Il 13 ottobre 1307 é una data che si puó considerare lo spartiacque tra l’epoca medievale e il processo di espansionismo che ci porta fino ai giorni nostri.
La data in questione é quella che vede ufficialmente la fine dell’ordine templare per mano del re di Francia Filippo “il Bello”.
Poca importanza forse é stata data a questo evento sui testi scolastici, ma in realtá tale evento con tutte le sue implicazioni e conseguenze future é la chiave per comprendere lo sviluppo e l’attuale struttura sociale del mondo.
Recentemente l’interesse verso l’argomento degli ordini cavallereschi medievali é stato alimentato dall’uscita di alcuni best-seller che hanno mescolato insieme fantasia e storia, creando un “cult”,
ma realmente la riesumazione di detti argomenti merita un serio e accurato approfondimento.
I TEMPLARI
I Cavalieri Templari nascono come ordine cavalleresco-monastico nel 1118 sotto l’approvazione e la guida di San Bernardo curatore dei monaci Cistercensi francesi.
Si tratta di un ordine cavalleresco che segue un ordinamento monastico e che ha come fine la difesa della Chiesa, riconoscendo come unica autoritá quella papale.
Sotto la protezione della Chiesa, l’ordine si espande enormemente in tutta Europa.
L’impronta lasciata dai Templari é spesso sottovalutata; basti pensare che dalla loro organizzazione scaturisce il primo sistema bancario dal quale si giunge a quello conosciuto ai giorni nostri.
I Templari riuscirono infatti, attraverso una larga rete di presenze e scambi in diversi paesi, a soppiantare il sistema finanziario utilizzato fino a quel momento, ossia quello nelle mani di famiglie genovesi, fiorentine e veneziane.
Negli anni che videro fiorire l’importanza dell’ordine, in tutta Europa furono migliaia i possedimenti di terreni e immobili nelle mani dei cavalieri; la loro ricchezza diventó tale, grazie alle numerose donazioni di famiglie aristocratiche e di re, da superare la ricchezza dello stesso re di Francia.
Tale ricchezza fu alimentata anche da una potente flotta navale che veniva utilizzata per i diversi spostamenti di uomini e mezzi necessari per l’organizzazione e nondimeno per scopi commerciali.
Il filone che guida tutta la storia é segnato dalla cupidigia e dall’aviditá degli uomini e come per tutti i grandi eventi nel corso dei secoli, anche la nascita e la decadenza dell’ordine Templare sono contrassegnati da tali vizi e corruzioni.
I Templari al loro interno abbracciavano un sistema democratico di mutuo soccorso e di reciproco sostentamento; nati per difendere la Chiesa e conquistare le Terre Sante nelle mani degli islamici, la loro missione si trasformó invece, via via, in un personale interesse di arricchimento e potere.
Attraverso le loro sviluppate organizzazioni finanziarie-bancarie e la loro potente flotta, si dedicarono alla pirateria, al contrabbando e alla tratta degli schiavi.
Inalberando la bandiera col teschio e la croce, simboli religiosi di resurrezione, i Templari solcarono i mari diventando fra i piú temuti pirati.
La linea sottile che differenziava i pirati dai corsari stava nella legittimitá degli attacchi alle navi straniere; infatti mentre i corsari erano ingaggiati direttamente da un re che li dotava di una “lettera di marca” e li autorizzava pertanto alla cosiddetta “guerra di corsa”, il ché consisteva nell’attacco di una nave nemica, i pirati attaccavano indiscriminatamente navi rivali e non, senza alcuna formale autorizzazione da parte di re.
Quando gli interessi del re Filippo di Francia nel 1307 vennero troppo compromessi da questo vasto potere templare, egli con la collaborazione della Chiesa fu l’artefice della fine dell’ordine e quel 13 ottobre passó alla storia come il primo venerdì 13 sfortunato.
I Templari apparentemente distrutti dalle persecuzioni e torture senza pietá, continuarono a vivere in clandestinitá rifugiandosi nei paesi in cui trovarono ospitalitá e tolleranza, nonché protezione da parte di certe famiglie nobili.
Infatti mentre in Francia si continuó impietosamente la caccia e lo sradicamneto dei Templari, in paesi come l’Inghilterra, la Scozia, il Portogallo, la Spagna e la Svizzera, i cavalieri si riorganizzarono sotto altri nomi e strutture.
