Uno, mille, centomila,
frutti acerbi di un amore,
ci affacciamo alla vita,
per bisogno di calore,
andiam fuori dalle tane,
sempre in cerca di emozioni,
ma prendiamo pugni in faccia,
son le prime delusioni.
Uno, mille, centomila,
frutti acerbi di un amore,
ci affacciamo alla vita,
per bisogno di calore,
andiam fuori dalle tane,
sempre in cerca di emozioni,
ma prendiamo pugni in faccia,
son le prime delusioni.
Pochi si fan forti,
di tanta prepotenza,
malati di egoismo,
di pazzia, di onnipotenza,
ma, Uno, Mille, Centomila,
posson anche stancarsi,
tentare di capire,
perché devono prostrarsi,
al “Sistema” di turno,
alle tante “Oppressioni”,
e insieme dire “BASTA…
NE ABBIAM PIENI I COGLIONI!
Ci avete messo al mondo,
non Vi abbiamo cercati,
ne Voi, né la famiglia,
dove siamo nati.
Non abbiamo scelto il posto,
la Nazione o il “Colore”,
che poi ci marchierà,
come il nostro dolore;
Ci stà chi viene al mondo
in un paese africano,
non ha diritto a niente,
neanche a stendere la mano,
non chiede neanche troppo,
ma in questo “Sistema”,
che ti OPPRIME, ti SFRUTTA,
ti VIOLENTA, ti SVENA,
prima ti vendono le armi
per la tua democrazia,
poi ti mandano gli eserciti, la POLIZIA,
che và a caccia dei banditi
con gli occhiali da sole,
per non vedere i lutti,
non vedere il dolore;
Ti impongono i governi,
sempre “DITTATORIALI”,
Ti lascian nelle mani
delle “MULTINAZIONALI”,
uniche responsabili
dei conflitti “MONDIALI”.
Il “Sistema” e sempre uguale,
ormai collaudato,
tù, se diventi grande,
sarai sempre un “SOLDATO”,
E se non puoi combattere,
c’è già la soluzione,
se non sei ricco,
se non giochi a pallone,
ti lasciano morire,
di malaria o A.I.D. Esse,
mentre ingrassano a morte,
le loro Banche già grasse,
poi coi soldi da investire,
ricominciano il giro,
e non puoi farci niente,
solamente morire.
Ci stà chi viene al mondo
nei paesi dei bianchi,
ma guai se sbaglia porta,
se và un poco più avanti,
si ritrova nella merda,
insieme a tutti i “Votanti”.
Ti arriva nella culla
il “Messaggio Sociale”,
GUERRA, DROGA e CORRUZIONE
è il “Sistema” normale;
E’ allora c’è chi sceglie
di non partecipare,
come WELBY, o tanti altri
in balia di chi deve giudicare,
se la vita è una fortuna,
o una cella di rigore,
se la morte qualche volta
e una liberazione...
C’è chi nasce, benvenuto,
nelle case dei potenti,
quasi sempre sanguisughe,
delle anime, delle genti;
Non può mica saperlo
come ci è arrivato,
non ha scelto certo Lui
di esser destinato,
alla sua culla d’oro,
del colore del sangue,
non è ancora colpa sua
se c’è gente che langue.
Al suo cervello pronto,
al suo istinto bestiale,
arriverà solo un preciso segnale,
“MANGIA, RUBA e GUARDA AVANTI”,
tanto c’è chi paga,
con il suo martirio,
con la sua rata.
Quando sarà cresciuto
non potremo biasimarlo,
non l’ha scelto certo Lui,
di diventare un TARLO,
che rosica le vite,
toglie l’aria a tutti quanti,
per il semplice bisogno,
di sentirsi più importante.
Uno, mille centomila,
ci siamo stancati,
maledetta cicogna,
dove cazzio ci hai portati?
Se nasciamo a Nord, a Sud,
o agli altri punti cardinali,
come bimbi, come fiori o come animali,
non sappiamo in quel momento
che dovremo darne conto,
che sarà tra i nostri compiti,
il futuro del mondo.
Noi ci sentiamo UGUALI
senza alcuna distinzione,
di razza, di cultura o di religione;
Rossi, Neri, Gialli, Bianchi,
o di un altro colore,
con i nostri sentimenti,
con il nostro dolore,
e Tù, sporco prepotente
non né devi approfittare,
Uno, Mille, Centomila,
Ti possiamo fregare,
la Tua guerra, in nostro nome,
non potrai giustificare.
Se un giorno decidiamo
di non prendere il passaggio,
la Tua bieca aspirazione
resterà senza foraggio,
quando nella Tua casa
non vedrai più arrivare,
né una culla, né un vagito,
né un segnale del Natale,
sii pronto a cantare
il Tuo MISERERE,
perché la Tua coscienza
non potrà più tacere!
UNO, MILLE, CENTOMILA,
nelle culle del mondo,
torneremo solo quando,
avremo amore profondo.
Luigi Iovino 25/12/06