Convegno a Palazzo Vermexio, a Siracusa, sui piani strategici per il governo del territorio
I piani strategici. Applicati ai campi più diversi, dalla cultura all’Università, dal turismo all’impegno sociale per i malati di Alzheimer, dalla finanza alle trasformazioni urbane per la comunicazione e la promozione internazionale, i piani strategici per lo sviluppo delle città e per il governo del territorio rappresentano un esempio di interventi di successo realizzati in Italia, in Francia, in Spagna, in Portogallo. Di questo si è parlato a Siracusa a Palazzo Vermexio, nella sala Borsellino, venerdì 22 giugno, al convegno organizzato da Agire Solidale. Sono intervenuti: Raffaella Florio, coordinatrice RECS (Rete delle Città Strategiche) e consulente del comune di Firenze, Alberto Giarrizzo del Laboratorio del piano strategico di Siracusa e il deputato regionale dei DS Roberto De Benedictis.
Francesco Ortisi, coordinatore di Agire Solidale, ha introdotto i lavori sottolineando la continuità del tema con quanto relazionato da Carlo Trigilia - titolare della cattedra di Sociologia Economica presso la Facoltà di Scienze Politiche all’Università degli Studi di Firenze – che in occasione della presentazione del suo libro Sviluppo locale, un progetto per l’Italia (Edizioni Laterza), fatta a Siracusa qualche mese fa, ha parlato di un necessario cambiamento culturale, una variazione degli stili decisionali e delle pratiche finora seguite. Conoscere il territorio e investire in beni legati al territorio - come ad es. i beni culturali, storici o ambientali - è il futuro dell’economia e dello sviluppo locale. Non una singola istituzione ma insieme pubblico e privato devono interagire perché è “l’interdipendenza a fare la differenza” sostenne il prof. Trigilia in quell’occasione.
E l’esperienza già fatta a Torino, Venezia, Firenze, Pesaro e altre città - in alcuni casi si tratta di eccellenza come per La Spezia - , ha affermato la dott.ssa Florio dimostra “che la condivisione delle scelte tra pubblico e privato in cui si incoraggiano meccanismi diversi, in cui interagiscono soggetti diversi, con interessi diversi, portano al successo che non sarebbe stato raggiunto senza il contributo della pianificazione strategica. L’approccio che sta alla base di esso è di area vasta. Riqualificare un territorio non vuol dire fermarsi al territorio comunale ma intervenire per lo meno a livello intercomunale”.
Giarrizzo ha illustrato le caratteristiche del piano strategico di Siracusa evidenziando che non si tratta di un documento ma di un’idea “collettiva” della città. De Benedictis ha continuato sostenendo che "anche Siracusa deve dotarsi di un piano strategico che ne disegni il futuro in maniera organica e complessiva, che metta assieme i temi dello sviluppo turistico e quelli dello sviluppo industriale, le grandi opportunità dell’agricoltura di qualità e quella dei servizi avanzati. Siamo in un territorio ricco di beni culturali che possono rappresentare una specificità del territorio. Ed è da questi elementi che si deve partire per lavorare”. Invitato a parlare l’assessore all’Urbanistica e Pianificazione urbana del Comune di Siracusa, Ezechia Paolo Reale, si augura di poter avere delle occasioni per lavorare concretamente per il piano strategico di Siracusa.
C’è tanto da fare per rendere vivibili e qualitativamente buone le città nelle quali viviamo. Problemi di varia natura – la viabilità, il traffico, la riqualificazione urbanistica, il centro storico e il problema della Ztl, la gestione dei beni culturali, l’industria, la mancanza di contenitori culturali per i giovani, lasciano capire che a Siracusa la meta è lontana ma nulla è perduto, anzi molto si può fare. “Basta” un’inversione di tendenza. Anche nei modi. Meno arroganza e un po’ di garbo in più non guasterebbero.