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I bambini delle strade di Bucarest

Intervista con la ricercatrice Clémence Valin

Per gentile concessione dell’Associazione Parada

di Emanuele G. - mercoledì 30 luglio 2014 - 2989 letture

Intervista con Clémence Valin, ricercatrice che ha elaborato una tesi di scienze politiche all’Università di Parigi 7 e all’Università di Bucarest sulla situazione dei bambini delle strade di Bucarest, con la partecipazione della Fondazione PARADA.

Qual’è il numero dei bambini che vivono oggi sulle strade di Bucarest?

C.V : Il numero dei bambini sulle strade di Bucarest è stimato tra i 1000 e i 2000, tra i quali circa 500 vivono e dormono costantemente in strada, su una popolazione di 2 milioni di abitanti.

Il fenomeno dei bambini di strada persiste in Romania, ma le sue caratteristiche evolvono. Se esaminiamo il numero di bambini e neonati con famiglia sulla strada ci si rende conto che è in costante aumento.

Quali sono le cause di questo fenomeno?

C.V : All’origine, i bambini di strada sono la conseguenza della politica a sostegno dell’incremento del tasso di natalità che propose N. Ceausescu, unita all’estremo impoverimento degli ultimi anni del regime comunista.

Con la messa al bando dell’aborto e di qualsiasi forma di contraccezione, numerosi bambini non desiderati sono nati in famiglie che non potevano sostenere i loro bisogni senza avere altra scelta, i loro figli furono affidati alle istituzioni dello Stato, sovrappopolati e fatiscenti, i ben noti, purtroppo, « orfanotrofi rumeni ».

All’interno del caos post- 1989 un gran numero di bambini istituzionalizzati e maltrattati colsero l’occasione di scappare e fuggire a Bucarest.

Oggi nonostante i profondi sconvolgimenti politici, economici, sociali e demografici i bambini di strada continuano a giungere in capitale, ma in minor numero.

I bambini e i giovani oggi arrivano maggiormente da famiglie per di più disfunzionali, monoparentali, molto numerose e con una situazione economica alquanto precaria. Spesso subiscono abusi e negligenza, o vivono in strada già con le loro famiglie. La percentuale di bambini che derivano dagli orfanotrofi è diminuito.

Chi sono questi bambini delle strade?

C.V : Una popolazione in movimento e nascosta, spesso clandestina, i bambini di strada non costituiscono un gruppo omogeneo.

La percentuale dei minori non accompagnati, soli, senza una casa è mutata in lavoratori giornalieri ( chi lavora in strada e alla sera rientra a casa), ormai diventati la maggioranza.

Ci sono anche bambini e neonati che vivono in strada con le loro famiglie. Le famiglie sono costituite da ex bambini di strada diventati adulti e scappati a loro volta da una situazione familiare precaria. Questo segnala il fatto che il fenomeno, come il numero dei bambini abbandonati dalle istituzione dello Stato, ha avuto una sua crescita dal 2010.

Il gruppo etnico Rom rappresenta di fatto la maggioranza tra di loro, a causa della grave situazione socio economica che vivono, ma è comunque contestabile una derivazione culturale ed etnica di chi arriva sulla strada.

L’esperienza di Parada mostra molto bene, la mancanza di differenziazione etnica sulla strada, affermando che si tratta principalmente di un problema importato.

Quali condizioni vivono i bambini sulle strade?

C.V : Sulla strada i bambini e i giovani dormono sul cemento, in canali, in case abbandonate , in vecchi edifici… spesso non possono usufruire di servizi come l’elettricità, l’acqua e servizi igienici.

Sono estremamente vulnerabili e hanno accesso raramente ai servizi pubblici che si suppone essere gratuiti e obbligatori per i minori, come l’educazione o la salute. L’aspettativa di vita è limitata.

La maggioranza non ha il documento d’identità o di domicilio a Bucarest, che limita di fatto una loro possibilità di integrazione.

Gli operatori sociali, che operano in strada, segnalano un degrado allarmante delle condizioni di vita, a causa, del consumo di droghe iniettabili e la diffusione di malattie trasmissibili come AIDS ed Epatite.

I bambini di strada ottengono un aiuto dal governo o da altre associazioni?

C.V : Secondo l’ultimo studio di Save the Children, meno del 5% dei bambini e dei giovani di strada dichiara di avere avuto accesso ai servizi pubblici durante lo scorso anno. Al contrario, il 70% cita PARADA, ARAS, Samu Social e Concordia, come unico aiuto. Sulla strada, queste ONG cercano di lavorare in maniera complementare : PARADA si distingue per un approccio integrato.

I servizi di urgenza offerti dall’ Unità Mobile /CARAVANA e dal Centro Diurno di PARADA permettono di aiutare i beneficiari e gli indirizzano attraverso diversi programmi di inserimento sociale (circo, calcio…) e di scolarizzazione.

PARADA è anche l’unica ONG che da circa 20 anni continua ad aiutare i bambini che vivono sulla strada.

Link diretto all’intervista


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