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Guardiamo avanti

La guerra piace a chi non la vive. E, soprattutto, a chi non la subisce
di Redazione - mercoledì 15 gennaio 2020 - 763 letture

“Nel campo di fianco l’erba era più verde, così ho pensato di portare lì le mie pecore a pascolare. C’era anche una base militare abbandonata, ma non pensavo che…”

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Othman

Othman inizia così a raccontare la sua storia. Una protesi sostituisce la sua gamba sinistra, che ha perso proprio in quel campo a causa di una mina inesplosa e nascosta nel terreno.

“Quando ho visto il sangue, pensavo fosse stata una delle mie pecore a essere colpita… invece ero stato io.”

Un anno dopo quell’incidente, uno dei suoi figli – mentre sostituiva il padre nel lavoro nei campi – ha calpestato un’altra mina e ha perso la vita.

“Stava raccogliendo la legna per tutta la famiglia. Aveva solo 18 anni.” – ricorda Othman.

Nel nostro Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale a Sulaimaniya, in Iraq, Othman è arrivato per la prima volta nel 1997, ma periodicamente torna a farci visita per sistemare e adattare la protesi alla forma del suo corpo.

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Sala d’attesa

“Guardiamo avanti”, diciamo ogni giorno ai nostri pazienti, incoraggiandoli a riprendersi in mano la vita che la guerra ha tolto loro e aiutandoli a farlo.

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Guardiamo avanti


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