I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni

di Beatrice - giovedì 4 ottobre 2007 - 43238 letture

Il 13 ottobre 1307 é una data che si puó considerare lo spartiacque tra l’epoca medievale e il processo di espansionismo che ci porta fino ai giorni nostri.
La data in questione é quella che vede ufficialmente la fine dell’ordine templare per mano del re di Francia Filippo “il Bello”.
Poca importanza forse é stata data a questo evento sui testi scolastici, ma in realtá tale evento con tutte le sue implicazioni e conseguenze future é la chiave per comprendere lo sviluppo e l’attuale struttura sociale del mondo.
Recentemente l’interesse verso l’argomento degli ordini cavallereschi medievali é stato alimentato dall’uscita di alcuni best-seller che hanno mescolato insieme fantasia e storia, creando un “cult”, ma realmente la riesumazione di detti argomenti merita un serio e accurato approfondimento.

I TEMPLARI

I Cavalieri Templari nascono come ordine cavalleresco-monastico nel 1118 sotto l’approvazione e la guida di San Bernardo curatore dei monaci Cistercensi francesi.
Si tratta di un ordine cavalleresco che segue un ordinamento monastico e che ha come fine la difesa della Chiesa, riconoscendo come unica autoritá quella papale.
Sotto la protezione della Chiesa, l’ordine si espande enormemente in tutta Europa.
L’impronta lasciata dai Templari é spesso sottovalutata; basti pensare che dalla loro organizzazione scaturisce il primo sistema bancario dal quale si giunge a quello conosciuto ai giorni nostri.
I Templari riuscirono infatti, attraverso una larga rete di presenze e scambi in diversi paesi, a soppiantare il sistema finanziario utilizzato fino a quel momento, ossia quello nelle mani di famiglie genovesi, fiorentine e veneziane.
Negli anni che videro fiorire l’importanza dell’ordine, in tutta Europa furono migliaia i possedimenti di terreni e immobili nelle mani dei cavalieri; la loro ricchezza diventó tale, grazie alle numerose donazioni di famiglie aristocratiche e di re, da superare la ricchezza dello stesso re di Francia.
Tale ricchezza fu alimentata anche da una potente flotta navale che veniva utilizzata per i diversi spostamenti di uomini e mezzi necessari per l’organizzazione e nondimeno per scopi commerciali.
Il filone che guida tutta la storia é segnato dalla cupidigia e dall’aviditá degli uomini e come per tutti i grandi eventi nel corso dei secoli, anche la nascita e la decadenza dell’ordine Templare sono contrassegnati da tali vizi e corruzioni.
I Templari al loro interno abbracciavano un sistema democratico di mutuo soccorso e di reciproco sostentamento; nati per difendere la Chiesa e conquistare le Terre Sante nelle mani degli islamici, la loro missione si trasformó invece, via via, in un personale interesse di arricchimento e potere.
Attraverso le loro sviluppate organizzazioni finanziarie-bancarie e la loro potente flotta, si dedicarono alla pirateria, al contrabbando e alla tratta degli schiavi.
Inalberando la bandiera col teschio e la croce, simboli religiosi di resurrezione, i Templari solcarono i mari diventando fra i piú temuti pirati. La linea sottile che differenziava i pirati dai corsari stava nella legittimitá degli attacchi alle navi straniere; infatti mentre i corsari erano ingaggiati direttamente da un re che li dotava di una “lettera di marca” e li autorizzava pertanto alla cosiddetta “guerra di corsa”, il ché consisteva nell’attacco di una nave nemica, i pirati attaccavano indiscriminatamente navi rivali e non, senza alcuna formale autorizzazione da parte di re. Quando gli interessi del re Filippo di Francia nel 1307 vennero troppo compromessi da questo vasto potere templare, egli con la collaborazione della Chiesa fu l’artefice della fine dell’ordine e quel 13 ottobre passó alla storia come il primo venerdì 13 sfortunato.

I Templari apparentemente distrutti dalle persecuzioni e torture senza pietá, continuarono a vivere in clandestinitá rifugiandosi nei paesi in cui trovarono ospitalitá e tolleranza, nonché protezione da parte di certe famiglie nobili.
Infatti mentre in Francia si continuó impietosamente la caccia e lo sradicamneto dei Templari, in paesi come l’Inghilterra, la Scozia, il Portogallo, la Spagna e la Svizzera, i cavalieri si riorganizzarono sotto altri nomi e strutture.
In Inghilterra essi entrarono a far parte del preesistente ordine di San Giovanni; nella Penisola Iberica presero il nome di “Cavalieri di Cristo”; in Svizzera si organizzarono in un forte esercito che protetto dalla posizione geografica, grazie alle Alpi, poté accrescere la propria potenza con l’aggregazione di diversi cantoni.
I Templari vengono legati strettamente alla storia della Svizzera; non a caso si puó notare la somiglianza della bandiera di questo Stato e dei diversi cantoni, con quella dei Cavalieri; tra l’altro si fa risalire la particolare e sviluppata organizzazione bancaria svizzera direttamente alla presenza dell’ordine.

