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Grazie Piero Campagna

Venticinque anni dall’omicidio vigliacco di Graziella Campagna. Bugie, silenzi, calunnie. Ma anche riaccese speranze in una giustizia terrena.

di Piero Buscemi - domenica 12 dicembre 2010 - 2887 letture

Siamo stati a ricordare un’amica. Dentro la sala gremita del consiglio comunale di Villafranca Tirrena. Lo abbiamo fatto per non spegnere la luce su un’altra storia che qualcuno preferisce trascinare nell’oblio. O in un’aula di tribunale, a giudicare chi ha vissuto per non dimenticare, chi ha sofferto per strappare una sentenza di giustizia. Chi non si è arreso alla calunnia, solo per poterla raccontare.

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Perché gli anni passano dietro un passato di opportuna distrazione. E passa così velocemente da sfaldare i contorni di una verità, che è rimasta lì davanti ai nostri occhi, per venticinque lunghi anni.

Perché abbiamo dovuto partecipare ad altre tragedie, spettatori testimoni di chi ci ha costruito intorno il muro di un mondo perverso e omertoso di una Sicilia da racchiudere dentro pagine letterarie o dentro saghe cinematografiche da collezionare.

Perché siamo scesi in strada all’indomani di un’autostrada squarciata, che si è trascinata nel fango un pezzo della nostra coscienza. E ci siamo riscesi quando il fango ha invaso l’aria cancellando un’ultima speranza, abbandonandoci nella solitudine.

campagna 2 Venticinque anni dall’omicidio vigliacco di Graziella Campagna. Bugie, silenzi, calunnie. Ma anche riaccese speranze in una giustizia terrena. Non sono state le parole che abbiamo assorbito, durante questa serata di ricordi, a risvegliare un ottimismo addormentato. Almeno, non solo quelle. C’era qualcosa in più. Sono state le persone accorse a condividere un destino. Sono stati i giovani, ma anche i bambini, trascinati in un futuro che noi adulti non potremo esentarci di rendere migliore.

E’ stata la caparbietà e la voglia di giustizia, e di riscatto, e di appartenenza, e di solidarietà, e di coraggio, e di speranza di un uomo che ha già vissuto questa storia per venticinque anni, tre in più di quelli che il destino gli ha consegnato quando ha dovuto ricomporre i ricordi che cinque colpi di fucile avevano oltraggiato nell’innocenza della sorella.

E’ stato Piero Campagna ad accarezzarci con la sua umanità e la sua umiltà, a renderci partecipi di una tragedia familiare, che un quarto di secolo non è riuscito a cacciare dai nostri giorni. A lui, vogliamo dedicare queste parole, e ringraziarlo per il suo esempio di mondo possibile.

Grazie, Piero Campagna. Per le tue parole strozzate dall’emozione, che non dimenticheremo mai.

Grazie, per le tue lacrime di uomo, che nessuno avrebbe mai osato asciugare. Grazie per aver fatto piangere anche noi, per una ragazza che non abbiamo nemmeno conosciuto.

Grazie, per averci dato un altro motivo per continuare a scrivere. Grazie per il tuo rinnovato dolore che ci ha consegnato dignità.

Grazie, per aver dato una scossa alla nostra ingenua distrazione. Grazie perché ti abbiamo visto viaggiare con i ricordi ad un metro dal nostro silenzio, e aver capito di conoscerti da sempre.

Grazie, per averci descritto un mondo migliore. Grazie perché quel mondo migliore esiste già. E questo, grazie anche a te.


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