Gli anni delle intimidazioni a Lentini

La presentazione del libro di Paolo Borrometi, alla Chiesa Madre di Lentini
di Luigi Boggio - domenica 23 dicembre 2018 - 4072 letture

A causa di un fastidioso malessere di stagione non ho potuto partecipare alla presentazione del libro di Paolo Borrometi che ho trovato interessante, anche se su Lentini e dintorni avrebbe potuto dedicare qualche pagina in più dopo aver consultato i rapporti della Commissione antimafia e le iniziative parlamentari, non poche, partite dal conflitto a fuoco lungo la strada Lentini-Catania con tre agenti del commissariato di Lentini feriti, i morti ammazzati dentro i bar e lungo le vie principali.

Un periodo non facile anche per la politica non per i conniventi ma per quelli che facevano il loro dovere con minacce e segni visibili come la macchina del consigliere Santi Ragazzi andata a fuoco a due passi dell’aula di Via Galliano o i colpi di fucile, per fortuna non andati a segno, nei confronti dell’ingegnere capo del comune Davolos.

Sono stati anni difficile e drammatici con un Comune che stava per essere sciolto per infiltrazioni mafiose ma che non ha potuto evitare l’autoscioglimento del Consiglio per le forti pressioni esercitate dall’allora prefetto di Siracusa Romano. Un prefetto che ha dato molto sulle vicende del terremoto e per la costruzione di una rete di associazioni contro l’usura e il racket.

Avrei voluto essere presente per ascoltarlo anche per avvicinarlo e dirle che la città di Lentini deve molte a suo papà per aver firmato il decreto d’assessore regionale alla sanità per l’avvio della realizzazione del nuovo ospedale. Mentre il figlio ha presentato il libro nella chiesa Madre di Lentini, il padre nei locali di piazza Aldo Moro ci comunicava che avrebbe firmato il decreto in un periodo in cui alla Regione Sicilia a causa di tangentopoli non si muoveva una foglia.

Ci disse: "Comprendete il clima, però firmerò perché ritengo d’aver la coscienza serena". Così partì l’iter per la realizzazione. Un grazie al padre e all’impegno del figlio per una Sicilia libera.



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