A questo punto come ben si comprende, l’ordine cavalleresco dopo la fatidica data che ne segna la fine, é tutt’altro che annientato. Essi integrati nei diversi stati europei, si dedicarono all’edilizia e costruirono fra i piú bei monumenti d’Europa, comprese chiese e cattedrali.
Questa attivitá che diventó prevalente, li aiutó a sostenersi e ad inserirsi nella societá in tal modo da formare le cosiddette Logge Segrete (Libera Muratoria).
Nelle Logge i componenti comunicavano per mezzo di parole in codice; molti termini vennero poi trasformati dal francese nella lingua inglese e diedero origine alla terminologia con cui fu conosciuta la Massoneria. Alcuni esempi di tali termini sono: “freemason” in inglese che vuol dire “libero muratore” che deriva dal francese “frère maçon”, come usavano chiamarsi fra di loro i cavalieri. Ancora il termine “logge”dal francese “loges”, che si riferisce agli alloggi che i Templari costruirono nei loro vari spostamenti.
La Massoneria é dunque un filo continuo con l’antico ordine; essa nasce per salvaguardare e difendere gli ex-Templari sparsi per il mondo creando cosí una fitta e potente rete di aiuti reciproci ai “fratelli”.
Lo scopo era quello di procurare un lavoro, un alloggio e tutto il necessario per l’inserimento in societá. Grazie all’edilizia e all’artigianato, attivitá a cui si dedicarono gli appartenenti alla logge, fu garantita la libertá a quegli uomini ormai considerati fuorilegge.
Ovviamente non tutti gli ex-Templari si dedicarono all’edilizia e molti si imbarcarono sulle navi ingrossando le file di pirati giá esistenti.

Logge massoniche e pirati furono le prime vie di scampo da un chiuso e rigido sistema feudale; all’interno di queste nuove “societá” la filosofia era prettamente democratica e gli ideali erano quelli egualitari e di fratellanza. Addirittura la prima forma di Stato democratico molto avanzato si deve riconoscere ai pirati che crearono “Libertalia”: un’isola del Madagascar “Sainte Marie”, in cui i pirati si ritiravano dopo anni di avventure in mare e in cui regnavano i principi e gli ideali di uguaglianza e reciproco rispetto dei diritti individuali.
L’unica “pecca” di questo Stato fu di essere interamente regno di pirati e quindi frutto di attivitá illecite.

Se in questo nuovo quadro che si delinea nel quattordicesimo secolo, si puó vedere l’avanzamento della societá verso l’epoca moderna, bisogna peró addentrarsi verso quello che furono i fili conduttori: sia la massoneria che le organizzazioni di pirati perseguivano i loro fini spinti dall’aviditá e dalla brama di potere.

Le logge massoniche che nacquero in tutta Europa e che con l’espansionismo coloniale si diffusero ampiamente anche nel “Nuovo Mondo”, tanto da avere un ruolo decisivo nella guerra di indipendenza americana, ebbero l’appoggio di diverse famiglie potenti. Una delle piú note inizialmente in Scozia fu la famiglia Sinclair; attraverso le fitte trame di legami si stabilí un forte potere occulto in grado di influenzare persino i piú grandi eventi della storia.


LA TRATTA DEGLI SCHIAVI

Uno degli affari piú lucrosi e redditizi della storia del mondo fu la tratta degli schiavi. Giá le epoche piú antiche e le civiltá piú evolute conoscevano questa pratica. Citata anche dai piú grandi filosofi antichi come Platone e Aristotele, essa si puó dire che sia parte della storia umana; un ruolo centrale per l’arricchimento e l’espansione economica, lo assunse nel quattordicesimo secolo.
L’ordine templare si era reintegrato in Portogallo con i Cavalieri di Cristo che ebbero a capo il Gran Maestro, Enrico “il Navigatore”, figlio di re Giovanni I di Portogallo e della regina Filippa di Lancaster. In questa “nuova veste” l’ordine con il principe Enrico ebbero il “merito” di migliorare e istituzionalizzare la tratta degli schiavi.
Vedendo una grande potenzialitá di sviluppo economico, il principe Enrico aumentó di gran numero gli schiavi presenti nelle sue colonie assoggettando le popolazioni indigene delle terre da lui conquistate.
Si puó dire che i Cavalieri di Cristo formati dagli ex-Templari, divennero una vera e propria organizzazione per il traffico di schiavi. Il principe Enrico approfittando della forza dell’ordine emise licenze per autorizzare la pratica sui suoi territori. Infine si espanse con diverse attivitá agricole e manifatturiere finanziate dai proventi del traffico di schiavi.
Il suo ruolo come Gran Maestro dell’ordine non finisce qui; egli aprí le porte di tale pratica a tutta l’Europa.
Il Portogallo dunque fece da ”iniziatore” al commercio umano; la Spagna continuó non da meno l’opera, espandendo lo schiavismo degli uomini di colore anche nel “Nuovo Mondo”.
Fa la sua comparsa qui Cristoforo Colombo, una figura centrale e famosa anche per il mistero creato intorno alla sua immagine di esploratore e sul quale cognome ci sarebbe da notare l’origine derivante dal simbolo della sapienza, la colomba, e da San Giovanni Battista, alla cui figura i Templari si erano consacrati.
Egli venne a contatto e conseguentemente a far parte dell’ordine dei Cavalieri di Cristo, grazie all’importante matrimonio con Felipa Moniz-Perestrello, figlia di un Cavaliere di Cristo.
Colombo ereditó le conoscenze dei viaggi intrapresi prima di lui dal suocero e salpó anch’egli verso ovest alla ricerca del “Nuovo Mondo”. La Spagna entró nel traffico degli schiavi grazie a Colombo.
È comunque da sfatare la concezione secondo la quale lo schiavismo sia legato originariamente al razzismo. In effetti fino alla rivoluzione americana, la schiavitú era un fatto che prescindeva dalla razza di appartenenza. Venivano assoggettate alla schiavitú le popolazioni sconfitte durante una guerra; per cui indipendentemente dalla razza, sia bianchi che neri furono resi schiavi dalle popolazioni piú forti. Si puó benissimo asserire che l’assoggettamento di un popolo alla schiavitú, non sia stato altro che un obbedire alla legge di natura in cui il piú debole soccombe al piú forte.
Non é un caso che gli stessi africani utilizzavano schiavi neri nei loro scambi commerciali.

