Gli arancini nella guerra del XXI secolo

L’idea di offrire ai migranti in visita nel nostro Paese, quale segno di accoglienza, degli arancini ha subito avuto il suo effetto.
di Redazione PuntoG - sabato 25 agosto 2018 - 681 letture

L’idea di offrire ai migranti in visita nel nostro Paese, quale segno di accoglienza, degli arancini ha subito avuto il suo effetto. Alcuni dei migranti sono stati subito ricoverati d’urgenza a causa di sintomi di avvelenamento - gli arancini non erano esattamente freschissimi. Ma soprattutto quando è stato spiegato loro che gli arancini sono fatti con un sugo di carne (anche) di maiale, c’è stata la reazione vivace da parte della gran parte dei migranti di fede musulmana.

La maggior parte hanno fatto richiesta di essere rispediti immediatamente nei campi di detenzione in Libia. Preferivano morire torturati piuttosto che subire l’umiliazione dell’arancino siciliano con la carne di maiale dentro.

A volte le idee più semplici sono quelle più efficaci (e vincenti). Tutto nasce da una illuminazione, semplice e improvvisa. L’idea dell’astuto pacifista Turi Scarnazza, di Palagonia (Catania), è di quelle destinate a cambiare il corso della storia.

L’idea semplice quanto inconsapevole dell’astuto marketing dei movimenti antirazzisti siciliani è stata subito recepita dall’astuto servizio di analisi e Intelligence del nostro esercito che ha incaricato una apposita commissione di elaborare l’idea. Saro Caccabella (di Paternò), ricercatore fuori corso da dieci anni e impiegato nella commissione tecnica del Ministero della Difesa, ha raffinato l’idea. L’esercito italiano si doterà di missili (acquistati a nolo dai francesi) farciti di salsiccia di suino dei Nebrodi. Arma di distruzione di massa, micidiale per le popolazioni musulmani dell’altra sponda del Mediterraneo. Il Piano elaborato da Peppuzzo Scammacchìa (di Palazzolo Acreide), generale a una stella del Regio Esercito, è semplice: grazie a questi missili potremmo richiedere la fornitura perenne e gratuita di gas e petrolio dai Paesi musulmani.

E’ stato fatto già un contratto, con parti riservate e segrete, da parte del Governo con il Consorzio Carni Suine dell’Emilia Romagna, per la fornitura al nostro esercito della materia prima necessaria. Come si sa, l’Emilia Romagna è lo Stato europeo con la più alta densità di suini in Europa. Non si conosce l’entità della spesa ma a questo i nostri Governi ci hanno da sempre abituati quando firmano qualcosa con i privati.

C’è l’idea di creare nuove fabbriche al posto delle vecchie e stantie raffinerie di petrolio della Sicilia, in cui al posto del petrolio entrerà carne di maiale e usciranno - confezionate dalle mani snelle e affusolate delle nostre migliori e più belle siciliane - arancini da poter usare come bombe a mano o lanciare dai bombardieri sulle città nemiche. Una astuzia e una efferatezza che neppure l’Arabia Saudita contro i bambini dello Yemen.

L’Europa si riprenderà il Medio Oriente al grido di "più arancini per tutti!".

Tra l’altro, con la somministrazione di arancini catanesi agli incolpevoli migranti si è definitivamente diramata l’annosa questione linguistica, la rivalità con "le" arancine palermitane. L’arma di distruzione di massa, la super arma Finale dell’occidente sarà ora e sempre l’arancino catanese.


Nota erudita: è noto che nella ricetta originaria il sugo degli arancini era fatto con carne bovina; questo perché all’epoca la Sicilia doveva contrastare l’invasione di migranti di origine indiana. Nella ricetta modificata negli anni dell’opulenza è stata introdotta anche la carne di maiale appunto per adeguarsi alle nuove immigrazioni dai Paesi islamici. I migranti della Diciotti erano formati soprattutto da eritrei e etiopi, di religione non necessariamente islamica. I pacifisti si intendono poco di carni e di religioni, non lo sapevano, e hanno utilizzato la carne di maiale lo stesso. In realtà pare che il vero motivo del terrore dei migranti della Diciotti sia stata l’eruzione contemporanea dell’Etna, evento per loro mai prima osservato.



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