Gommapiuma nelle orecchie

Sentenza nei confronti di un oratorio di Palermo
di Adriano Todaro - mercoledì 19 febbraio 2020 - 889 letture



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IL FATTO

Palermo: Troppo rumore, il giudice chiude il campo dell’oratorio (titolo dell’Avvenire, 31 gennaio 20209

IL COMMENTO

Un lettore di girodivite mi ha inviato un articolo apparso sull’Avvenire del 31 gennaio scorso, un articolo che mi ero perso. L’articolo in questione, è datato Palermo e riguarda l’ordinanza del giudice civile del capoluogo siciliano nei confronti della parrocchia S. Teresa del Bambino Gesù.

Cosa ha combinato la Parrocchia? Niente. O, meglio, spiega il quotidiano della Cei, la Conferenza episcopale italiana, c’è il fatto che attigua alla parrocchia c’è un’area dove i ragazzini giocano, urlano, tirano calci al pallone che rimbalza sui muri e fa rumore.

Un gruppo di cittadini di un edificio di via Filippo Parlatore, attiguo al campo da gioco, due anni e mezzo fa hanno cominciato a protestare per il rumore e hanno presentato ricorso lamentando un “uso improprio” di quello spazio contestando i “raduni ludici e sportivi con l’impiego di molteplici palloni da gioco e impianti amplificatori durante molte ore del giorno”.

Così ora arriva l’ordinanza del giudice civile che “vieta lo svolgimento di qualsiasi attività ludica o ricreativa che implichi l’impiego di palloni sugli spazi esterni della parrocchia e dell’oratorio in assenza di porte da gioco calcistico regolarmente munite di reti e distanti almeno un metro e mezzo dalle pareti dell’oratorio, in modo da evitare che le pallonate rimbalzino in modo rumorosissimo contro esse; di barriere perimetrali in gommapiuma… stabilisce che la pratica ludica sia limitata ad un solo sport per volta con l’impiego di una sola palla; vieta l’utilizzo di impianti di amplificazione compreso il megafono… il basket una sola volta alla settimana per una durata non superiore ad un’ora”.

Il lettore di girodivite vuole sapere il mio parere sulla questione e io tenterò di rispondere al quesito anche se, forse non sono la persona più adatta. E non lo sono perché sono molto sensibile al rumore, in generale. Se dovessi rispondere a “pelle” direi subito che gli abitanti di via Filippo Parlatore hanno ragione.

Poi mi domando, però, come in una situazione come quella che tutti viviamo con la produzione industriale che cala invece che aumentare, disoccupazione, morti sul lavoro, ruberie, scandali e tanto altro, ci si possa limitare a guardare il proprio orticello. Gli oratori hanno una funzione sociale indispensabile, sono, spesso, gli unici presidi di socialità del territorio (anche se oggi molto in crisi). Invece che lasciare i ragazzi nelle strade, gli oratori li accolgono e li fanno giocare. Io ci ho giocato, da ragazzino, all’oratorio, per tanti anni. Ho giocato al pallone, ho urlato, ho litigato con altri bambini, ho fatto casino. Soprattutto per coloro che abitano nelle grandi città (come Palermo) se non ci fossero gli oratori dove andrebbero i ragazzi a giocare? Nelle strade, certo. Ma nelle strade, come risaputo, non si gioca soltanto ma si fa anche altro. Spesso si delinque.

Anch’io abito abbastanza vicino ad una chiesa con annesso oratorio. Debbo dire, molto onestamente, che d’estate con il cosiddetto “oratorio feriale”, tutti i pomeriggi i ragazzi fanno casino, com’è giusto che lo facciano. A me dà più fastidio il suono delle campane, martellante, ossessionante, insistente. Eppure gli abitanti della zona non si lamentano. E allora io mi sono sempre chiesto che se invece della chiesa cattolica ci fosse una moschea che usa le campane (paradosso, ovviamente) cosa avrebbero fatto, le barricate? L’avrebbero spostata, la moschea, con ordinanza prefettizia?

A mio parere non se ne esce se non con un po’ di buon senso da ambo le parti. Gli abitanti del condominio di via Parlatore hanno diritto al riposo, alla quiete; i ragazzi hanno il diritto di giocare. E il giudice di sentenziare. Ma, forse, disporre “barriere perimetrali in gommapiuma” mi sembra eccessivo. Cosa facciamo rivestiamo di gommapiuma tutti i muri perimetrali dell’oratorio? Mettere le reti alle porte di calcio, invece, mi sembra fattibile. Magari offerte dagli abitanti di via Parlatore. Un modo per aprire un dialogo invece che far intervenire la magistratura. Quello che non capisco è perché il giudice ce l’abbia tanto con il basket considerato che lo possono giocare “solo una volta alla settimana per una durata non superiore ad un’ora”. E capisco, ancora meno perché i ragazzini debbano giocare con una “sola palla”. Boh!

Comunque io sono molto tardo nel comprendere la magistratura. Ad esempio non ci ho capito una mazza dell’ultima sentenza della Corte costituzionale. L’unica cosa che ho capito è che Formigoni sarà libero e dovremo risarcirli i brevi giorni di carcere che ha subìto. Nell’attesa è preferibile mettere gommapiuma non sui muri dell’oratorio ma nelle orecchie così da non sentire più nulla. Per non vomitare.


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