INDIZIONE DEL CAMPEGGIO NAZIONALE CONTRO IL PONTE SULLO STRETTO E LE GRANDI OPERE


Il ponte sullo Stretto di Messina è una grande opera di devastazione ambientale, sociale a culturale. Priva di qualsiasi utilità pratica, vorrebbe rintracciare la propria legittimazione nella mastodonticità del manufatto, vorrebbe accreditarsi come sfida tecnologica all’altezza dei tempi, si vorrebbe mostrare come manifesto del dominio della natura da parte dell’uomo. In realtà è già vecchia prima ancora di nascere.
giovedì 19 febbraio 2004, di Redazione - 2776 letture

Nell’epoca dell’infinitamente piccolo, del virtuale, dell’immateriale, presenta, senza vergognarsi, il proprio volto di cattedrale nel deserto. Certo, si tratta di un’opera do Guinness dei primati (il ponte più lungo a campata unica), ma questo non serve a rispondere a nessuna delle domande che il Sud oggi pone. Non crea lavoro qualificato (anzi distrugge quel po’ di attività legate alle vocazioni del luogo nel quale dovrebbe sorgere), sconvolge il panorama, si inserisce pesantemente su un territorio caratterizzato da una storica instabilità sismica, modifica considerevolmente la struttura urbana. Il Ponte sullo Stretto, dalla fase di progettazione alla sua realizzazione, attirerà investimenti enormi (in buona misura pubblici, a quanto pare) e questi attireranno pescecani di ogni tipo. "Se la Mafia fosse interessata a costruire il ponte, benvenuta la mafia", cosi è stato dichiarato dal presidente della Società Ponte dello Stretto. Si tratta di una frase che la dice tutta sul tipo di gente con cui avremo a che fare. Sarà necessario metterci tutta la generosità, la creatività, la capacità di mobilitazione che "il movimento dei movimenti" ha dimostrato di possedere. Le nostre armi saranno l’autorganizzazione e l’azione diretta. Poiché siamo conviti che questo non debba essere ridotto ad un conflitto locale relegato in una provincia di un sud a metà tra colonia e serbatoio elettorale, PROPONIAMO questo campeggio nazionale perché questa battaglia venga assunta con forza dal Movimento nel suo insieme ed in particolare diventi possibilità di confronto, su percorsi di lotta agiti e da mettere in atto, con altre realtà che stanno lottando contro i differenti anelli di questa stessa catena (il Mose, l’alta velocità, il terzo traforo del Gran Sasso...). Messina Social Forum

Ecco il sito web del Messina Social Forum promotrice del Campeggio http://web.tiscali.it/messinasocialforum/index.htm

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Ma fatemi il piacere !
6 maggio 2005, di : John Dough

Voi siete già sommersi dai problemi sociali, (per non parlare della cultura poi) ed il ponte non porterà altro che bene, anche se con qualche sacrificio. I siciliani indipendentisti e "vecchioni" (contrari al progresso) non capiranno mai che le infrastrutture sono importanti per lo sviluppo. Già sanno che lo stato italiano è in ritardo dal resto d’europa, e poi ci si mettono anche loro, i meridionali a prolungare i tempi di realizzazione, per via di insensate proteste (solo perchè non ci sono abituati a vedere l’alba, e vorrebbero restare al buio dei tempi, come era nel medioevo) NON SIA MAI! WWF e Legambiente devono riesaminare meglio le valutazioni di impatto ambientale dello SdM. In quanto ad Italia Nostra, non è nessuno per lo stato. Sembrano un gruppo di pellegrini che girovagano il bel paese solo per infastidire e protestare. La loro stirpe è destinata a scogliersi, come neve al sol. Figuriamoci se in altri paesi europei ci sono organizzazioni ridicole, quali Germania Nostra, o magari Danimarca Nostra (dove hanno costruito il Great Belt East, un lungo ponte sospeso), che avrebbero voluto impedire le altre realizzazioni in Europa. Questa lega, mette in rilievo solo le caratteristiche delle comunità isolate e senza sviluppo, del quale non se ne intendono. Se Europa e Governo hanno deciso che lo devono realizzare rispettando i tempi, comprese le altre infrastrutture, è inutile che vi ribellate. Trovatevi un lavoro migliore, se protestare contro le grandi opere a fin di bene lo considerate un buon lavoro e passatempo. E piantatela con queste insulse proteste. Che diavolo !
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