In Inghilterra essi entrarono a far parte del preesistente ordine di San Giovanni; nella Penisola Iberica presero il nome di “Cavalieri di Cristo”; in Svizzera si organizzarono in un forte esercito che protetto dalla posizione geografica, grazie alle Alpi, poté accrescere la propria potenza con l’aggregazione di diversi cantoni.
I Templari vengono legati strettamente alla storia della Svizzera; non a caso si puó notare la somiglianza della bandiera di questo Stato e dei diversi cantoni, con quella dei Cavalieri;
tra l’altro si fa risalire la particolare e sviluppata organizzazione bancaria svizzera direttamente alla presenza dell’ordine.
A questo punto come ben si comprende, l’ordine cavalleresco dopo la fatidica data che ne segna la fine, é tutt’altro che annientato. Essi integrati nei diversi stati europei, si dedicarono all’edilizia e costruirono fra i piú bei monumenti d’Europa, comprese chiese e cattedrali.
Questa attivitá che diventó prevalente, li aiutó a sostenersi e ad inserirsi nella societá in tal modo da formare le cosiddette Logge Segrete (Libera Muratoria).
Nelle Logge i componenti comunicavano per mezzo di parole in codice; molti termini vennero poi trasformati dal francese nella lingua inglese e diedero origine alla terminologia con cui fu conosciuta la Massoneria.
Alcuni esempi di tali termini sono: “freemason” in inglese che vuol dire “libero muratore” che deriva dal francese “frère maçon”, come usavano chiamarsi fra di loro i cavalieri. Ancora il termine “logge”dal francese “loges”, che si riferisce agli alloggi che i Templari costruirono nei loro vari spostamenti.
La Massoneria é dunque un filo continuo con l’antico ordine; essa nasce per salvaguardare e difendere gli ex-Templari sparsi per il mondo creando cosí una fitta e potente rete di aiuti reciproci ai “fratelli”.
Lo scopo era quello di procurare un lavoro, un alloggio e tutto il necessario per l’inserimento in societá. Grazie all’edilizia e all’artigianato, attivitá a cui si dedicarono gli appartenenti alla logge, fu garantita la libertá a quegli uomini ormai considerati fuorilegge.
Ovviamente non tutti gli ex-Templari si dedicarono all’edilizia e molti si imbarcarono sulle navi ingrossando le file di pirati giá esistenti.
Logge massoniche e pirati furono le prime vie di scampo da un chiuso e rigido sistema feudale; all’interno di queste nuove “societá” la filosofia era prettamente democratica e gli ideali erano quelli egualitari e di fratellanza. Addirittura la prima forma di Stato democratico molto avanzato si deve riconoscere ai pirati che crearono “Libertalia”: un’isola del Madagascar “Sainte Marie”, in cui i pirati si ritiravano dopo anni di avventure in mare e in cui regnavano i principi e gli ideali di uguaglianza e reciproco rispetto dei diritti individuali.
L’unica “pecca” di questo Stato fu di essere interamente regno di pirati e quindi frutto di attivitá illecite.
Se in questo nuovo quadro che si delinea nel quattordicesimo secolo, si puó vedere l’avanzamento della societá verso l’epoca moderna, bisogna peró addentrarsi verso quello che furono i fili conduttori: sia la massoneria che le organizzazioni di pirati perseguivano i loro fini spinti dall’aviditá e dalla brama di potere.
Le logge massoniche che nacquero in tutta Europa e che con l’espansionismo coloniale si diffusero ampiamente anche nel “Nuovo Mondo”, tanto da avere un ruolo decisivo nella guerra di indipendenza americana, ebbero l’appoggio di diverse famiglie potenti. Una delle piú note inizialmente in Scozia fu la famiglia Sinclair; attraverso le fitte trame di legami si stabilí un forte potere occulto in grado di influenzare persino i piú grandi eventi della storia.
LA TRATTA DEGLI SCHIAVI
Uno degli affari piú lucrosi e redditizi della storia del mondo fu la tratta degli schiavi. Giá le epoche piú antiche e le civiltá piú evolute conoscevano questa pratica. Citata anche dai piú grandi filosofi antichi come Platone e Aristotele, essa si puó dire che sia parte della storia umana;
un ruolo centrale per l’arricchimento e l’espansione economica, lo assunse nel quattordicesimo secolo.
L’ordine templare si era reintegrato in Portogallo con i Cavalieri di Cristo che ebbero a capo il Gran Maestro, Enrico “il Navigatore”, figlio di re Giovanni I di Portogallo e della regina Filippa di Lancaster. In questa “nuova veste” l’ordine con il principe Enrico ebbero il “merito” di migliorare e istituzionalizzare la tratta degli schiavi.