Il picco del commercio di schiavi assunse dimensioni enormi fra il 1520 e il 1540. In realtá si privilegió lo schiavo nero a qualsiasi altra razza, per la sua resistenza fisica.
Gli spagnoli per primi capirono che un uomo di colore poteva svolgere il lavoro di quattro uomini di altre popolazioni indigene.
Gli schiavi neri furono esportati nel “Nuovo Mondo” in grande numero e destinati a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero e nelle varie coltivazioni che si svilupparono nelle mani di quelle famiglie potenti e legate fra di loro da matrimoni di convenienza e dall’appartenenza a logge massoniche di alto ceto.
Si puó concludere che la pratica indegna del commercio di vite umane non si e’ da addebitare a nessun gruppo o etnia in quanto essa fu la combinazione di diversi fattori e l’evoluzione di una situazione giá esistente a cui presero parte gli interessi di tutti i paesi del mondo.
Chi arrivó piú tardi a tele commercio non restó certo indietro come fu il caso di Inghilterra, Francia, Scozia.
La Chiesa stessa ebbe un’importante posizione con l’editto di papa Alessandro I che ordinó che tutti gli schiavi a bordo di navi negriere dovevano essere battezzati; ció permise ai conquistatori di assumere il subdolo ruolo di “salvatori” con la missione di cristianizzare le popolazioni schiavizzate o in caso contrario a sentirsi autorizzati ad uccidere gli infedeli.
Detto tutto ció nessuno puó essere biasimato come colui che “inventó o “inizió” la tratta degli schiavi, ma si puó condannare la corruzione e l’aviditá che permise alle classi elitarie di ogni stato e paese del mondo di attentare e distruggere il diritto inalienabile di libertá di ogni singolo individuo.

Nell’epoca che stiamo analizzando furono le diverse logge, congreghe, corporazioni e gente comune appoggiata dal potere, ad avere il monopolio e decidere sulle vite di altri uomini.
Se da un lato si era appena usciti da un sistema feudale in cui contava solo l’elitarismo chiuso e illiberale, dall’altro lato ci si avvió ad una corsa alla ricchezza e al potere che portó alla costituzione di una societá formata da nuove classi sociali quali ricchi borghesi e mercanti armatori.

