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Grammichele / Va in scena la storia

rievocazione storico-artistica della strage di S. Rocco 16 agosto 1905

di Cesare Piccitto - sabato 19 agosto 2006 - 3143 letture

Il comune di Grammichele insieme all’associazione culturale “ La casa di Iside”, hanno allestito e presentato due giorni dedicati alla memoria. Sabato e Domenica nel set naturale di piazza Carafa (scenario reale di tale avvenimento) la rievocazione storico artistica degli eventi di lotta e ribellione scatenati dall’estrema miseria e dalle condizioni drammatiche in cui vivevano i contadini che portarono alla strage dell’agosto 1905. Molto bello e emozionante, il lavoro che ha visto la partecipazioni di molti attori di Granmichele oltre alla professionale regia di Giusi Campione.

L’opera teatrale divisa in due tempi, attraverso la narrazione della quotidianità e delle tante e piccole storie in un paese Siciliano del primo ‘900, è riuscito a dare al pubblico un fedele spaccato dell’epoca. Curando contesto e particolari, ad esempio spiegando cosa fosse in gergo contadino l’usanza-contratto delle “cinque munnie” evidenziando l’analfabetismo diffuso e la miseria profonda in cui la gente viveva oltre alla grande voglia di riscatto da una situazione apparentemente senza uscita. Quindi un crescente malessere diffuso, che porterà nell’ultima e fondamentale parte della rappresentazione alla strage di S. Rocco, data importante non solo religiosamente ma anche perché lo stesso giorno si inaugurava la camera del lavoro e un corteo di braccianti sfilava con la nuova bandiera, speranzosi che tale istituzione avrebbe se non risolto sicuramente alleviato i loro problemi. Sostanzialmente come riportano i verbali dell’epoca è stato un corteo degenerato in rivolta repressa nel sangue, come diverse altre all’epoca in tutta la Sicilia (Giarratana 1902, Palagonia 1904, leghe contadine del ragusano 1910). Inchieste giornalistiche dell’epoca, parlarono dell’allora funzionario di pubblica sicurezza Basilicò che avrebbe espresso in dialoghi informali in previsione del corteo dei braccianti granmichelesi, la volontà di volergli infliggere “un indimenticabile lezione”.

Le varie proteste-malumori (ovunque in Sicilia) erano indirizzate alla borghesia e al potere politico locale, praticamente le due cose coincidevano. La borghesia che comandava politica e economia infliggeva oltre alle disumane condizioni di vita nei campi anche il massimo delle tasse previste dalle leggi nazionali. La rievocazione è servita a far conoscere una pagina forse minore della storia, che però non può e non deve essere dimenticata. Manifestazioni di questo tipo servono a ridare dignità e a far conoscere tutte quelle persone “comuni” che hanno dato la vita, per difendere e creare dei diritti oggi patrimonio di tutti. Mai più nell’oblio. Mi piacerebbe poter scrivere il nome di ognuno di essi ma purtroppo non li conosco. So solo che morirono 14 persone il 16 agosto 1905, con l’unica colpa di aver lottato per ciò che gli spettava di diritto.


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