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I fascisti di Casapound listano a lutto le sedi INPS

USB: alimentano l’odio sociale contro i lavoratori dell’istituto
di Redazione Lavoro - giovedì 9 luglio 2020 - 494 letture

I fascisti di Casapound hanno rivendicato l’azione di questa notte che ha visto gli ingressi delle sedi dell’INPS listati a lutto da manifesti funebri contro l’operato dell’Istituto di previdenza.

La USB denuncia il clima di odio sociale nei confronti dell’INPS alimentato dalle forze politiche della destra reazionaria e rilanciato dalla stampa iperliberista, che nasconde come la maggior parte dei ritardi relativi all’erogazione delle prestazioni Covid, come ad esempio quelli sulla cassa integrazione, sia dovuto alla complessità degli strumenti adottati, che necessitano di molteplici passaggi ed autorizzazioni, compresa la tempestiva richiesta da parte delle imprese che invece in molti casi hanno tardato ad inoltrare le istanze.

La USB condanna l’atto intimidatorio nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INPS che in questi giorni hanno ripreso l’attività di sportello “in presenza” nelle sedi subendo in alcuni casi, come accaduto a Jesi e Pistoia, aggressioni verbali e fisiche da utenti inferociti, vittime a loro volta della mancanza di una corretta informazione.

Nei giorni scorsi la USB ha chiesto la rimozione del direttore centrale organizzazione e comunicazione dell’INPS, in quanto in questi mesi di emergenza sanitaria l’Istituto di previdenza non ha adeguatamente rappresentato ai cittadini la possibilità di accesso alle informazioni e alla consulenza con strumenti alternativi allo sportello in presenza e non ha organizzato e investito proficuamente su tali strumenti.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’INPS hanno saputo fronteggiare con grande sacrificio una situazione eccezionale come quella di ritrovarsi a lavorare da remoto, lontano dagli uffici, con un carico di lavoro straordinario dovuto alle misure decise dal Governo, checché ne possa pensare il prof. Ichino, uno dei responsabili in questi decenni dei continui attacchi ai lavoratori pubblici.

La USB annuncia che se l’incontro con l’amministrazione centrale previsto per domani non darà risposte positive alle richieste del sindacato di base dell’INPS, chiamerà i lavoratori dell’Istituto allo sciopero.

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