Sei all'interno di >> :.: Culture | Cinema - Visioni |

I diari della motocicletta

Walter Sallers ricostruisce il viaggio di Ernesto Guevara e Alberto Granado, dall’Argentina al Perù, dal Cile al Venezuela. Le origini del Che, alla scoperta di se e della vita vera.

di Claudia Pace - martedì 8 giugno 2004 - 7851 letture

Diretto da Walter Sallers, interpretato da Gael Garcìa Bernal e Rodrigo de la Serna e basato sugli scritti dei due protagonisti (“Un gitano sedentario” Alberto Granado e “Latinoamerica” Ernesto Guevara) i Diari della motocicletta non è la descrizione di un viaggio qualunque, ma la storia di un avventura, che perde subito la sua connotazione di vacanza per trasformarsi in un percorso intimo di formazione, di conoscenza di sé, di crescita; viaggio metafora del divenire. Era il gennaio 1952 quando, con accanto l’amico Alberto, il giovane Ernesto Guevara, a un passo dalla laurea in medicina, saltò in sella alla “poderosa”, una moribonda norton 500 del ’39, dando inizio a un’avventura che, otto mesi e 100 mila chilometri dopo, avrebbe cambiato radicalmente il suo approccio alla vita determinando quelle scelte future che lo avrebbero trasformato nel Che. Un percorso iniziatico ed entusiasmante, denso di fatica e di espedienti, alla scoperta dell’altra faccia dell’America, povera e disperata, in cui Ernesto conoscerà la terribile condizione dei perseguitati politici e degli indios, lo sfruttamento operato dalle compagnie nordamericane in Cile e in Perù, scoprirà che i poveri non hanno gli stessi diritti dei ricchi, che i malati non hanno gli stessi diritti dei sani che barriere mentali e fiumi gelidi dividono gli uni dagli altri. Il senso di appartenenza, la solidarietà il rifiuto di ogni ingiustizia diventeranno consapevolezza e desiderio di agire in prima persona per riscattare la dignità dei deboli e degli oppressi, e lo porteranno ad attraversare quel fiume, che lo divideva dai lebbrosi, scegliendo, quel giorno e per sempre, da quale parte schierarsi. Diverte e intenerisce il giovane “Fuser” a tratti ingenuo e impacciato, ancora privo di formazione politica ma animato da una inestinguibile sete di conoscenza e di vita, che guarda con occhi stupiti a realtà inimmaginabili; affascina e commuove quando, nella determinazione e nell’orgoglio che emergono progressivamente, riconosciamo il rivoluzionario, il cui sguardo fiero sventola in milioni di bandiere. Intenso ed emozionante, il film è stato interamente girato nello splendido scenario dell’America latina, con l’ausilio dell’oggi ottantaduenne Alberto Granado dai ricordi ancora vividi. Nessun esplicito riferimento politico, nessuna apologia di un mito, solo il racconto sincero ed essenziale di una piccola storia, preambolo di una storia straordinaria, attraverso gli occhi di due amici, diversi ma complici, uniti e vibranti nello stesso anelito di onestà e di giustizia.


- Ci sono 2 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> I diari della motocicletta
11 giugno 2004, di : rimorso

Complimenti bell’articolo scritto in modo sintetico ma esaustivo. In poche parole si descrive l’anima del film, l’inizio del percorso ideologico del "fuser" con il bello sfondo dell’america latina.Consiglio a tutti di andarlo a vedere!!
> I diari della motocicletta
15 giugno 2004, di : VIVA

UN ARTICOLO DECISO,ENTUSIASMANTE,MA SOPRATTUTTO SENTITO...NON HO PAROLE!MA A VOLTE QUELLE NON SERVONO...è FACILE LEGGERE TRA LE RIGHE DELL’ARTICOLO L’EMOZIONE E L’INTENSITà DELL’ANIMO DI CHI CON UNA PENNA IN MANO CI HA MESSO IL CUORE.ED è PROPRIO IL CUORE TRABOCCANTE,DI IDEALI DI ESTREMA LIBERTà E DI GIUSTIZIA VERA,COME UN BICCHIERE DI VINO "ROSSO" DAL CALDO SAPORE PRIMITIVO CHE Dà UNA VAGA L’IDEA DELLA GRANDE PERSONA DI CUI PARLA IL FILM. UNA PERSONACHE CON LA SUA COERENZA E TENACIA HA VERAMENTE LASCIATO UN SEGNO IN QUESTO MONDO DOVE TUTTO PASSA... E CON LO SGUARDO PROFONDO E FIERO DI UN UOMO CONVINTO CHE "BISOGNA ESSERE DURI SENZA PERDERE LA TENEREZZA" E CHE SPERA DI CAMBIARE IL MONDO..POSSIAMO OGGI ESSERE CERTI KE LUI CE L’HA FATTA:HA PRESO I CUORI DI TANTISSIMI GIOVANI DI OGNI GENERAZIONE COME QUELLI DI CHI GUARDANDO IL FILM GUARDA DENTRO Sè CERCANDO LA PROPRIA AVVENTURA..IL PROPRIO VIAGGIO,IL PROPRIO ESSERE!è QUESTO CIò CHE EMERGE BEN OLTRE LA SUPERFICIE ATTRAVERSO IL BISOGNO DI CHI NON RESISTE A TACERE E SI ESPRIME E SI ESPONE ATTRAVERSO UN ARTICOLO D’OPINIONE. UN IMMENSO GRAZIE ALL’AUTRICE DELL’ARTICOLO...GENTE COME TE è LA CONFERMA DELLA "VICTORIA" DEL CHE!