Vedendo una grande potenzialitá di sviluppo economico, il principe Enrico aumentó di gran numero gli schiavi presenti nelle sue colonie assoggettando le popolazioni indigene delle terre da lui conquistate.
Si puó dire che i Cavalieri di Cristo formati dagli ex-Templari, divennero una vera e propria organizzazione per il traffico di schiavi. Il principe Enrico approfittando della forza dell’ordine emise licenze per autorizzare la pratica sui suoi territori. Infine si espanse con diverse attivitá agricole e manifatturiere finanziate dai proventi del traffico di schiavi.
Il suo ruolo come Gran Maestro dell’ordine non finisce qui; egli aprí le porte di tale pratica a tutta l’Europa.
Il Portogallo dunque fece da ”iniziatore” al commercio umano; la Spagna continuó non da meno l’opera, espandendo lo schiavismo degli uomini di colore anche nel “Nuovo Mondo”.
Fa la sua comparsa qui Cristoforo Colombo, una figura centrale e famosa anche per il mistero creato intorno alla sua immagine di esploratore e sul quale cognome ci sarebbe da notare l’origine derivante dal simbolo della sapienza, la colomba, e da San Giovanni Battista, alla cui figura i Templari si erano consacrati.
Egli venne a contatto e conseguentemente a far parte dell’ordine dei Cavalieri di Cristo, grazie all’importante matrimonio con Felipa Moniz-Perestrello, figlia di un Cavaliere di Cristo.
Colombo ereditó le conoscenze dei viaggi intrapresi prima di lui dal suocero e salpó anch’egli verso ovest alla ricerca del “Nuovo Mondo”. La Spagna entró nel traffico degli schiavi grazie a Colombo.
È comunque da sfatare la concezione secondo la quale lo schiavismo sia legato originariamente al razzismo. In effetti fino alla rivoluzione americana, la schiavitú era un fatto che prescindeva dalla razza di appartenenza. Venivano assoggettate alla schiavitú le popolazioni sconfitte durante una guerra; per cui indipendentemente dalla razza, sia bianchi che neri furono resi schiavi dalle popolazioni piú forti. Si puó benissimo asserire che l’assoggettamento di un popolo alla schiavitú, non sia stato altro che un obbedire alla legge di natura in cui il piú debole soccombe al piú forte.
Non é un caso che gli stessi africani utilizzavano schiavi neri nei loro scambi commerciali.
Il picco del commercio di schiavi assunse dimensioni enormi fra il 1520 e il 1540. In realtá si privilegió lo schiavo nero a qualsiasi altra razza, per la sua resistenza fisica.
Gli spagnoli per primi capirono che un uomo di colore poteva svolgere il lavoro di quattro uomini di altre popolazioni indigene.
Gli schiavi neri furono esportati nel “Nuovo Mondo” in grande numero e destinati a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero e nelle varie coltivazioni che si svilupparono nelle mani di quelle famiglie potenti e legate fra di loro da matrimoni di convenienza e dall’appartenenza a logge massoniche di alto ceto.
Si puó concludere che la pratica indegna del commercio di vite umane non si e’ da addebitare a nessun gruppo o etnia in quanto essa fu la combinazione di diversi fattori e l’evoluzione di una situazione giá esistente a cui presero parte gli interessi di tutti i paesi del mondo.
Chi arrivó piú tardi a tele commercio non restó certo indietro come fu il caso di Inghilterra, Francia, Scozia.
La Chiesa stessa ebbe un’importante posizione con l’editto di papa Alessandro I che ordinó che tutti gli schiavi a bordo di navi negriere dovevano essere battezzati; ció permise ai conquistatori di assumere il subdolo ruolo di “salvatori” con la missione di cristianizzare le popolazioni schiavizzate o in caso contrario a sentirsi autorizzati ad uccidere gli infedeli.
Detto tutto ció nessuno puó essere biasimato come colui che “inventó o “inizió” la tratta degli schiavi, ma si puó condannare la corruzione e l’aviditá che permise alle classi elitarie di ogni stato e paese del mondo di attentare e distruggere il diritto inalienabile di libertá di ogni singolo individuo.
Nell’epoca che stiamo analizzando furono le diverse logge, congreghe, corporazioni e gente comune appoggiata dal potere, ad avere il monopolio e decidere sulle vite di altri uomini.
