I nuovi comici

Risolta la questione delle primarie Pd
di Adriano Todaro - mercoledì 16 marzo 2016 - 2927 letture

Una volta, al tempo del Pci, i dati elettorali arrivavano subito, prima di quelli del Viminale. La perfetta macchina organizzatrice di quei cattivoni del Pci, ogni anno, riusciva sempre a battere i cervelli del ministro dell’Interno. Oggi siamo in piena modernità, abbiamo twitter, i tablet, internet l’abbiamo messo anche nella lavatrice, abbiamo i politici che ogni qualvolta li inquadrano, stanno schiacciando tasti sugli smartphone come ossessi, eppure, a Roma, per sapere qualcosa di certo su quanti hanno votato alle primarie Pd, è stato necessario attendere ben 70 ore.

Ci sono stati problemi con le schede bianche e nulle ma poi, come sempre, si è risolto tutto. Lo Scavatore Pallido Orfini ha detto che è tutto a posto. E ha ragione. D’altronde questo Matteo, esangue come la Speranza che lo critica, viene dai giornalisti ascoltato come se fosse un profeta biblico. Più cazzate spara e più grandi si fanno i titoli. Su Roma ha detto, ad esempio, una grande verità: “Nel 2013 era andata più gente ai gazebo, ma erano i 100mila delle truppe cammellate dei capibastone poi arrestati, del pantano che portò a Mafia Capitale, delle file di rom”.

Messaggio un po’ criptico ma non per il barbuto Scavatore Matteo che, complessivamente, si è detto soddisfatto del risultato sia di Roma sia di Napoli. A un certo punto ha voluto polemizzare con il resto del mondo: “Noi democratici” – ha detto nell’intervista a Repubblicasiamo felici. Siamo un Paese in cui la destra sceglie i candidati in tre – Salvini, Meloni e Berlusconi – e neppure si mettono d’accordo. I 5 Stelle li scelgono con qualche migliaio di click spiati da Casaleggio. Noi democratici con decine di migliaia di persone che alla luce del sole esprimono liberamente il loro voto”.

Bisogna riconoscere che potrebbe avere un futuro non da archeologo ma da attore di avanspettacolo. Pensate la profondità di questo ragionamento, pensate alle mediate parole cui non si hanno argomenti per rispondere: “…migliaia di persone che alla luce del sole esprimono liberamente il loro voto”. E giù risate.

Liberamente? Ci sono dei video in cui si vedono quelle persone che esprimono liberamente il proprio voto. Dopo aver intascato, però, qualche euro. In realtà è la solita speculazione di gufi e rosiconi, tutte balle. Sentite come mette a posto le cose nella loro giusta dimensione nientepopodimenoche la vice di Matteo I, quella testolina friulana che, come terzo o quarto mestiere, fa, appunto, la vicesegretaria di un grande partito liquido: “Noi ci siamo impegnati moltissimo per garantire massima correttezza alle primarie anche attraverso strumenti nuovi. Se verranno accertate singole responsabilità saranno presi provvedimenti rigorosi”. Strumenti nuovi? Ma gli euro non sono mica nuovi, esistono dal 2002.

E che provvedimenti si prenderanno nei confronti di quei dirigenti che, come dimostrano i filmati, hanno dato soldi a chi votava e hanno indicato il nome di chi doveva essere votato? “Saranno sicuramente rigorosi e duri”. E giù risate.

Fortunatamente è stato chiarito tutto per merito di una senatrice di Fano, Francesca Puglisi. Classe 1969, essa è responsabile nazionale Scuola del PD prima con Bersani e ora con Renzi. Ma è anche orfiniana e turca. Quando l’ha saputo Erdogan, ha subito telefonato per congratularsi con lei e con tutti i turchi che affollano il nostro Parlamento. Comunque non divaghiamo. Lei ha posto fine a tutte le speculazioni sul voto napoletano. E l’ha fatto perché essendo responsabile della scuola, sa fare anche, ovviamente, di conto e ha detto una frase che resterà ad imperitura memoria: “Mai capitato di non aver uno spicciolo e di chiederlo a un amico?”.

Ecco il chiarimento che aspettavamo. Ora possiamo stare in pace e dormire tranquilli. In pratica, a Napoli, non è successo nulla. Un bel po’ di elettori, sbadati, sono usciti da casa senza spiccioli. Per fortuna il Soccorso BiancoCrociato si era premurato di tenere a disposizione qualche euro e così hanno potuto votare. Secondo la Smorfia napoletana, ricevere monete significa promesse lusinghiere. Che cosa avranno mai promesso questi samaritani del Pd napoletano?

Ah signora mia, come si stava bene quando si stava peggio, quando i comunisti mangiavano i bambini e i dati elettorali arrivavano subito, anche se non c’era internet. E soprattutto quando i turchi non erano ancora nati e neppure i fiorentini.


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