IL RUOLO DELLA MASSONERIA


La Massoneria predicava l’eguaglianza e la fraternitá con uno spirito che alle sue origini voleva l’unione dell’intera umanitá in un unico stato armonioso, ma in realtá praticó al suo interno un sistema ancora piú elitario che vide il formarsi di logge costituite da elevati ceti sociali e logge che rimasero comunque nel sotterraneo, costituite dai ceti piú modesti.
È da sottolineare che nell’espansione della Massoneria dall’Europa al “Nuovo Mondo”, si crearono diverse logge che pur avendo un’origine e un credo comune (“credo massonico”), furono influenzate dai diversi orientamenti politici a tal punto da creare fratture e lotte fra le stesse logge.
Il primo passo di politicizzazione della Massoneria fu compiuto dal re massone e cattolico Giacomo I d’Inghilterra della famiglia Stuart, intorno al 1603. Egli fu in continuo conflitto con il Parlamento di stampo protestante. Quando salí al trono il figlio Carlo I, il Parlamento dichiaró che il re non aveva diritto di legiferare; ció portó alla ribellione degli irlandesi ed alla conseguente reazione del Parlamento. Scoppió una guerra civile che si concluse con la decapitazione del re.
Dopo un breve periodo in cui il potere fu nelle mani di un leader politico di nome Cromwell che peggioró i rapporti fra cattolici e protestanti, salí al trono Carlo II che abolí molti privilegi della monarchia, ma con il trono del fratello Giacomo II , cattolico, ritornarono i gravi conflitti che videro la fine del regno con la Rivoluzione Gloriosa.
Il re Giacomo II aveva una figlia di nome Maria che intrecció i legami con la famiglia olandese degli Orange sposando Guglielmo III d’Orange.
Guglielmo III d’Orange e Maria promulgarono la Dichiarazione dei Diritti che bandiva i cattolici dal trono e affermarono i due partiti liberale e conservatore. Al partito liberale appartenevano sia inglesi che scozzesi aderenti al protestantesimo olandese. In questo contesto nacque l’Ordine di Orange, confraternita di stampo massonico anti-cattolica tutt’ora esistente.
Con la morte di Guglielmo, gli Orange lasciarono il regno nelle mani degli Hannover, casato tedesco che piú tardi cambió il nome con Windsor per dare uno stampo piú britannico.
Gli Stuart erano peró sempre speranzosi di poter riprendere il trono e con l’aiuto di Michael Ramsey e del conte Water fondarono la nuova Loggia dei Cavalieri Templari, organizzazione massonica di diretta discendenza dall’antico ordine vissuto in clandestinitá. La leggittimitá di questa fondazione gli fu data dalla piú antica loggia esistente prima dell’abolizione dei Templari, la Loggia Kilwinning risalente al 1120. Dopo la creazione della nuova loggia, gli eventi precipitarono e nella battaglia di Culloden gli scozzesi videro sfumare definitivamente le loro ambizioni.
Da questo avvenimento inizió una massiccia emigrazione verso le coste americane, di scozzesi.
Le diverse lotte religiose fra protestanti e cattolici nei diversi stati, ebbero come conseguenza l’emigrazione verso il “Nuovo Mondo” di ugonotti, puritani, cattolici inglesi e scozzesi.
Questo trasformó notevolmente la Massoneria dei primi del 1700.
In America erano giá sorte diverse logge fra cui la Grande Loggia Moderna. Logge di diverse cittá americane accoglievano mercanti e armatori escludendo le classi piú povere. Tali logge si distinsero dunque dalla Massoneria scozzese che era ancora legata ai principi di uguaglianza.
Con la nascita della Loggia di Saint Andrew a Boston, di ispirazione scozzese, si creó una frattura anche nella Massoneria americana.
In questo disordine insorse la rivoluzione che vide contrapposti massoni liberali bostoniani contro cattolici scozzesi conservatori. Sotto l’influenza della stessa Massoneria ebbero la meglio i rivoluzionari. Dopo la rivoluzione americana fu sempre la Massoneria che ebbe il ruolo fondamentale di ricostruire la nuova nazione.

Si é compreso come la nuova societá che si stava formando era dominata da vizi e corruzioni di fondo che portarono ad una lotta per l’espansione coloniale e per l’accaparramento del monopolio sul commercio e i traffici oltre oceano. Accanto al traffico degli schiavi si collocó e si sostituí in seguito ad esso, il traffico di oppio, considerato un affare ancora piú redditizio.

IL TRAFFICO D’OPPIO


L’oppio era conosciuto giá nel 6000 a.c. e veniva utilizzato dalle piú antiche civiltá sia come medicinale che come veleno, nonché come droga nei rituali religiosi.
Il riconoscimento dell’espansione del suo utilizzo nel mondo lo si deve peró dare agli inglesi; infatti fu nel 1700 nel momento di maggior picco dell’espansionismo coloniale e delle esportazioni commerciali che ogni stato si specializzó in un proprio settore di esportazione di merci.
Il Portogallo traeva i suoi maggior profitti dalla tratta degli schiavi; la Spagna esportava argento; gli olandesi le spezie varie; l’Inghilterra e la Francia si specializzarono nei generi alimentari.
L’Inghilterra importava dalla Cina grossi quantitativi di té che scambiava con l’esportazione in Cina di oppio. Infatti quando la richiesta di té in Inghilterra diventó tale da non riuscire a compensarsi con l’esportazione di altri beni, si puntó sull’oppio.
Si intravide subito la grande potenzialitá di guadagno che tale merce avrebbe portato e fu per ció che l’Inghilterra per mezzo della Compagnia Britannica delle Indie Orientali, prese il controllo di tutte le colonie dell’India che producevano oppio.
Ottenuto cosí il monopolio sul traffico, il gioco fu semplice: i cinesi che prima conoscevano l’oppio per utilizzarlo come infuso, il quale utilizzo non aveva effetti collaterali, cominciarono ad aumentare la richiesta di oppio via via che la popolazione ne diventó dipendente per l’uso della sostanza come droga.
La conseguenza di una sempre piú crescente dipendenza da tale droga portó l’imperatore cinese nel 1799 ad abolirne il commercio, ma la Compagnia Britannica aggiró l’ostacolo vendendo l’oppio ai mercanti inglesi ed americani che si volevano assumere il rischio di spedirlo via mare creando un commercio illecito.
La veritá é che se da un lato il traffico d’oppio veniva proibito dalla Cina, era peró ammesso nel resto del mondo per il suo potere di guadagno. Per cui le leggi proibizionistiche della Cina non fecero che aumentare la richiesta della droga e di conseguenza i profitti.

