I cittadini hanno diritto di parola sul problema dell’acqua pubblica?

"Riteniamo di essere liberi di esercitare la nostra libertà di pensiero. E non chiederemo certo il permesso a chicchessia per rivolgerci al nostro sindaco e per farlo riflettere su problemi che ci riguardano come cittadini".

di Redazione - sabato 13 luglio 2013 - 4263 letture

Incredibile. Leggiamo sul giornale (La Sicilia 11 Luglio 2013) la seguente dichiarazione attribuita ad i vertici di SAI8: “In attesa del pronunciamento dei tribunali, qualsiasi azione volta ad interferire nel regolare svolgimento del servizio idrico e della relativa gestione affidata a SAI8 , come quella irresponsabilmente paventata a Lentini dal CLAP, come apparso in questi giorni sugli organi di stampa, rappresenterà l’ennesima aggressione ingiustificata a danno di SAI8 e un ulteriore attacco alla legalità ed allo stato di diritto e sarà pertanto perseguita, con la dovuta fermezza, nei termini di legge, nei confronti di promotori ma anche nei confronti di coloro i quali, in buona fede, ne volessero seguire le indicazioni”. Allucinante.

Non vogliamo degnare di alcuna risposta il personaggio che si è espresso in cotal modo assurdo.

Alla giornalista ed al quotidiano che ne hanno pubblicato la dichiarazione chiediamo però di dare spazio e visibilità anche alle nostre valutazioni, riconoscendoci il diritto di replica, di fronte all’opinione pubblica, il cui giudizio certamente ci sta a cuore, mentre nulla ci cale dell’ineffabile manager che dichiara a vanvera.

La situazione paventata (solo paventata!) dal CLAP costituirebbe una aggressione? Addirittura un attacco alla legalità ed allo Stato di diritto?

Strano modo di concepire le aggressioni da parte di coloro che hanno sporto denuncia contro l’ex presidente dell’ATO idrico per un reato che si è poi rivelato insussistente, come ha riconosciuto la magistratura, dando modo all’aggredito di passare al contrattacco nei confronti dell’aggressore.

E sarebbe SAI8 il paladino o il simbolo della legalità?

Offrire suggerimenti al proprio sindaco in merito ai rapporto con SAI8 sarebbe un attacco allo stato di diritto?

Ci permettiamo quanto meno di dubitarne. Anzi, confessiamo che l’affermazione ci appare involontariamente ed irresistibilmente comica.

Ma i vertici di Sai8, che hanno aggredito un innocente con un’accusa strategicamente finalizzata a neutralizzarne l’azione ( finalizzata alla risoluzione del contratto di affidamento del servizio idrico) considerano aggressore nei loro confronti chi si azzarda a “paventare” semplicemente qualche scenario possibile. Strana logica.

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Diritto di parola e informazione.

Ad ogni modo il CLAP non è l’unico Comitato che stia paventando scenari poco piacevoli e mettendo in guardia i sindaci di fronte a pericoli che potrebbero riguardare gli interessi comuni, considerata la situazione debitoria del gestore uscente nei confronti della pubblica amministrazione e dell’ATO in particolare.

Preoccupa noi cittadini tutti il fatto che i Comuni e la parte pubblica (il Consorzio ATO) possano non riavere indietro quanto SAI8 deve loro.

Il Movimento Difesa dei Diritti del Cittadino, ad esempio, ha avanzato una proposta: «Versare, se e quando a curare il sevizio sarà di nuovo l’Ente pubblico, il consumo idrico direttamente alla tesoreria comunale e non alla società che cura la riscossione». E la notizia è riferita proprio dalla Sicilia nell’edizione del 10 luglio a pag. 33. Proposte e suggerimenti provengono agli amministratori da cittadini, da gruppi e comitati vari.

Proprio ieri sera (venerdì) c’è stata una riunione di uno di tali gruppi ad Augusta.

Ma forse le assurde minacce mosse al CLAP per lo scenario che il Comitato ha rappresentato al primo cittadino di Lentini potrebbe avere come destinatario, nelle intenzioni del manager che dichiara a vanvera, non tanto il CLAP stesso quanto invece il sindaco di Lentini in persona, visto che la minaccia di SAI8 sarebbe rivolta anche “nei confronti di coloro i quali, sia pure in buona fede, ne volessero seguire le indicazioni”. In questa frase ci sembra di cogliere un messaggio intimidatorio nei confronti del sindaco di Lentini. Ma noi rinunciamo a capire le reali intenzioni di chi dichiara a vanvera. Abbai pure alla luna!

Ci limitiamo ad affermare che noi, contrariamente a quanto pensano i vertici di SAI8, non riteniamo affatto che “i provvedimenti emessi dal commissario siano irrimediabilmente affetti da vizi di illegittimità che li rendono palesemente nulli e comunque inefficaci”.

Al contrario, riteniamo che la delibera con cui il Dott. Buceti ha revocato la concessione a SAI8, in base a considerazioni che trovano il loro fondamento nella giurisprudenza e nelle clausole del contratto disattese dal gestore, sia immediatamente efficace ed esecutiva. Il Dott. Buceti ha legittimamente esercitato le facoltà e i poteri della pubblica amministrazione, operando, a nostro giudizio, in modo giusto e doveroso.

Paventiamo invece che qualcuno che lo ha recentemente preceduto abbia omesso di compiere atti dovuti, dello stesso tenore di quelli posti in essere da Buceti e di quelli avviati, a suo tempo, da Bono. E riteniamo di essere liberi di esercitare la nostra libertà di pensiero. E non chiederemo certo il permesso a chicchessia per rivolgerci al nostro sindaco e per farlo riflettere su problemi che ci riguardano come cittadini.

Poi lui sarà libero di ascoltarci o meno, di seguire i nostri consigli o suggerimenti di tenore opposto. Ci auguriamo solo che lo faccia sulla base di una sua libera scelta tra suggerimenti diversi e non per cedimento ad eventuali intimidazioni. Lo esortiamo, anzi, ad agire, assieme a noi cittadini ed al nostro fianco, in tutta libertà di coscienza e a tutela degli interessi comuni. Non per cedimento a pressioni e minacce di alcuno.

Quanto alla concezione che del diritto dimostra di avere chi dichiara che il commissario straordinario e liquidatore non avrebbe alcun potere di revoca della concessione o chi parla a vanvera di grave attacco alla legalità ed allo Stato di diritto, ci auguriamo solo che nelle sue competenze specifiche e tecniche si dimostri meno sprovveduto. Come cittadino di un stato democratico e di diritto non ci appare il massimo. Decisamente.


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