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I destini dell’Europa senza gli europei


Dannata Costituzione europea! O meglio: dannato referendum di ratifica della Costituzione europea.
mercoledì 1 giugno 2005, di Simone Olla - 1357 letture

Dannata Costituzione europea! O meglio: dannato referendum di ratifica della Costituzione europea. La francese consultazione referendaria, fortemente voluta da Chirac in previsione del terzo mandato all’Eliseo, oltre a infuocare gli animi del dibattito politico ha letteralmente distrutto dall’interno le classiche contrapposizioni partitiche. Il partito Socialista è spaccato in due; la destra nazionalista, sinistra trotzkista e Partito comunista francese sono schierati per il NO; Le Monde ha in questi giorni giocato di sponda con Chirac il quale si è concesso un appello televisivo in favore del SI.

Insomma, un accesso confronto politico che mieterà sicuramente vittime illustri: già si vocifera un contro-referendum, qualunque sia l’esito!

La maggior parte dei paesi europei, compresa l’Italia, si sono guardati bene dall’avviare un confronto popolare sulla Carta d’identità d’Europa, preferendo le silenziose aule parlamentari. Il trasversale applauso andato in scena alla Camera dei Deputati in data 25 Gennaio 2005 (436 sì su 464 votanti) anticipa la probabile/possibile ovazione che si udirà dai banchi del Senato. L’Italia, quindi, è il più europeista fra i paesi europei. Non proprio. Il Parlamento italiano è il più europeista fra i parlamenti dei paesi europei. Così va meglio.

I nostri governanti ignorano che «l’Italia siamo noi, nessuno si senta escluso», noi solamente possiamo trasversalmente applaudire o spernacchiare il documento fondante dell’Europa che verrà. Purtroppo la Costituzione europea rimane un oggetto estraneo e fisicamente lontano per la stragrande maggioranza degli italiani e l’europeismo sancito per legge o svenduto su quotidiani compiacenti è cosa diversa dall’europeismo che viene dal basso, sentito dai cittadini come possibile strada per il raggiungimento di un equilibrio geopolitico multipolare.

Troppi piccoli grandi dilemmi che hanno «impaurito» la Politica italiana, così nettamente divisa quando si tratta di bottega, così silenziosamente unita quando sono in gioco i nostri destini.

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> I destini dell’Europa senza gli europei
4 giugno 2005, di : Tor Romeo

Da non credere, l’Europa si rifiuta di se stessa. Non ci pensavo che sarebbero risultati i NO oltre al 60% dei voti. Beh, forse un giorno si potrà fondare questa costituzione UE, anche perché il governo italiano sembra essere momentaneamente in crisi, lol, e quindi meglio un appoggio continentale con l’europa unita. Intanto miglioriamo gli approcci con altre nazioni extraeuropee, Si alla Turchia nell’UE e nell’UME (monetaria), facciamo venir altri stati nel nostro bel vecchio continente. E soprattutto favorire gli scambi equilibrando il rapporto tra $ & € ad 1:1. Così gli americani e gli europei possono cooperare a vicenda e condividere risorse mondiali senza problemi, e per mondiali intendo cose che in europa non vanno di moda. Si ai siti .ue del www, per comunicare meglio, si alle infrastrutture per il continente; per esempio il nodi ferroviari di Torino e Palermo, l’asse ferroviario Torino-Lyon, corridoio 1 Berlino - Palermo, ponte sullo stretto, nuove rotte continenatali ed intercontinentali; insomma miglioriamo anche i trasporti, anche se in europa tuttora sono impeccabili. W L’UE; Dio benedica l’Europa !
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