Nel diciannovesimo secolo a diffondere e proteggere il traffico d’oppio furono le piú importanti famiglie britanniche: i Jardine, i Matheson e i Sutherland.
I Jardine e i Matheson arrivarono al punto di creare una vera e propria societá la “Jardine & Matheson” che pubblicava dei bollettini, gli “Opium Circulars” con le informazioni sulle quotazioni della droga in tutto il mondo. Sia la famiglia Jardine che la Matheson erano strettamente connesse al potere occulto della Massoneria.
Le conclusioni da trarre sono semplici: da tale quadro si arriva all’attuale situazione sociale in cui il traffico lucroso di droga rappresenta tutt’ora un’enorme piaga sociale nonostante le leggi proibizionistiche.


Quello che si evince dal riassuntivo quadro presentato é che la trama di eventi storici e’ intrisa dai giochi di potere, piú o meno svelati o occulti, ma sempre mirati a tenere la “massa” estromessa dalla “Conoscenza”; tutt’al piú emergono personaggi che da “gente comune” diventano “famosi” perche’ capri espiatori di piú alte figure.

Certo l’intento non é quello di generalizzare un argomento cosí ampio e tortuoso, ma si vuole porre l’accento su certe realtá storiche spesso trascurate nella media cultura scolastica, che da buona istituzione bada bene a non far risaltare quello che non conviene.
Si sono toccati temi importanti come la Massoneria, ma ben lungi dall’intento di demonizzare tale organizzazione, che certo occorrerebbe un intero trattato per iniziare a inquadrarla in tutte le sue sfaccettature e piú complessi significati; altrimenti sarebbe come non vedere l’altro lato della medaglia.
E sempre per guardare l’altro lato della medaglia, non si puó evitare di aprire gli occhi per guardare “il lato oscuro” e secolare della Chiesa, da sempre implicata nella fitta trama sia come mera esecutrice di interessi propri che come mezzo per l’ottenimento di obiettivi di potere altrui.

Qui si vuole concludere con una frase di Martin Luther King:
“Nulla al mondo è più pericoloso che un’ignoranza sincera ed una stupidità coscienziosa”.


Rispondere all'articolo - Ci sono 13 contributi al forum. - Policy sui Forum -
I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
2 novembre 2007, di : Pensieridiunmuratore |||||| Sito Web: http://pensieridiunmuratore.ilcanno...

"divertente quest’articolo, la giornalista si potrebbe candidare per il primo premio Dan Brown, essendo riuscita nel non facile ruolo di unire un’accozzaglia di informazioni storicamente certe, con una trama romanzesca degna di.... Dan Brown".
I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
5 novembre 2007, di : Beatrice

Gentile sig.Pensieridiunmuratore, ho apprezzato davvero tanto il fatto che abbia ritenuto il mio articolo degno di un Suo commento; confesso che mi piace molto l’interazione e lo scambio di idee (in caso contrario credo che nessuno si dovrebbe esporre a scrivere!). Prendo il Suo commento come un complimento; in effetti mi riterrei gia’ ben fortunata se potessi aspirare addirittura ad un Primo premio per un’opera letteraria, anche se Dan Brown e’ diventato quasi epiteto di letteratura di scarso rilievo,(credo comunque sarebbe un bel punto di partenza per chi ama scrivere! Lei mi insegna che si parte dai gradi piu’ bassi per elevarsi...). Certo devo ammettere come evidenziato dal Suo acuto intervento, che non e’ stato facile mettere insieme in un unico articolo tante informazioni storiche (occorrono interi libri per gli approfondimenti e lo ribadisco anche nel mio articolo); percio’ diventa quasi inevitabile nel tentativo di riassumere il tutto per il web, che tante informazioni risultino un’"accozzaglia" (uso il Suo stesso termine per capirci meglio)! In quanto alla trama romanzesca, che personalmente non trovo e che non era nel mio intento creare (ma a volte involontariamente la penna sfugge di mano...,credo che ci intendiamo!), vorrei precisare che non ha nulla a che vedere con lo scrittore da Lei citato in quanto in mia piena buona fede, dichiaro di non aver mai letto opera alcuna. (E me ne rammarico!). Grazie ancora per l’attenzione dedicatami. La saluto cordialmente.

P.S. Anche se il link al Suo sito non e’ funzionante, visto la Sua premura di farcelo conoscere, ho comunque trovato l’indirizzo e ho sbirciato un po’. Le faccio i miei complimenti!

I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
8 novembre 2007, di : alessandro

ciao beatrice... ho letto l’articolo anche se ti confesso che non sono riuscito a finirlo. Anche perche il mio interesse era rivolto all’accenno che fai circa i templari in svizzera all’inizio delle persecuzioni in francia. Sai per caso fornirmi qualche fonte o qualche utile link da consultare. Ti ringrazio in anticipo se dovessi rispondermi. Ciao Alessandro
I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
8 novembre 2007, di : Pensieridiunmuratore |||||| Sito Web: PDM

