I problemi della Sanità della Regione Campania



mercoledì 28 giugno 2006, di Enzo Maddaloni - 2101 letture

LA DIGNITA’ DEI LAVORATORI DELLA SANITA’ NON HA PREZZO

Nonostante l’impegno assunto dalla Regione Campania di pagare contemporaneamente e massimo entro il 10 luglio c.a., gli arretrati contrattuali a tutti i lavoratori del comparto pubblico della sanità (amministrativi, infermieri, personale tecnico, ausiliario, ecc.con una media di 2000 euro lordi pro capite), solo per i lavoratori dell’ASL 1 di Napoli (sembra anche previo accordo sindacale con Montemarano) sono stati messi in pagamento, con la busta paga del 27 giugno c.a., gli arretari, nel mentre, l’Ospedale Cotugno ed il Cardarelli hanno già predisposto il pagamento a parte entro il 4 luglio.

La cosa è di per se gravissima perché mette in evidenza, ancora una volta, l’arroganza ed il menefreghismo dell’Assessore Montemarano, impegnato più a garantire le sue lobbies di potere, che il buon funzionamento della sanità e la stessa dignità dei lavoratori della sanità dell’intera regione.

Inoltre, la cosa è gravissima perché rimette in evidenza la netta separazione dell’azione regionale all’interno dei territori provinciali proponendo, di fatto, una vera è propria "devolucion" all’interno della stessa regione campania.

Questa situazione deve essere stigmatizzata con forza immediatamente, attraverso anche un’interrogazione regionale da parte di tutti i consiglieri, a tutela della dignità di tutti i lavoratori del delicato comparto che stanno aspettano da oltre 29 mesi il pagamento degli aumenti contrattuali.

Non si può ritenere sufficiente neppure le giustificazioni, riportate queste mattina da un quotidiano locale, del Prof. Tancredi - Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Salerno nonchè Coordinatore Regionale di tutti i Direttori Generali presso l’ARSAN (Agenzia Regionale della Sanità - organismo tecnico dell’assessorato alla sanità), il quale, rispondendo all’interrogativo sulla vicenda rivoltogli dal Consigliere Regionale DS Ugo Carpinelli, pare abbia motivato la cosa in ordine ad una disponibilità di cassa dell’ASL NA 1 e non della Regione Campania.

Il paradosso di questa storia è che l’ASL 1 di Napoli è da tutti risaputo che è l’ASL più indebitata d’Italia e che nonostante ciò è l’unica che ha "disponibilità di cassa proprie" a differenze di altre aziende che hanno solo "debiti"?

Ci siamo sbagliati quando abbiamo affermato che la regione campania ha 12.000 Mld di vecchia lire di debiti? Avremmo dovuto dire che i debiti li tengono solo le ASL altre?

Per fortuna che la dignità non ha prezzo ed i lavoratori dell’Azienda Ospedaliera di Salerno hanno già dichiarato lo stato di agitazione, spero che presto se ne aggiungano altri.

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