Se da un lato si era appena usciti da un sistema feudale in cui contava solo l’elitarismo chiuso e illiberale, dall’altro lato ci si avvió ad una corsa alla ricchezza e al potere che portó alla costituzione di una societá formata da nuove classi sociali quali ricchi borghesi e mercanti armatori.
IL RUOLO DELLA MASSONERIA
La Massoneria predicava l’eguaglianza e la fraternitá con uno spirito che alle sue origini voleva l’unione dell’intera umanitá in un unico stato armonioso, ma in realtá praticó al suo interno un sistema ancora piú elitario che vide il formarsi di logge costituite da elevati ceti sociali e logge che rimasero comunque nel sotterraneo, costituite dai ceti piú modesti.
È da sottolineare che nell’espansione della Massoneria dall’Europa al “Nuovo Mondo”, si crearono diverse logge che pur avendo un’origine e un credo comune (“credo massonico”), furono influenzate dai diversi orientamenti politici a tal punto da creare fratture e lotte fra le stesse logge.
Il primo passo di politicizzazione della Massoneria fu compiuto dal re massone e cattolico Giacomo I d’Inghilterra della famiglia Stuart, intorno al 1603. Egli fu in continuo conflitto con il Parlamento di stampo protestante. Quando salí al trono il figlio Carlo I, il Parlamento dichiaró che il re non aveva diritto di legiferare; ció portó alla ribellione degli irlandesi ed alla conseguente reazione del Parlamento. Scoppió una guerra civile che si concluse con la decapitazione del re.
Dopo un breve periodo in cui il potere fu nelle mani di un leader politico di nome Cromwell che peggioró i rapporti fra cattolici e protestanti, salí al trono Carlo II che abolí molti privilegi della monarchia, ma con il trono del fratello Giacomo II , cattolico, ritornarono i gravi conflitti che videro la fine del regno con la Rivoluzione Gloriosa.
Il re Giacomo II aveva una figlia di nome Maria che intrecció i legami con la famiglia olandese degli Orange sposando Guglielmo III d’Orange.
Guglielmo III d’Orange e Maria promulgarono la Dichiarazione dei Diritti che bandiva i cattolici dal trono e affermarono i due partiti liberale e conservatore. Al partito liberale appartenevano sia inglesi che scozzesi aderenti al protestantesimo olandese. In questo contesto nacque l’Ordine di Orange, confraternita di stampo massonico anti-cattolica tutt’ora esistente.
Con la morte di Guglielmo, gli Orange lasciarono il regno nelle mani degli Hannover, casato tedesco che piú tardi cambió il nome con Windsor per dare uno stampo piú britannico.
Gli Stuart erano peró sempre speranzosi di poter riprendere il trono e con l’aiuto di Michael Ramsey e del conte Water fondarono la nuova Loggia dei Cavalieri Templari, organizzazione massonica di diretta discendenza dall’antico ordine vissuto in clandestinitá. La leggittimitá di questa fondazione gli fu data dalla piú antica loggia esistente prima dell’abolizione dei Templari, la Loggia Kilwinning risalente al 1120.
Dopo la creazione della nuova loggia, gli eventi precipitarono e nella battaglia di Culloden gli scozzesi videro sfumare definitivamente le loro ambizioni.
Da questo avvenimento inizió una massiccia emigrazione verso le coste americane, di scozzesi.
Le diverse lotte religiose fra protestanti e cattolici nei diversi stati, ebbero come conseguenza l’emigrazione verso il “Nuovo Mondo” di ugonotti, puritani, cattolici inglesi e scozzesi.
Questo trasformó notevolmente la Massoneria dei primi del 1700.
In America erano giá sorte diverse logge fra cui la Grande Loggia Moderna. Logge di diverse cittá americane accoglievano mercanti e armatori escludendo le classi piú povere. Tali logge si distinsero dunque dalla Massoneria scozzese che era ancora legata ai principi di uguaglianza.
Con la nascita della Loggia di Saint Andrew a Boston, di ispirazione scozzese, si creó una frattura anche nella Massoneria americana.
In questo disordine insorse la rivoluzione che vide contrapposti massoni liberali bostoniani contro cattolici scozzesi conservatori. Sotto l’influenza della stessa Massoneria ebbero la meglio i rivoluzionari. Dopo la rivoluzione americana fu sempre la Massoneria che ebbe il ruolo fondamentale di ricostruire la nuova nazione.
Si é compreso come la nuova societá che si stava formando era dominata da vizi e corruzioni di fondo che portarono ad una lotta per l’espansione coloniale e per l’accaparramento del monopolio sul commercio e i traffici oltre oceano. Accanto al traffico degli schiavi si collocó e si sostituí in seguito ad esso, il traffico di oppio, considerato un affare ancora piú redditizio.