Gentilissima Beatrice, la ringrazio per aver risposto al mio commento, malgrado questo fosse un po acre e generico. Per ringraziarla dell’attenzione prestatami, e sicuro della sua buona fede, le farò notare ciò che non è possibile in alcun modo incontrare in un articolo che ha la pretesa di raccogliere informazioni storiche, inesattezze tanto grossolane. Anche se non ho dubbi possa aver trovato altrove, pagine e libri interi nei quali sono riportate le tesi da lei riassunte. Purtroppo prive però molto spesso di alcun fondamento storico, o che anzi spesso si oppongono fortemente ad alcuni fatti storicamente accertati. Purtroppo cominciando un opera senza aver resettato i propri pre-giudizi, questo è il risultato più probabile. Alcni fatti storicamente e certamente falsi: La Spagna entró nel traffico degli schiavi grazie a Colombo. Nel 1430 gli spagnoli colonizzarono le Isole Canarie ed asservirono la popolazione locale, schiavizzandola. Cristoforo Colombo sarebbe nato tra i 18 e i 21 anni dopo.

si crearono diverse logge che pur avendo un’origine e un credo comune (“credo massonico”) Non esiste nessun "credo massonico".

Inoltre l’articolo fa menzione di un qualche sfruttamento della schiavitù da parte dei Templari, come se ciò fosse peculiare di quest’Ordine, o come se fosse presente in misura maggiore che altrove. Piuttosto parrebbe il contrario, le notizie storiche parlano di servi affrancati, e anche gli storici più temerari e ricchi di fantasia parlano di qualche templare divenuto pirata DOPO la distruzione dell’Ordine, mentre in quest’articolo parrebe invece che la pirateria fosse lo strumento per creare ricchezza, e il movente per giustificare un imperatore che aveva troppi debiti, e sognava l’oro templare.

Neanche poi lo stesso articolo fa qualche collegamento tra la massoneria e la schiavitù. E per fortuna, altrimenti sarebbe risultato incongruente il nome di Victor Schoelcher, massone, quale politico che militò attivamente e ottenne l’abolizione della schiavitù in Francia.

Incredibile poi acccostare la Massoneria allo spaccio di droga tramite la storia dell’oppio. O una sua versione molto parziale. Quando l’oppio NON era illegale, era usato da millenni come sedativo con l’avvertenza: NON ABUSATENE, le famiglie inglesi più importanti si dedicavano al commercio pur rimanendo a pieno titolo nella Royal Society. Giudicare i fatti di ieri con i parametri moderni è un aberrazione antistorica, perpetrata ripetutamente in questo articolo. Collegare poi la Massoneria alla quale fanno parte Singole persone e non "famiglie", tramite il solo cognome di qualcuno è un atto puramente arbitrario. In Cina l’uso dell’oppio era cominciato nel 2800 a. C., si diffuse fra la popolazione nel 1100 a. C. Ottenuto cosí il monopolio sul traffico, il gioco fu semplice: i cinesi che prima conoscevano l’oppio per utilizzarlo come infuso, il quale utilizzo non aveva effetti collaterali, cominciarono ad aumentare la richiesta di oppio via via che la popolazione ne diventó dipendente per l’uso della sostanza come droga. Che l’oppio poi non avesse "effetti collaterali" assunto in diversa forma è un’invenzione un po strana. Come l’hashish, se viene ingerito in una tisana (anche se in Cina veramente lo usavano per fare delle torte per le feste), ha effetti ancor maggiori, ma che cominciano a distanza di un’ora circa dall’assunzione. Il consumo di oppio dunque non aumentò in Cina perchè improvvisamente qualche diavoletto gli sussurò all’orecchio di assumerlo in un’altra forma, ma a causa di una legge proibizionista del secolo precedente che vietava il tabacco da fumo. Quello che in precedenza era quindi stato un uso miscelato e moderato, divenne un uso smodato.

La ringrazio per l’attenzione prestatami PDM PS il link l’ho messo per evitare il mio fosse interpretato come un "messaggio anonimo", ed è non funzionante a causa di un problema di programmazione di girodivite che aggiunge il proprio indirizzo a quello collegato

I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
9 novembre 2007

Sig. Pensieridiunmuratore, il forum a questo punto è diventato molto più costruttivo (e questo mi piace!).

In riferimento alla Sue precisazioni cercherò di rispondere con alcuni dettagli su quanto ho scritto nell’articolo.

Sul discorso di Colombo che fece entrare la Spagna nel traffico degli schiavi, vorrei precisare che mi riferivo al traffico degli uomini di colore. Come premetto all’inizio del capitolo "La tratta degli schiavi", tale pratica era conosciuta dalle civiltà più antiche; in seguito nello stesso capitolo continuo dicendo che "Venivano assoggettate alla schiavitú le popolazioni sconfitte durante una guerra; per cui indipendentemente dalla razza, sia bianchi che neri furono resi schiavi dalle popolazioni piú forti. Si puó benissimo asserire che l’assoggettamento di un popolo alla schiavitú, non sia stato altro che un obbedire alla legge di natura in cui il piú debole soccombe al piú forte. Non é un caso che gli stessi africani utilizzavano schiavi neri nei loro scambi commerciali. " Perciò mi sono spiegata male io, ma quando cito Colombo, inquadro il traffico degli schiavi in quel contesto storico di espansionismo coloniale in cui le vecchie pratiche prendono per così dire "pieghe" diverse. Se prima si praticava la schiavitù quando si assoggettava una popolazione più debole, (come il caso della Spagna con gli indigeni delle isole Canarie), via via con i viaggi di colonizzazione e l’esigenza di sfruttare le grandi risorse del Nuovo Mondo, "La tratta degli schiavi" diventa più un fenomeno economico e mirato ad utilizzare una adeguata "merce umana" (termine aberrante, ma così fù!)come le popolazioni di colore (più resistenti alle lunghe ore di lavoro).

