizionare le linee politiche dei partiti e dei giornali che sostengono a vario modo con i soldi della speculazione finanziaria.

La domanda è: cosa vogliono fare i Cinque Stelle dell’INPS? Boeri puntava alla previdenza complementare ed al ricalcalo di tutte le pensioni con il sistema contributivo. E’ ormai noto che il pallino principale dell’economista milanese fossero i dati dell’INPS, a guardia dei quali ha messo dirigenti esterni di sua fiducia che, per il momento, sono ancora lì. In questo contesto risulta preoccupante la presenza in INPS del candidato dei Cinque Stelle alla poltrona di presidente dell’Istituto, il prof. Pasquale Tridico, che, seppur in modo ufficioso, ha libero accesso agli uffici della direzione generale ed ha incontrato i dirigenti centrali. Di quali informazioni è venuto in possesso in qualità di semplice candidato alla presidenza? Gli sono stati forniti dati sensibili? Non abbiamo nulla di personale verso il prof. Tridico, ci mancherebbe, ma troviamo assurdo che s’incominci ad esercitare una funzione, ancorché ufficiosamente, prima di aver ricevuto l’incarico. Per giunta ieri sera le agenzie di stampa riferivano che a questo punto potrebbe saltare l’intero accordo sulle nomine INPS. Come spiegherebbero, gli organi dell’Istituto, la presenza nelle stanze dei bottoni di un estraneo? Glielo abbiamo chiesto ieri con una nota, attendiamo risposta.

Un potere politico arruffone e assetato di potere sta tenendo in ostaggio l’INPS e dall’Istituto pretende efficienza sulle prestazioni che rappresentano il fiore all’occhiello del governo: Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Questi due adempimenti hanno la precedenza assoluta, il resto può anche aspettare. Vuol dire che se vai in pensione con la Legge Fornero, non solo hai dovuto aspettare i 67 anni di età ma ti devi mettere pazientemente in fila dietro alle priorità del governo. Il baratro non è vicino, ci siamo dentro.


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