IL TRAFFICO D’OPPIO
L’oppio era conosciuto giá nel 6000 a.c. e veniva utilizzato dalle piú antiche civiltá sia come medicinale che come veleno, nonché come droga nei rituali religiosi.
Il riconoscimento dell’espansione del suo utilizzo nel mondo lo si deve peró dare agli inglesi; infatti fu nel 1700 nel momento di maggior picco dell’espansionismo coloniale e delle esportazioni commerciali che ogni stato si specializzó in un proprio settore di esportazione di merci.
Il Portogallo traeva i suoi maggior profitti dalla tratta degli schiavi; la Spagna esportava argento; gli olandesi le spezie varie; l’Inghilterra e la Francia si specializzarono nei generi alimentari.
L’Inghilterra importava dalla Cina grossi quantitativi di té che scambiava con l’esportazione in Cina di oppio. Infatti quando la richiesta di té in Inghilterra diventó tale da non riuscire a compensarsi con l’esportazione di altri beni, si puntó sull’oppio.
Si intravide subito la grande potenzialitá di guadagno che tale merce avrebbe portato e fu per ció che l’Inghilterra per mezzo della Compagnia Britannica delle Indie Orientali, prese il controllo di tutte le colonie dell’India che producevano oppio.
Ottenuto cosí il monopolio sul traffico, il gioco fu semplice: i cinesi che prima conoscevano l’oppio per utilizzarlo come infuso, il quale utilizzo non aveva effetti collaterali, cominciarono ad aumentare la richiesta di oppio via via che la popolazione ne diventó dipendente per l’uso della sostanza come droga.
La conseguenza di una sempre piú crescente dipendenza da tale droga portó l’imperatore cinese nel 1799 ad abolirne il commercio, ma la Compagnia Britannica aggiró l’ostacolo vendendo l’oppio ai mercanti inglesi ed americani che si volevano assumere il rischio di spedirlo via mare creando un commercio illecito.
La veritá é che se da un lato il traffico d’oppio veniva proibito dalla Cina, era peró ammesso nel resto del mondo per il suo potere di guadagno. Per cui le leggi proibizionistiche della Cina non fecero che aumentare la richiesta della droga e di conseguenza i profitti.
Nel diciannovesimo secolo a diffondere e proteggere il traffico d’oppio furono le piú importanti famiglie britanniche: i Jardine, i Matheson e i Sutherland.
I Jardine e i Matheson arrivarono al punto di creare una vera e propria societá la “Jardine & Matheson” che pubblicava dei bollettini, gli “Opium Circulars” con le informazioni sulle quotazioni della droga in tutto il mondo. Sia la famiglia Jardine che la Matheson erano strettamente connesse al potere occulto della Massoneria.
Le conclusioni da trarre sono semplici: da tale quadro si arriva all’attuale situazione sociale in cui il traffico lucroso di droga rappresenta tutt’ora un’enorme piaga sociale nonostante le leggi proibizionistiche.
Quello che si evince dal riassuntivo quadro presentato é che la trama di eventi storici e’ intrisa dai giochi di potere, piú o meno svelati o occulti, ma sempre mirati a tenere la “massa” estromessa dalla “Conoscenza”; tutt’al piú emergono personaggi che da “gente comune” diventano “famosi” perche’ capri espiatori di piú alte figure.
Certo l’intento non é quello di generalizzare un argomento cosí ampio e tortuoso, ma si vuole porre l’accento su certe realtá storiche spesso trascurate nella media cultura scolastica, che da buona istituzione bada bene a non far risaltare quello che non conviene.
Si sono toccati temi importanti come la Massoneria, ma ben lungi dall’intento di demonizzare tale organizzazione, che certo occorrerebbe un intero trattato per iniziare a inquadrarla in tutte le sue sfaccettature e piú complessi significati; altrimenti sarebbe come non vedere l’altro lato della medaglia.
E sempre per guardare l’altro lato della medaglia, non si puó evitare di aprire gli occhi per guardare “il lato oscuro” e secolare della Chiesa, da sempre implicata nella fitta trama sia come mera esecutrice di interessi propri che come mezzo per l’ottenimento di obiettivi di potere altrui.
Qui si vuole concludere con una frase di Martin Luther King:
“Nulla al mondo è più pericoloso che un’ignoranza sincera ed una stupidità coscienziosa”.