Per quanto riguarda "Il credo massonico", mi sembra strano che ne neghi con tanta perentorietà l’esistenza. Quando si parla di Deismo nella massoneria a cosa ci si riferisce?!! Non voglio dilungarmi sulla concezione del Deismo, ma essendo una filosofia illuministica sul concetto di Dio, che viene abbracciata dal filone principale della massoneria del settecento e sviluppata dalla stessa per riunire e armonizzare sotto lo stesso credo le diverse dottrine e religioni dei fratelli, forse si potrebbe anche parlare del cosidetto "Credo massonico" (almeno limitatamente alla massoneria dell’epoca, poichè non voglio entrare nel merito di quella moderna).

Riguardo ai Templari - pirati, anche io dico che dopo la distruzione dell’ordine i templari trovarono rifugio come costruttori o si imbarcarono sulle navi trovando come via di scampo la pirateria. E’ anche vero però che anche quando l’ordine era nel pieno del suo splendore, le navi Templari avevano un forte potere, così come i cavalieri sulla terraferma. A quanto mi risulta essi furono anche armatori dal 1207, usando le loro navi non solo per trasportare uomini e armi utili alle loro imprese, ma anche per il commercio. Inoltre, come precisavo nell’articolo c’è una sottile differenza fra pirateria e guerra di corsa, e i Templari sfruttavano in qualche modo questa sottile linea.

Sul discorso massoneria e schiavitù, infatti non vedo il nesso nemmeno io!

Infine sulla storia dell’oppio non dico che la massoneria era attiva in questo, ma faccio riferimento a dei nomi di personaggi che in qualche modo avevano delle connessioni (e qui andrebbe approfondita la storia della società americana). Lungi da me l’intento di legare la massoneria con il traffico di oppio (sarebbe una generalizzazione troppo azzardata!). In ogni caso si sta infatti prendendo in considerazione un periodo in cui l’oppio era ancora legale (ma questo lo dico chiaramente nell’articolo, visto che parlo di commercializzazione fra i diversi paesi)! Inoltre all’inizio del capitolo sull’oppio ho precisato che era conosciuto da millenni a.c. come medicinale e come veleno. Visto che il papavero dell’oppio contiene diversi alcaloidi, i quali se assunti singolarmente, hanno diversi utilizzi ed effetti, è possibile trarne anche delle medicine sottoforma anche di infusi. (E’ naturale che bisogna guardare alle dosi in ogni principio!).

Grazie per la precisazione sulla legge che proibì il tabacco in Cina.

E’ stato un piacere scambiare informazioni e idee con lei!

Cordialità.

I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
9 novembre 2007, di : Pensieridiunmuratore

Credo anch’io sia diventato costruttivo il forum, e la ringrazio per questo.

Mi fa notare che le sembra strano io escluda con perentorietà l’esistenza di un "credo massonico". Per questo mi cita, sulla scorta di libri bolle e quant’altro, il deismo. Copio da Wikipedia Il deismo è una filosofia razionalistica della religione sviluppatasi nei secoli XVII e XVIII La Massoneria NON è una filosofia. La Massoneria NON è razionalistica (anche se è vero che alcuni massoni la scambiano per tale), La Massoneria NON tratta di religione PER STATUTO, Come lei giustissimamente fa notare la Massoneria è precedente alla sua "nascita storica", del 1717, e di ben più di un secolo. Dunque il Deismo, che tanto è piaciuto ad ALCUNI Massoni, specie nel periodo illuminista, non è che posteriore alla Massoneria. Certo, senza includere le deviazioni della Massoneria moderna, per poter chiedere di diventare Massone bisogna credere in Dio. Ma non penso affatto si possa parlare di "credo massonico", perchè ognuno entrerà con il proprio "credo", sia esso deista, cristiano, cattolico, musulmano, ebreo, hindù, etc. Quello che le scrivo adesso le sembrerà sicuramente ancor più strano. A chi bussa è richiesto di credere in un Dio, Principio Ordinatore, Essere Supremo, o col nome che più aggrada, ma un Massone, almeno in teoria, dovrebbe Conoscere per certa l’esistenza. E come lei può immaginare tra credere e conoscere c’è un abisso.

PDM

I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
10 novembre 2007

Siamo d’accordo sul fatto che la Massoneria non è una filosofia, in quanto quest’ultima rappresenta semmai un mezzo, uno strumento latomistico per il miglioramento dell’individuo. E’ innegabile che la Massoneria si avvalga della filosofia (nel significato più ampio del termine e dell’etimologia della parola stessa) per andare "oltre" e soddisfare il principio di "perfettibilità" dell’uomo. Quindi la Massoneria non può identificarsi nello stesso mezzo che utilizza per realizzare i propri principi.

Detto ciò credo anche io, che essa non può ristrettivamente definirsi in alcun modo (nè razionalistica, nè empirica ecc...). Essa prescinde dall’identificarsi con un preciso orientamento filosofico o religioso.

Siamo d’accordo quindi che il Deismo fu abbracciato almeno da una parte rappresentativa della Massoneria dell’epoca illuministica, quindi non si può parlare di un "credo massonico" in senso stretto e perennemente valido in quanto legato alle correnti socio-politiche del XVII - XVIII secolo.

Ma è pure vero, anche se non si vuole etichettare il tutto sotto l’espressione di "credo massonico", che nella Massoneria delle origini si includeva già il concetto (prima del XVII secolo) dell’esistenza di un Dio come "Grande Architetto", anticipando in questo la "Querelle des Anciens et des Modernes" che si sviluppò appena poco più tardi (appunto fra la fine del seicento e il settecento).

Naturalmente proprio per la natura e i principi stessi della Massoneria, essa non rimane legata in maniera statica a dei concetti, ma visto l’importanza fondamentale che viene data alla "Conoscenza", supera e si confronta via via con la cultura e la società in cui agisce.

Poi proprio per la complessità e il dinamismo che caratterizzano la Massoneria, credo si possano individuare all’interno dei dualismi concettuali, legati ai diversi piani in cui essa agisce.Un esempio potrebbe essere il concetto trascendenza/immanenza. Ma qui si apre un’altra lunga parentesi...

Chiudo dicendo che comunque il tutto và sempre prima inquadrato nel suo contesto storico-sociale, poi se ne possono trarre le linee generali che lo caratterizzano nel tempo.

Grazie ancora per l’attenzione e il tempo che ha dedicato a questo forum!

I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
10 novembre 2007

Gentile Alessandro,

in merito alla richiesta di materiale sui Templari in Svizzera, purtroppo non sono riuscita a trovare approfondimenti sull’argomento, nonostante abbia fatto proprio in questi giorni delle ricerche per poterti segnalare qualcosa. I testi da cui io ho tratto le informazioni che ho accennato nell’articolo non dicono altro. Grazie comunque per avermi contattato! Saluti.

I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
4 giugno 2008, di : bernardo

ciao,secondo me non conosci bene la storia dei cavalieri templari e dire che furono sciolti perchè erano una specie di pirati che avevano assunto troppo potere con la pirateria è un evidente enorme lacuna in materia.STUDIA!Volevo continuare a leggere perchè mi piaceva la storia della massoneria e la volevo approfondire ma non vedo in ciò le mie dovute risposte.Forse l’essenza vitale è a te sconosciuta o non appartenente al tuo d.n.a.!ti consiglio di ricercare una verità profonda e non fermarti solo all’oggettività dei fatti.ok?
I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
18 luglio 2008, di : Beatrice

A Bernardo: Ma chi ha detto che i cavalieri Templari furono sciolti perchè erano una "specie di pirati"? L’hai interpretato tu fra le righe? Credo sia un’interpretazione completamente errata... Io studio, sicuramente continuo a studiare, tu impara a capire quello che leggi e poi magari ci risentiamo! Ok?
I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
23 dicembre 2009, di : Encelado

Purtroppo accade spesso che i Templari siano accomunati a Massoni, Pirati e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo scrittori del calibro di Dan Brawn hanno sfasciato quelle documentazioni storiche affidandosi molte volte alla fantasia senza magari avere una preparazione così ampia da poter ipotizzare ciò che non è scritto correttamente e coerentemente con le informazioni storiche anche se ridotte. Ho letto dei libri sui Templari, ma scritti dagli storici non dai romanzieri, e di tutto ciò di cui si parla nell’articolo solo poche cose coincidono. Dal 1307 anno in cui l’ordine viene sciolto, molti sono state le ipotesi sulla sua prosecuzione. Anche ai giorni nostri molti "ordini" che si rifanno alla Regola scritta da San Bernardo da Chiaravalle e Ugo, intraprendono vie non propriamente dei Templari,ma ciò è da considerarsi una furviazione di quello che era il vero obiettivo dell’Ordine fondato nel 1119.
    I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
    29 gennaio 2010, di : millenotte

    Io non credo che la massoneria sia figlia legittima dei Templari. la massoneria è nata tanti secoli prima. Anche se la data della sua fondazione non è precisa a causa della sua assoluta segretezza, ma si pensa che sia stata fondata intorno il (43-44 d-C), dal Re romano Hirodis Akriba e i suoi collaboratori ebrei; Hiran Abiud come vicepresidente, e Moab Lami come segretario. Il suo obbiettivo principale allora, fu quello di perseguitare e uccidere i cristiani, per impedire la diffusione della loro nuova religione.Inoltre, come diceva il rabbino Lakwis: la massoneria è ebraica dall’inizio alla fine.
      I templari, la massoneria. Un filo diretto fino ai nostri giorni
      19 dicembre 2010

      Pitagora non è uno dei primi massoni?